Palestinesi in Europa: ‘Inalienabili i nostri diritti nazionali, illegittime le recenti dichiarazioni di ‘Abbas’

Londra – InfoPal. Gruppi e istituzioni che rappresentano le comunità dei palestinesi in Europa rispondono alle ultime dichiarazioni pubbliche del presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud 'Abbas.

Il presidente dell'Anp aveva fatto sapere – e prontamente le televisioni israeliane ne avevano riportato le parole – che una rinuncia ai diritti storici nazionali del popolo palestinese contro uno Stato entro i confini del '67, poteva considerarsi plausibile.

Nella dichiarazione sottoscritta da 29 organizzazioni e altre realtà del mondo dell'associazionismo palestinese in Europa si legge: “Qualunque siano le posizioni, i gradi e i ruoli istituzionali ricoperti, atti sul campo o dichiarazioni a garanzia dell'occupazione come quelle udite sono inaccettabili e da qui ribadiamo che i diritti dei palestinesi, tra cui pure quello di reagire e qui di rispondere – sono inalienabili”.

Si dicono sconcertati i palestinesi che vivono in Europa e parlano di “affermazioni non conformi al progetto nazionale palestinese: libertà e diritto al ritorno, sovranità sulla propria terra e sulle proprie abitazioni”.

“Nessuno – ivi compreso Mahmoud 'Abbas – è autorizzato a decretare una rinuncia dei nostri diritti di popolo, in nessuna circostanza. E' illegittimo, incostituzionale, oltreché impopolare, e manifesta l'asservimento ai diktat dell'occupazione israeliana che pretende un “riconoscimento del carattere ebraico di Israele e che minaccia uno scambio di popolazione”.

Similmente ad 'Abbas, anche 'Abdo Rabbo, membro del Comitato esecutivo dell'Organizzazione di liberazione della Palestina (Olp), si era espresso in merito a quel riconoscimento adottando termini inequivocabili.

“Sotto etichette come 'dialogo e negoziati per la pace', si avalla il piano israeliano e si legittimiamo le sue politiche razziste, si minano i diritti inalienabili del nostro popolo”, continua il comunicato dall'Europa.

“Noi crediamo che sia d'obbligo lanciare un allarme su quanto accade e sulle ultime dichiarazioni che mettono seriamente a repentaglio il diritto al ritorno e che decretano una segregazione”.

Secondo la dichiarazione dei palestinesi in Europa, le parole di 'Abbas, infatti, mettono a rischio anche la presenza dei palestinesi nei Territori occupati nel 1948 (Israele) esposti ad una serie di leggi razziste e materialmente nel mirino delle deportazioni.

“Non possiamo restare in silenzio di fronte a simili offese. I responsabili di dette squalificanti dichiarazioni seguono la logica israeliana, parlano di 'processo di pace' mentre stanno creando i presupposti per prolungare e rinnovare l'occupazione israeliana sulla Palestina”.

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