Omicidio Arrigoni, una montagna di ipotesi e ancora poche verità

Omicidio Arrigoni, una montagna di ipotesi e poche verità

Redazionale InfoPal.

Non è facile, in questi giorni, districarsi tra le tante notizie, avallate e poi non confermate, diramate in modo ufficioso e ufficiale, fatte trapelare da “gole profonde” nella Striscia di Gaza ai media occidentali, e poi, successivamente, smentite; tra le tante “veline” dei servizi israeliani accreditate da vari mezzi di informazione nostrani, e così via. Sembra proprio che siano in tanti ad avere buoni motivi per creare confusione.

O forse, è proprio la natura “sporca”, inquinata di questo crimine a confondere le acque.

L'ipotesi attualmente seguita anche a Gaza è che il sequestro e l'omicidio di Vittorio sia stato materialmente commesso da elementi riconducibili a frange deviate salafite, anche se 4 sono ancora ricercati e i 2 che avrebbero confessato pare siano stati rilasciati… L'organizzazione salafita “Tawhid wa al-Jihad”, aveva da subito preso le distanze da questo gruppetto.

Sui mandanti, sulle menti che hanno organizzato questo macabro delitto, le ipotesi che si sentono in giro si sprecano:

1- agenti del Mossad che, attraverso addestramento e informazioni via internet, hanno dato istruzioni al gruppetto di salafiti che pensava invece di ricevere ordini da qualche shaykh del loro “movimento”

2 – gruppi “salafiti” diretti da Paesi arabi e infiltrati da servizi, in particolare il Mossad

3- elementi interni alla vita politica e al potere in Gaza 

4- corrente di dahlaniana in cooperazione con il Mossad

Sul movente dell'omicidio ci sono enormi dubbi e diverse ipotesi:

1- Israele voleva eliminare testimone del massacro di Piombo Fuso e spaventare gli attivisti della Freedom Flotilla

2- pista interna che riporta alle storiche rivalità tra Fatah a Hamas

3- pista interna che fa riferimento alle conflittuali relazioni tra realtà salafite e governo di Gaza guidato da Hamas, e/o questioni interne al potere, a Gaza, con connessioni tribali (nella Striscia sono ancora molto forti le relazioni e le rivalità e tensioni tra differenti “clan”)

 

A nostro parere sono da escludere la versione diffusa subito dai media, su imbeccata dei servizi israeliani e del Debka File, cioè che Vittorio fosse considerato una spia da quella frangia salafita, e l'altra, altrettanto immediatamente accredita in quanto veicolata dal video del rapimento “Arrigoni importava vizi occidentali a Gaza”, in quanto avrebbero poco senso: Vittorio avrebbe lasciato la Striscia entro sabato 16 aprile, e chiunque lo considerasse di “disturbo” o “sospetto”, si sarebbe disfatto di lui “naturalmente”, con la sua uscita da Gaza, senza necessità di ucciderlo. Quella del rapimento per estorsione e per “scambio di prigionieri” è una copertura, così crediamo.

Non regge neanche l'ipotesi secondo cui il gruppo che lo teneva imprigionato, vedendosi la polizia alle costole, l'ha ucciso nella fretta e nel panico: Vittorio è stato ucciso (secondo la perizia medica di Gaza) ore prima dell'arrivo della polizia. Inoltre, la polizia è giunta sul posto grazie a una telefonata anonima. Chi l'ha sequestrato, voleva ammazzarlo, e l'ha fatto poche ore dopo averlo rapito, sapendo anche che Vittorio stava lasciando la Striscia. L'ha fatto fuori prima che se ne andasse. D'altronde, sembra che uno degli assassini frequentasse, almeno di recente, la stessa palestra dell'attivista, e magari ne aveva conquistato l'amicizia o la fiducia.

Inoltre, se è vero che uno degli assassini è un giordano, entrato a Gaza via Egitto, significa che era in atto un piano ben orchestrato, che nulla aveva a che vedere con questioni di “morale” islamica violata dai presunti vizi di Vittorio.

E' di ieri sera la notizia, poi smentita, che uno degli criminali, il giordano, appunto sia entrato a Gaza insieme alla carovana Lifeline, a novembre. La diffusione di tale notizia è gravissima, in quanto getta discredito sulle carovane per Gaza e sulle flotillas, e non può che giungere da ambienti attigui ai servizi israeliani o che collaborano con essi.

Ma perché Vittorio Arrigoni è stato ucciso?

Ecco di nuovo le teorie ipotizzate prima:

1- Israele voleva eliminare testimone del massacro di Piombo Fuso e spaventare gli attivisti della Freedom Flotilla

2- pista interna che riporta alle storiche rivalità tra Fatah a Hamas

3- pista interna che fa riferimento alle conflittuali relazioni tra realtà salafite e governo di Gaza guidato da Hamas, e/o questioni interne al potere, a Gaza, con connessioni tribali (nella Striscia sono ancora molto forti le relazioni e le rivalità e tensioni tra differenti “clan”)

Potrebbe quindi essere stato Israele, che colpendo un attivista delle flotillas per Gaza, li ha voluti colpire tutti; e potrebbe, ancora più tristemente e drammaticamente, trattarsi dell'ennesima faida tribale interna: colpire Arrigoni, un occidentale noto e amato, per assestare un colpo a Hamas o a qualcuno del governo in particolare.

Ripetiamo, tuttavia, che resta il fatto che, come scrive il New York Times, “l’uccisione dell’attivista italiano infligge un duro colpo ad Hamas”, e ai palestinesi tutti.

 

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