Passaporti falsi: espulso dal Regno Unito diplomatico israeliano

Gaza. Hamas ha accolto con favore la decisione del Regno Unito di espellere un diplomatico israeliano in seguito alla scoperta di dodici passaporti britannici contraffatti, utilizzati lo scorso gennaio nell’attentato di Dubai che è costato la vita al leader di Hamas Mahmud al-Mabhuh.

Salah Bardawil, uno dei leader del movimento, ha definito la mossa uno sviluppo significativo dell’atteggiamento di Londra nei confronti d’Israele: “Ci auguriamo che questa linea sia portata avanti – ha dichiarato – magari processando i politici israeliani che hanno commesso crimini contro il popolo palestinese”.


Da parte sua, il ministro degli Esteri britannico David Miliband, in risposta alla Camera dei comuni, ha affermato ieri l’esistenza di “motivazioni convincenti” per sospettare che dietro all’uso illegale dei passaporti ci fosse Israele: “Un simile abuso dei passaporti britannici è intollerabile – ha commentato – Tra le altre cose, rappresenta una profonda mancanza di rispetto per la sovranità del Regno Unito”.

Il ministro non ha comunque accusato Israele dell’attentato, e ha poi ribadito: “Ho chiesto che un membro dell’ambasciata israeliana fosse allontanato dal Regno Unito alla luce di questo fatto, ed è ciò che sta accadendo”.

Secondo il capo della polizia di Dubai Dahi Khalfan Tamim, le indagini rivelano che dietro all’assassinio di al-Mabhuh ci sarebbe l’intelligence israeliana (il Mossad).

L’alto funzionario di Hamas è stato ucciso nella sua stanza d’albergo lo scorso 19 gennaio, dopo essere giunto negli Emirati Arabi dalla Siria.

Le autorità di Dubai hanno fornito i nomi di 27 presunti membri della squadra che ha pedinato e assassinato il leader, sostenendo che per entrare e uscire dalla città è stato fatto uso di passaporti britannici, irlandesi, francesi, tedeschi e australiani, tutti falsificati.

I sospetti sarebbero entrati in contatto con gli esecutori dell’attentato durante le 19 ore nelle quali si trovavano nella città.

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