Obama ai leader della Israel Lobby: riflettere sugli insediamenti.

Washington – Agenzie. Il presidente Usa Barack Obama ha dichiarato ai gruppi ebrei statunitensi di aver assunto degli impegni con Israele, ma che questa deve a sua volta ripensare la propria politica di colonizzazione illegale della Cisgiordania occupata.

I commenti sono giunti durante un incontro di un’ora tenuto alla Casa Bianca con i sedici leader rappresentanti la società ebraica filoisraeliana. Da rilevare tra i partecipanti la presenza di Jeremy Ben-Ami, direttore esecutivo di J Street, un’organizzazione pro-Israele che ha assunto posizioni più liberali su problemi quali quello degli insediamenti.

In aggiunta al processo di pace in Medio Oriente, in fase di stallo, la riunione avrebbe anche toccato la questione dei timori sul programma nucleare iraniano.

Riguardo al primo argomento, Obama ha assicurato di voler aiutare Israele a mantenere una maggioranza ebraica, tramite il raggiungimento della soluzione dei due stati, ma ha aggiunto che lo stato ebraico deve “dedicarsi a una seria auto-riflessione”, in base a quanto riferito dalle agenzie stampa.

In risposta al presidente, AP riporta che alcuni leader hanno sostenuto che un progresso nel processo di pace si avrà soltanto quanto Usa e Israele agiranno in completa sintonia. Obama avrebbe dunque replicato che non vi è stata alcuna differenza di posizioni tra i due stati negli ultimi otto anni, e che tuttavia, sotto la presidenza di George W. Bush, non è stato registrato alcun progresso.

“Ciò che gli interlocutori respingevano, il presidente lo manteneva ben saldo”, ha dichiarato testualmente Ben-Ami a riunione conclusa.

Obama avrebbe inoltre evidenziato che, sotto Bush, gli Stati Uniti cercarono concessioni soltanto dalla parte palestinese, mentre lui ora ha intenzione di guidare la politica Usa verso un approccio più equilibrato.

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