PCHR condanna i recenti attacchi omicida di Israele contro Gaza

Un civile palestinese e suo figlio sono stati uccisi e altri membri della famiglia feriti mentre dormivano nella loro casa in seguito ad un attacco aereo israeliano a Gaza

Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (Pchr) condanna duramente l'orribile crimine commesso dalle forze d'occupazione israeliane il 9 dicembre, durante il quale un civile palestinese e suo figlio di dieci anni sono stati uccisi, e altre 17 persone, inclusi i tre figli del civile, sua moglie e sua madre, sono stati feriti. Nell'attacco israeliano è stata distrutta la casa di questa famiglia nel primo mattino, ed è soltanto l'ultimo dei suoi tanti crimini, nonostante l'impegno da parte dei gruppi di resistenza palestinesi di Gaza affinché si giunga ad una tregua (Tahdi'a).

Secondo le notizie giunte giunte al Pchr, alle 2:50 circa di venerdì, 9 dicembre 2011, gli aerei militari israeliani hanno lanciato tre missili in un campo di addestramento delle Brigate 'Ez id-Din al-Qassam (ala militare di Hamas), a ovest degli edifici di al-Maqqoussi, nella parte nord-ovest di Gaza City. Due case, vicine al campo di addestramento, sono crollate sopra coloro che vi abitavano. Bahjat Ramadan Yousef az-Za'lan, 37 anni, è stato ucciso, e i suoi quattro bambini, sua moglie e sua madre, feriti. Alle 19:45 circa, uno dei bambini feriti, Ramadan, dieci anni, è stato dichiarato morto. Gli altri membri della famiglia, che sono stati feriti, sono:

– Sa'da Na'im 'Arrouq, 30 anni, moglie di Bahajat az-Za'lan
– Halima Hassan az-Za'lan, 58 anni, la madre;
– Yousef Bahjat az-Za'lan, 8 anni, ha riportato gravi ferite;
– Iman Bahjat az-Za'lan, 5 anni, e
– Ahmed Bahjat az-Za'lan, 6 mesi.

In aggiunta, altri 6 civili, inclusi due bambini, sono stati lievemente feriti:

– Marwan 'Adnan al-'Asi, 57 anni;
– Tahreer Mohammed Dahlan, 22 anni;
– Halima Ahmed Abu al-'Amrain, 40 anni;
– Adham Mohammed Abu Hamda, 8 anni;
– Fahed 'Emad 'Afana, 21 anni; e
– 'Abdul Rahman Mohammed al-Khair, 5 anni.

Le due case distrutte durante l'attacco appartenevano a una delle vittime, Bahjat az-Za'lan, e a suo fratello Tal'at, si estendevano su un'area di 100metri quadri, e avevano il tetto d'amianto. In ognuna di esse vivevano sette persone. Il campo di addestramento colpito, spopolato durante l'attacco, è adiacente alle due case.

Giovedì pomeriggio, 8 dicembre 2011, Israele ha giustiziato anche due attivisti della resistenza palestinese, e ferito altri 4 civili, presenti sul luogo, tra cui una donna.

Secondo il Pchr, alle 12:50 circa di giovedì, 8 dicembre 2011, un aereo militare israeliano ha lanciato un missile su un'auto (una Peugeot 406 grigia) che stava percorrendo via 'Omar al-Mukhtar, vicino al Parco Comunale, zona centrale di Gaza City. In seguito a questo attacco, 'Essam Subhi Isma'il al-Batash, 43 anni, membro delle Brigate dei Martiri di al-Aqsa (ala militare di Fatah), e suo nipote, Subhi 'Alaa' Subhi al-Batash, 20 anni, membro delle Brigate 'Ezz Id-Din al-Qassam, che si trovavano a bordo della vettura, sono morti. Inoltre, 4 civili, presenti sul luogo, inclusa una donna, sono stati feriti:

– Na'el Jamaeel al-Qishawi, 37 anni, di Jabalya, ferito da una scheggia al collo e al piede sinistro;
– Waleed 'Abdul Ra'ouf Hammouda, 28 anni, di Jabalya, ferito da una scheggia alla schiena;
– Mo'tassem Darwish Abu al-Khair, 18 anni, di Gaza City; e
– Suhair 'Awadh Haroun, 25 anni, che si trovava assieme al marito al Parco Comunale, nel tentativo di alleviare il dramma della morte di suo figlio, avvenuta pochi giorni fa a causa di un incidente d'auto.

Al momento dell'attacco il Parco Comunale era affollato da scolaresche in gita. I civili palestinesi, specialmente bambini e donne, che si trovavano lì vicino, sono rimasti terribilmente terrorizzati.

Il Pchr condanna con determinazione questi ultimi crimini, e

– ritiene che Israele sia responsabile del peggioramento della situazione, visto il suo mancato rispetto per la vita dei civili palestinesi;

– crede che sia giunto il momento, in risposta all'atteggiamento di sfida che Israele mantiene nei confronti delle Convenzioni di Ginevra, di indire una conferenza delle Alte Parti Contraenti al fine di intervenire il prima possibile, per proteggere i civili palestinesi e le loro proprietà nei Territori palestinesi occupati.

Traduzione per InfoPal a cura di Teresa Varlotta

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