OMS: i palestinesi a Gaza sono obbligati a bere acqua delle fogne e mangiare cibo per animali

Gaza. Alcuni palestinesi di Gaza sono stati costretti a bere acqua di fogna e a mangiare cibo per animali, ha dichiarato martedì il direttore regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la dottoressa Hanan Balkhy.

Balkhy ha chiesto un aumento urgente degli aiuti umanitari al territorio assediato e ha avvertito che la guerra di Israele contro Gaza sta avendo un impatto più ampio sull’assistenza sanitaria in tutta la regione. Le conseguenze per i bambini saranno gravi e durature, ha dichiarato la specialista della salute infantile all’AFP in un’intervista presso la sede dell’OMS a Ginevra.

“Ci sono persone che ora mangiano cibo per animali, mangiano erba, bevono acqua di fogna”, ha spiegato il dottor Balkhy. “I bambini riescono a malapena a mangiare, mentre i camion sono fermi fuori da Rafah”.

Le Nazioni Unite hanno da tempo messo in guardia su un’imminente carestia a Gaza, dove 1,1 milioni di persone – circa la metà della popolazione – si trovano ad affrontare livelli catastrofici di insicurezza alimentare.

Balkhy, che ha assunto l’incarico a febbraio, ha sottolineato che Gaza ha bisogno di “pace, pace, pace” e di un aumento significativo dell’accesso agli aiuti via terra. Dopo una recente visita al valico di Rafah dall’Egitto verso il sud di Gaza, una via di comunicazione essenziale per gli aiuti chiusa dalle forze israeliane all’inizio del mese scorso, la dottoressa ha esortato lo Stato di occupazione ad “aprire le frontiere”.

La funzionaria dell’OMS ha insistito sul fatto che il valico di frontiera di Karm Abu Salaam, tra Gaza meridionale e Israele, “non è sufficiente” e che gli sforzi per i corridoi marittimi e i lanci aerei hanno poco senso quando esistono già vie terrestri molto meno costose e più efficaci e “i camion sono in fila” in attesa di entrare nell’enclave.

Il flusso delle consegne, condotte attraverso il valico di frontiera di Karm Abu Salaam, è stato irregolare, secondo i funzionari palestinesi che hanno detto che sono entrati tra i 20 e i 150 camion – ognuno dei quali trasporta fino a 20 tonnellate di cibo – al giorno, a seconda di quanti Israele ne lascia passare.

Ciò è ben al di sotto dei 600 camion al giorno che l’Agenzia statunitense per gli aiuti internazionali afferma siano necessari per affrontare la minaccia della carestia, anche se si aggiungono i circa 4.200 camion di aiuti alimentari – circa 190 al giorno – che i funzionari israeliani affermano siano entrati a Gaza dall’inizio dell’assalto a Rafah, il 7 maggio.

Balkhy ha espresso ulteriore frustrazione per il blocco delle attrezzature mediche ritenute “a doppio uso”, articoli che secondo Israele potrebbero essere riutilizzati per attività militari. “Stiamo parlando di ventilatori, prodotti chimici per la purificazione dell’acqua”, ha spiegato il medico saudita.

Inoltre, ha sottolineato le urgenti necessità dei pazienti di Gaza, con circa 11 mila malati e feriti critici che richiedono l’evacuazione medica.

“I pazienti che arrivano mostrano traumi estremamente complessi: fratture composte, infezioni multiresistenti ai farmaci, bambini gravemente feriti”, ha osservato. “Per riabilitare e curare persone come queste, è necessaria un’assistenza sanitaria molto complessa”. Ciò ha evidenziato l’ulteriore pressione sui sistemi sanitari già fragili dei Paesi vicini, in particolare dell’Egitto.

La settimana scorsa l’OMS ha avvertito di una “brusca interruzione” delle evacuazioni mediche da quando Israele ha lanciato l’offensiva a Rafah, all’inizio di maggio, avvertendo che altre persone sarebbero morte in attesa di cure.

(Fonte: MEMO. Foto: [Mahmoud Zaki Salem Issa – Anadolu Agency]).

Traduzione per InfoPal di F.H.L.