Parigi e Roma chiedono il riconoscimento di Israele e il rilascio del soldato Shalit.

Da: http://www.samanews.com/index.php?id=details&sid=21402

Ieri, per la prima volta dalla crisi nata dalla vittoria del movimento di resistenza islamica alle elezioni legislative del gennaio 2006, che ha spinto l’Unione Europea a congelare gli aiuti economici diretti ai palestinesi e i contatti politici con il loro governo, due ministri del nuovo governo palestinese sono stati ricevuti nelle capitali europee.

Si tratta dei ministri Ziyad Abu Amro e Mustafa Al-Barghouthi, rispettivamente titolari degli esteri e dell’informazione.  

Parigi ha sottolineato la necessità di rilasciare il soldato israeliano Jilad Shalit, sequestrato alla fine di giugno 2006 da gruppi armati palestinesi; Roma ha chiesto il “riconoscimento chiaro” di Israele.

Il ministro degli esteri palestinesi ha annunciato, domenica, di essersi recato a Parigi nella speranza di ottenere l’appoggio politico ed economico dell’Unione Europea, in considerazione che il nuovo governo palestinese ha soddisfatto le richieste della comunità internazionale.

In un’intervista al giornale “Le Monde”, ha dichiarato che l’Europa deve essere più realistica degli Stati Uniti e di Israele.

Il ministro ha chiesto che gli europei trattino con il governo palestinese senza porre “distinzioni” tra i suoi membri e senza accettare le linee imposte da governi stranieri che rifiutano di trattare con i ministri appartenenti al movimento di Hamas. E ha aggiunto di apprezzare l’appoggio della Francia al governo di unità nazionale, ma di rifiutare "la distinzione tra un ministro e l’altro. Non si può appoggiare un governo e, nello stesso tempo, cercare di selezionare i suoi ministri". E ha invitato a "distinguere tra il governo e Hamas", sottolineando che il governo palestinese ha "un programma differente da quello di Hamas e Fatah. E’ un programma comune tra un grande numero di fazioni palestinesi e personalità indipendenti".

A Roma Al-Barghouthi è stato ricevuto dal ministro degli esteri italiano Massimo D’Alema, che ha presentato le stesse richieste. Ma né Roma né Parigi hanno promesso di accettare velocemente quelle palestinesi.

Durante l’incontro con Ziyad Abu Amro, il ministro degli esteri francese ha affermato: "La comunità internazionale deve iniziare gradualmente a mandare aiuti economici ai territori palestinesi occupati, a condizione che il governo di unità nazionale palestinese rispetti le promesse e liberi il soldato Shalit (che ha la doppia cittdinanza, israeliana e francese, ndr)".

Da parte sua, Abu Amro ha precisato che le autorità palestinesi si stanno muovendo per raggiungere "prima possibile la liberazione di Shalit, nell’ambito di un accordo degno per lo scambio dei detenuti".

A Roma, anche D’Alema ha chiesto la liberazione del soldato, la fine degli attacchi contro gli israeliani, e il riconoscimento esplicito di Israele.

Le due visite si collocano all’interno dei tentativi dell’Unione Europea di promuovere un’operazione di pace israeliano-palestinese.

Il ministro degli esteri francese ha invitato il governo palestinese a "dare la precedenza al mantenimento della calma a Gaza da parte di tutte le fazioni palestinesi". E ha aggiunto: "Visto che la pace si fa in due, Israele deve congelare il colonialismo, rispettare la situazione di Gerusalemme e togliere parte del Muro di sicurezza che si trova dentro i territori palestinesi".

 

 

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