Per non dimenticare Sabra e Chatila. Nel nome di Stefano Chiarini.

Da www.ilmanifesto.it dell’8 settembre

Sabra e Shatila
A Beirut, nel nome di Stefano Chiarini
Mi. Gio.

Dall’8 al 14 settembre per non dimenticare il massacro di migliaia di palestinesi a Sabra e Shatila e per ricordare il nostro compagno e collega del manifesto Stefano Chiarini, scomparso prematuramente all’inizio dell’anno, che al popolo palestinese aveva dedicato un’intensa attività di sostegno politico e un eccezionale impegno giornalistico. Con questi obiettivi e la volontà di manifestare vicinanza umana e politica ai profughi palestinesi e alla resistenza libanese, arriva oggi a Beirut la delegazione organizzata dal Comitato per non dimenticare Sabra e Shatila.
Oltre 50 italiani, tra cui Antonietta Chiarini, sorella di Stefano, che con la loro presenza in Libano, nel 25esimo anniversario del massacro compiuto dalle milizie di destra alleate di Israele, contribuiranno a tenere viva la memoria delle vittime, proseguendo l’impegno che per anni aveva portato avanti Stefano. Ad assistere la delegazione italiana saranno Kassem Aina e la sua associazione «Beit Atfal al Sumud», impegnata ad assistere i profughi palestinesi in tutto il paese. Il Comitato per non dimenticare Sabra e Shatila e la delegazione italiana peraltro arrivano in Libano in un momento politico molto delicato in cui gli Stati uniti e i suoi alleati nel Paese dei Cedri, stanno cercando di impedire un compromesso tra la maggioranza e l’opposizione guidata da Hezbollah, per arrivare alla nomina di un presidente di «consenso nazionale», rappresentativo di tutto il popolo libanese e non solo di una parte.
Nei sette giorni di permanenza in Libano, la delegazione italiana avrà modo di visitare non solo i campi profughi palestinesi – a cominciare da quello di Beddawi, dove in condizioni di grande difficoltà, vivono molte migliaia dei 40mila abitanti del vicino campo di Nahr al Bared, distrutto in buona parte dall’artiglieria libanese durante i recenti combattimenti contro Fatah al Islam – ma anche molte realtà del Libano di oggi, tra cui il sud del Paese che porta ancora i segni dell’attacco devastante israeliano della scorsa estate. Sono previsti incontri con personalità locali ed esponenti del mondo della politica e dell’informazione. Nel corso di visite ed meeting, verrà ricordata l’attività in Libano di Stefano Chiarini, al quale sarà dedicata la scuola di fotografia, aperta nei mesi scorsi nel campo profughi di Mar Elias, grazie al sostegno della Provincia di Napoli e di quella di Roma. Il Comitato per Sabra e Shatila distribuirà inoltre un libro dedicato a Chiarini, pubblicato anche con il contributo di Elena Chiarini, la vedova del nostro compagno e collega.

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