Olmert nega l'intenzione di avviare un'operazione totale contro la Striscia di Gaza.


Il premier israeliano Ehud Olmert ha accennato all’eventuale ritiro dalle città palestinesi, mentre, allo stesso momento, ha negato l’intenzione delle forze militari di avviare un’operazione di attacco al centro della Striscia di Gaza, sostenendo che la situazione attuale non lo giustifica.

Ieri, rispondendo ad alcune domande durante una visita in Galilea, Olmert ha dichiarato che per quanto riguarda la risoluzione dei problemi con i palestinesi , alla luce del suo rifiuto a dialogare con il presidente dell’Anp sulle questioni principali, "alla fine non si giungerà a una soluzione a lungo termine perché lo Stato di Israele non può sopravvivere se non con una maggioranza ebraica garantita. Per assicurare tutto ciò, dobbiamo assumere decisioni difficili da cui non possiamo fuggire".

E ha aggiunto: "Se uno vive in un sogno staccato dalla realtà – cioè, quello in cui noi riusciremo a tenere sotto controllo tutte le aree palestinesi – significa che non ragiona in modo corretto, e saremo costretti ad abbandonare ampie parti dei territori", sottolineando che non si tratterà di un ritiro unilaterale.
 
Ha poi dichiarato che verranno avviate trattative con il governo palestinese (di Salam Fayyad, ndr).

Per quanto riguarda la situazione a Gaza, Olmert ha affermato: "Non intendo chiudere un occhio, come abbiamo fatto in Libano, ma, nello stesso tempo, non dobbiamo reagire sproporzionatamente. Posso promettere che la situazione a Gaza non somiglierà a quanto successo al nord (in Libano, ndr).
L’attuale situazione a Gaza non è tale da condurre allo spiegamento di grandi forze militari e a un’invasione totale.
 

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