Onu: ‘Nel 2011, Israele ha lasciato 149 bambini palestinesi senza una casa’

Al-Quds (Gerusalemme) – Ma'an. I dati pubblicati dall'Agenzia Onu “Unwra” sulle demolizioni israeliane di abitazioni palestinesi, mostrano come, in Cisgiordania, 149 bambini sono rimasti senza casa.

Tra gennaio ed aprile scorsi, Israele ha abbattuto almeno 193 infrastrutture palestinesi, di cui 78 edifici residenziali, costringendo all'allontanamento di 333 palestinesi.

I dati mostrano un netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2010, quando 142 palestinesi – tra cui 61 bambini – sono stati espulsi con la forza, in circostanze identiche.

Domenica scorsa, durante una visita in Cisgiordania e ad al-Quds (Gerusalemme est), il Commissario europeo Kristalina Georgieva, ha chiesto a Israele di porre fine alle demolizioni di abitazioni palestinesi.

 “Ogni azione che causa l'allontanamento forzato deve terminare”, ha affermato il responsabile europeo, aggiungendo che “il diritto alla sicurezza di Israele non lo esonera dall'obbligo di rispettare la legge internazionale”.

Georgieva ha poi detto: “In particolar modo, sono donne e bambini a vivere sotto la costante minaccia di violenze, sfratti e di veder distrutte le proprie vite”.

Il portavoce di Unwra, Chris Gunness, ha dichiarato a Ma'an che l'agenzia è particolarmente preoccupata per le implicazioni definite “inestimabili” che le demolizioni producono nei confronti dei bambini.

Per l'anniversario della Nakba – l'esodo forzato di 760mila palestinesi dalle loro case nel 1948 – le cifre Onu indicano che “le politiche israeliane continuano a discriminare i palestinesi”.

Gunness ha precisato: “Volendola definire 'pulizia etnica' o meno, questa politica è discriminatoria nei confronti di un gruppo etnico, i palestinesi”.

 E ha aggiunto: “Le demolizioni delle abitazioni a Gerusalemme sono particolarmente gravi (…) siamo preoccupati per Gerusalemme svuotata dalla sua popolazione palestinese per mezzo di queste politiche che portano all'esilio forzato”.

L'Unwra fornisce servizi a milioni di rifugiati palestinesi che vivono nei campi profughi sparsi in tutta la regione. Durante il fine settimana, le forze armate israeliane hanno ucciso almeno 14  persone durante le manifestazioni per il loro Diritto al Ritorno.

Il Commissario generale dell'Unrwa Filippo Grandi, ha deplorato le uccisioni che “dimostrano la vulnerabilità dei rifugiati palestinesi”.
In un comunicato, Grandi ha affermato: “Deploro le morti dei profughi palestinesi in Libano, sulle Alture del Golan e nei Territori palestinesi occupati.

Esse fanno emergere la necessità di una soluzione equa e duratura, basata sulle risoluzioni Onu, per risolvere la difficile condizione di coloro che si sono ritrovati senza una patria, che hanno subito l'esilio e lo sfratto per 63 anni”.

Grandi ha esortato le parti a farsi carico del destino dei rifugiati, soprattutto oggi, tempo di profondi cambiamenti nella regione.

“Temo che se non sarà così, si giungerà ad una maggiore instabilità e ci saranno altre perdite in termini di vite umane”.

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