Occupazione: condanna unanime dei leader musulmani, cristiani ed ebrei riuniti a Ramallah

Ramallah – Ma'an. Leader musulmani, cristiani ed ebrei si sono incontrati ieri 5 gennaio, a Ramallah, per rilasciare una dichiarazione congiunta di condanna dell'occupazione israeliana di al-Quds (Gerusalemme).

Tra gli ospiti, c'era anche il rabbino Ysrael Hirsch, capo del gruppo Neturei Karta, organizzazione ortodossa che si oppone al Sionismo, fondata nel 1938.

L'incontro si è svolto negli uffici della Commissione islamo-cristiana in sostegno di Gerusalemme e dei luoghi santi.

Il benvenuto è stato dato in conferenza stampa dal segretario generale della commissione, Hassan al-Khatir.

La conferenza è stata organizzata per “respingere le menzogne di Israele”, ha affermato al-Khatir, che ha aggiunto “abitazioni palestinesi demolite, attività coloniali, una popolazione detenuta o espulsa in nome della religione”.

Al-Khatir ha parlato delle violazioni israeliane ai luoghi santi, le uccisioni di donne e bambini in contravvenzione alla legislazione internazionale e ai precetti religiosi.

Il segretario generale ha smascherato le teorie israeliane secondo le quali le fondamenta della moschea di al-Aqsa starebbero cedendo. “Si tratta di espedienti atti a giustificare i piani di ebraicizzazione e l'espulsione dei residenti palestinesi”.

Lo Shaykh Mohammed Hussein, Gran Muftì di Gerusalemme, ha condiviso le dichiarazioni di al-Khatir e ha ricordato che l'importanza della città è data anche dal fatto che in passato è stata la prima qibla per i musulmani, la direzione verso la quale i fedeli si rivolgono in preghiera.

Anche per questo, secondo le parole del Gran Muftì, la città ha un valore unico per tutti gli arabi e musulmani.

Per la comunità cristiana di Gerusalemme è intervenuto padre Manuel Musallam, il quale ha chiesto l'istituzione di uno Stato palestinese con frontiere ben definite e Gerusalemme est capitale.

Musallam ha speso parole di sostegno al diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi e ha chiesto al Vaticano e alla comunità internazionale di fare pressioni su Israele per porre fine alle proprie violazioni in città e contro i suoi residenti palestinesi. 

Il leader cristiano ha chiesto a Israele di riconoscere il diritto dei fedeli musulmani e cristiani ad avere accesso ai rispettivi luoghi di preghiera a Gerusalemme, con particolare riguardo nei periodi delle festività religiose.

Da parte sua, il rabbino Hirsch ha parlato di “occupazione minacciosa” e ha manifestato la propria opposizione a quanto accade a Gerusalemme.

“E' necessario spiegare la posizione del vero popolo ebraico sul Sionismo, su quello che ha fatto in Palestina. Ha violato la terra e la città stanta di Gerusalemme per oltre 62 anni e, falsamente, lo hanno fatto opprimendo i guardiani dell'ebraismo, nel nome di Israele”.

Ban Ki-moon è stato sollecitato da Hirsch per agire e fermare l'occupazione israeliana definitivamente, ha denunciato l'ultimo assassinio di una manifestante rimasta asfissiata nella protesa contro il Muro d'Apartheid.

“Vogliamo essere presenti e sfruttare questa opportunità, condanniamo l'uccisione di Jawahir Abu Rahma, assassinata a sangue freddo dai criminali dell'esercito israeliano. Auspiachiamo infine che la Corte penale internazionale persegua i criminali, responsabili delle uccisioni di palestinesi innocenti”.

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