ONU: Le demolizioni israeliane delle case palestinesi hanno raggiunto il culmine.

Gerusalemme – Ma'an. Le demolizioni israeliane di case e infrastrutture palestinesi hanno raggiunto un livello da record nel mese di marzo, il terzo consecutivo, secondo i dati dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi.

L'agenzia delle Nazione Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi (UNRWA) ha registrato a marzo la demolizione di 76 edifici palestinesi, che ha costretto molte persone, tra cui 64 bambini, a lasciare le proprie abitazioni.

L'Unrwa ha segnalato che, fino ad ora, Israele ha demolito le case di ben 333 palestinesi, di cui 175 bambini.

Nel frattempo, Israele ha costruito un numero record di abitazioni per soli ebrei sui territori palestinesi occupati, violando cosi la legge internazionale.

Commentando i clamorosi dati, il portavoce dell'Unrwa, Chris Gunness, ha dichiarato a Ma'an che essi hanno notato e rivelato delle discriminazioni etiche. 

“Non sto dicendo che questa è la classica pulizia etnica, ma l'Alto Commissario dei diritti umani dell'Onu ha condannato questa discriminazione e non si devono fare errori, questa è vera discriminazione contro un gruppo etnico”.

Demolizione del processo di pace

L'ultima serie di trattative e di tentativi di dialogo sono miseramente falliti con il rifiuto di Israele di effettuare un parziale “congelamento” delle costruzioni di insediamenti illegali nelle terre palestinesi occupate.

I negoziatori palestinesi si rifiutano di portare avanti colloqui e trattative mentre Israele costruisce sulle terre che avrebbero dovuto essere lo stato palestinese, se solo si fosse raggiunto un accordo di pace.

Gunness ha osservato che demolendo le case palestinesi, Israele sta diminuendo la possibilità di raggiungere la soluzione dei due-stati.

“La Cisgiordania è dove il futuro stato palestinese dovrà essere situato. La sua vitalità e la sua produttività si riducono ad ogni nuova demolizione”.

L'agenzia delle Nazioni Unite ha esortato i garanti della pace a fare pressione su Israele per porre fine alle sue azioni discriminatorie, notando che la cultura dell'impunità causa ancora più abusi e violazioni, stimolando rabbia e risentimento in entrambe le parti, impedendo il processo di pace.

“Le case, le famiglie, le vite, il processo di pace…tutto è in demolizione”, ha affermato Gunness.

 

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