Oltre l'85% della Palestina è sotto il controllo dell'occupazione israeliana

Cisgiordania – Al-Jazeera. L'85% della Palestina è nelle mani dell'occupazione israeliana.

Il dato emerge da un aggiornamento del Centro di statistica palestinese che sottolinea come “le mire espansionistiche dell'occupazione israeliana non si fermano”.

Reso pubblico da pochi giorni, lo studio espone lo stato attuale dell'occupazione israeliana nei Territori palestinesi.

“Oggi l'espansione si sta concentrando su al-Quds (Gerusalemme) con la confisca delle terre palestinesi e la costruzione di colonie israeliane. Tutto questo sta minando le possibilità che uno stato palestinese indipendente possa essere realizzato nella pratica. Pochissimo resta oggi di terra palestinese”.

Alla base di questi cambiamenti, nel rapporto si leggono ragioni demografiche: confisca di terre e sostituzione con la presenza ebraica.

La costruzione del Muro di Apartheid ha contribuito alla politica dell'occupazione, sottraendo terreni e dividendo centri abitati palestinesi. Centinaia di migliaia di ettari di terra sono state derubati con queste pratiche.

Nello specifico: 555 km2 (circa il 9,8% della Cisgiordania) è l'area dei Territori palestinesi occupati ad essere stata isolata ed sequestrata dalla costruzione del Muro di Apartheid.

È escluso dal dato il governatorato di Gerusalemme, annesso illegalmente da Israele nel 1967.

La zona ad est del Muro si estende per 191 Km (3,4% della Cisgiordania).

Il 29% della Valle del Giordano è sottoposto a limitazioni di accesso per i palestinesi: oltre il 3,5% è stata confiscato a beneficio delle colonie, di strade per il loro collegamenti e per parcheggi.

Inoltre, una zona cuscinetto – creata da Israele – si estende lungo il confine con la Striscia di Gaza. Si tratta di un'area che corre sul confine est per 58 km2 e che sottrae 87 km2 all'intera area di Gaza.

La Striscia di Gaza è una delle aree più densamente popolate al mondo con una superficie pari a 365 km2.

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