‘Per non dimenticare Sabra e Chatila’.

Alla coscienza degli uomini, ai giornalisti ed agli operatori 
dell'informazione che non esistono più

Il 4 giugno 1982  Sharon, ministro della difesa, invade il Libano per 
liquidare l'OLP (l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina) 
e catturare Yasser Arafat, portandolo in gabbia in Israele.
Dopo 88 giorni di guerra, intensi e feroci bombardamenti israeliani 
sulle città libanesi, un asserragliato assedio a Beirut ed una eroica 
resistenza palestino-progressista libanese e con la mediazione USA,
si raggiunse un accordo; l'uscita delle forze dell'OLP con tutti gli 
onori e la tutela dei campi profughi palestinesi in Libano, da parte 
di una forza internazionale di pace (USA, Francia e Italia).
Nei giorni 16,17 e 18 settembre l'esercito israeliano al commando di 
Sharon coinvolgendo le falangi maroniti libanesi, invadono i campi di 
profughi palestinesi di Beirut di Sabra e Chatila (sotto la 
protezione della forza multinazionale), compiendo uno dei massacri 
più orrendi del 20° secolo, assassinando a sangue freddo più di 3 
mila civili palestinesi.
A seguito di questi fatti, sotto la pressione internazionale, Israele 
formò una commissione d'inchiesta, che condannò parzialmente Sharon 
costringendolo alle dimissioni da ministro della difesa, ma nello 
stesso tempo vi fu il tentativo di far ricadere le maggiori 
responsabilità del massacro sulle forze fasciste libanesi.
Su pressione delle organizzazioni mondiali per la pace e la 
giustizia, la Corte dell'Aja fu costretta ad aprire ed affrontare un 
processo per chiarire le responsabilità del massacro, chiamando tutti 
i coinvolti a testimoniare.
Sharon, per sfuggire all'insistenza dei giudici, fece assassinare 
tutti i testimoni delle forze libanesi che rifiutarono la volontà 
degli apparati israeliani di indicarli come i responsabili del massacro.
Oggi, dopo 27 anni dal massacro, il sangue, il sacrificio, i parenti 
delle vittime e i sostenitori della pace e della giustizia nel mondo, 
ricordando la persona del giornalista Stefano Chiarini fondatore 
dell'associazione “Per non dimenticare Sabra e Chatila”,  continuano 
a chiedere giustizia, quella divina ma ancor di più quella degli uomini.
La MEMORIA, deve riportare alla mente le vittime DI TUTTE LE TRAGEDIE 
UMANE, in primis le tragedie che ancora oggi sono IMPUNITE.
Per coloro che chiamano tutti, giustamente a non dimenticare, noi 
palestinesi chiediamo che non venga dimenticato  il nostro  
sacrificio e la nostra sofferenza infinita e che dovrà
finire, dopo più di 60 anni di occupazione e oppressione israeliana 
alla Palestina ed il suo popolo.
SABRA E CHATILA RIVENDICA ANCORA PACE E GIUSTIZIA.

Dr. Yousef Salman
Delegato della Mezza Luna Rossa Palestinese in Italia
Cell.: 347 9013013
http:/www.palestinercs.org

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