Palestinian Audio-Visual Project.

Eventi speciali, retrospettive e personali.

 

Sottodiciotto promuove in Italia con l’Unicef il “Palestinian Audio-Visual Project”

 

Dopo la fortunata adesione dello scorso anno all’appello lanciato dal direttore del Musei Kino Naum Klejman per la donazione di capolavori del cinema italiano che entrassero a far parte della collezione della neonata Cineteca di Beslan, nel 2006 Sottodiciotto in collaborazione con Unicef ospita durante uno dei propri appuntamenti il lancio di una nuova raccolta di capolavori del cinema italiano, destinati questa volta alle Scuole Superiori della Cisgiordania, di Gaza e della Palestina pre-1948.

Il progetto didattico “Palestinian Audio-Visual Project”, avviato dalla Fondazione A.M. Qattan (Londra/Ramallah/Gaza) e sostenuto dall’Unione Europea, prevede un programma nazionale di formazione e un ampio intervento con finalità educative allo scopo di costituire presso le scuole palestinesi 45 cineclub in cui presentare capolavori della cinematografia mondiale.

I principali obiettivi del “Palestinian Audio-Visual Project” sono lo sviluppo di forme d’espressione audiovisive più dinamiche e indipendenti attraverso l’acquisizione di competenze tecniche; il raggiungimento di una maggior consapevolezza da parte del pubblico per quanto concerne la cultura audiovisiva, soprattutto nei ragazzi; la richiesta di una legislazione che renda possibile dar vita a un cinema palestinese più democratico e visibile a livello internazionale. Ogni cineclub è seguito da un insegnante che fornisce supporto tecnico ed educativo, impartendo lezioni di storia del cinema e sull’uso didattico dei film. Vengono organizzate attività extra-curricolari e proiezioni aperte ai ragazzi e alle comunità locali.

L’iniziativa verrà lanciata in Italia durante Sottodiciotto Filmfestival, alla presenza di Omar al-Qattan, direttore del progetto, del regista palestinese Michel Khleifi, premiato autore di film conosciuti a livello internazionale – del quale viene proposto come omaggio il lungometraggio Hikayatul jawahiri thalath (Tale of the Three Jewels) e tutor del progetto, della giornalista e saggista Maria Nadotti, che ha proposto al Festival questa cooperazione, e di Laura Pietra, Presidente del Comitato Provinciale Unicef. Nel corso della serata verrà inoltre proiettata una selezione di cortometraggi realizzati da studenti palestinesi nell’ambito del Training Programme promosso dal Progetto, presentati in prima assoluta per l’Italia.

 

Training Programme

 

LIFE IN THE EYES OF THE DEAD La vita negli occhi dei morti

2006, 3’, col.

 

Riprese, suono, montaggio: Dima Shaheen.

 

Dalle vetrine di un centro commerciale di Amman, una spettrale visione di manichini.

 

Dima Shaheen ha 24 anni, vive ad Amman e lavora come produttrice radiofonica.

 

Camera and Sound Reportage Excercises

 

HOUSEKEEPING Lavori domestici

2006, 3’, col.

 

Riprese, montaggio: Shorouq Harb. Suono: Ossama Bawardi.

 

La monotona routine quotidiana dei lavori domestici in un hotel.

 

Shorouq Harb è una fotografa di 26 anni originaria di Ramallah, che sta completando un master in Fotografia presso il Royal Holloway College in Gran Bretagna per diventare cameraman.

Ossama Bawardi, 26 anni, vive a Nazareth. Dopo aver studiato Informatica, ha collaborato a numerosi corti come tecnico del suono.

 

Short Documentary Portraits

 

ROOM 244 Camera 244

2006, 8’, col.

 

Regia: Ghassan Abu Libdeh. Riprese: Urwa Massarwa. Montaggio: Arda Aghazarian. Suono: Muhammad Udwan.

 

A metà tra lettera d’amore e ritratto, la storia della moglie del regista, che ha lasciato per la prima volta la Striscia di Gaza con la loro figlia per stare accanto al marito, lasciandosi alle spalle una vita apparentemente più comoda.

 

Ghassan Abu Libdeh è nato venticinque anni fa nel campo di Rafah, a sud della Striscia di Gaza. È stato attore bambino per Michel Khleifi in Tale of the Three Lost Jewels (1994) e lavora attualmente come animatore per bambini.

Muhammad Udwan, ventisettenne, è montatore e tecnico del suono a Gaza.

Arda Aghazarian, scrittrice e traduttrice ventiseienne originaria di Gerusalemme, aspira a diventare montatrice.

 

DEATH Morte

2006, 7’, col.

 

Regia, montaggio: Suhad al-Khateeb. Riprese: Ashraf Ali. Suono: Awatif Jdeileh.

 

La storia di una donna il cui lavoro è lavare i corpi prima che vengano sepolti secondo le leggi islamiche.

 

Suhad al-Khateeb, 27 anni, è cresciuta ad Amman dove si è formata come artista grafica e pittrice; recentemente si è trasferita negli Stati Uniti.

Ashraf Ali vive a Beith Hanooun, a nord della Striscia di Gaza, dove lavora come cameraman per l’Agenzia Ramattan. Ha 26 anni.

 

90 DAYS IN PALESTINE 90 giorni in Palestina

2006, 9’, col.

 

Regia, montaggio: Georgina Asfour. Riprese: Shorouq Harb. Suono: Razi Najjar.

 

La storia di un giovane cantante e musicista palestinese, che vive e insegna in condizione di semi-esilio ad Amman.

 

Georgina Asfour, 29 anni, è nata a Gerusalemm. Insegnante di scuola e attrice, collabora con l’Al-Qasaba Theatre a Ramallah.

Razi Najjar, 29 anni, vive e lavora ad Haifa come giornalista. È un aspirante sceneggiatore.

 

LOOKING FOR NAPOLEON In cerca di Napoleone

2006, 9’, col.

 

Regia, montaggio: May Odeh. Riprese: Ashraf Ali. Suono: Ossama Bawardi.

 

La storia di un vagabondo conosciuto ad Amman come Napoleone a causa dei suoi abiti eccentrici. Chi è in realtà? Da dove viene?

 

May Odeh è nata a Bir Zeit venticinque anni fa. Aspirante sceneggiatrice e regista, lavora come producer per il canale dei programmi per ragazzi di Al-Jazeerah.

 

Michel Khleifi

HIKAYATUL JAWAHIRI THALATH Tale of Three Jewels Il racconto delle tre gemme

Belgio/Spagna/Palestina/Gran Bretagna, 1994, 35mm, 105’, col.

 

Regia, soggetto, sceneggiatura: Michel Khleifi. Produttore esecutivo: Omar Al-Qattan. Fotografia: Raymond Fromont. Musica: Jean-Marie Sénia. Effetti speciali: Bashir Abu Rabi’a, Françoise Rabut. Montaggio: Marie Castro-Vasquez, Pauline Dairou, Ludo Troch, Roger Van Eyck. Interpreti e personaggi: Mohammed Nahnal (Yusef), Bushra Qaraman (la madre di Yusef), Raida Adon (Suad), Makram Khoury (Abu Iman), Mohammed Sheikh (Samir), Hana’ Ne’meh (Aida), Ghassan Abu Libdeh (Salah), Amin Halabi (il padre di Salah), Mohammed Bakri (il padre di Aida). Produzione: British Broadcasting Corporation (BBC)/Sindibad Films Ltd./Television Trust for the Environment.

 

Yusef, dodicenne palestinese, è uno dei bambini dell’Intifada: da quando il padre è rinchiuso in prigione a causa del proprio attivismo politico e il fratello è costretto a nascondersi dall’esercito israeliano, vive con la madre e la sorella. Nonostante la sua esistenza sia costantemente segnata dalla violenza, si rifugia in un mondo immaginario, scappando spesso dal campo rifugiati in direzione di Gaza. Un giorno, mentre dà la caccia a un uccello, diventa l’eroe di un moderno racconto: si innamora di Aida, ragazzina zingara a capo di un gruppo di coetanei ma, prima di poterla sposare, deve ritrovare tre gemme mancanti da una collana di famiglia acquistata dal nonno di Aida in Sud America. Come fare per raggiungere un posto tanto lontano? Yusef inizia un viaggio di ricerca che lo condurrà a esplorare la vita quotidiana degli abitanti di Gaza.

 

Biofilmografia

Michel Khleifi nasce a Nazareth (Israele) nel 1950. Tra il 1971 e il 1976 frequenta la INSAS a Bruxelles, diplomandosi in Teatro, Radio e Televisione. Dopo aver lavorato come sceneggiatore, regista e produttore televisivo per la rete belga RTBF tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, nel 1980 firma il proprio lungometraggio d’esordio, Al Dhakira al Khasba, seguito da Nozze in Galilea (Urs al-jalil, 1987), vincitore di numerosi premi tra cui il Fipresci a Cannes. Alternandosi tra documentari, sceneggiature e l’insegnamento di Cinema per l’INSAS e a Beirut, realizza i lungometraggi Le cantique des pierres (Il cantico delle pietre, 1990), L’ordre du jour (L’ordine del giorno, 1992), Hikayatul jawahiri thalath (Il racconto delle tre gemme perdute), vincitore della Farfalla d’Oro all’Isfahan International Festival of Films for Children & Young Adults. Nel 2004 co-dirige con Eyal Sivan il documentario Route 181: Frammenti di un viaggio in Palestina-Israele (Route 181: Fragments of a Journey in Palestine-Israel).

 

Biofilmografia

Omar al-Qattan (Beirut, 1964), trasferitosi a Londra nel 1975, si laurea in Lingua e Letteratura Inglese alla Oxford University, per poi seguire i corsi di cinema alla INSAS di Bruxelles tra il 1985 e il 1989. Nel corso degli anni Ottanta realizza brevi documentari e cortometraggi, iniziando nel frattempo la propria attività di produttore. La regia del documentario Dreams & Silence (Sogni & Silenzio, 1991) gli vale il Joris Ivens Award nel 1991, mentre l’anno successivo fonda la casa di produzione Sourat UK, che cambierà nome in Sindibad Films Ltd. Continuando la propria carriera di produttore e regista di documentari, dà vita nel 1998 alla A. M. Qattan Foundation, con la quale vara nel 1999 il Culture and Science Programme, seguito cinque anni dopo dal Palestinian Audio-Visual Programme. Tra i documentari da lui diretti o prodotti si segnalano: Going Home (Tornando a casa, 1995), la maggior parte delle opere di Michel Khleifi e Muhammad, Legacy of a Prophet (Maometto, l’eredità di un profeta, 2002).

 

 

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