Perez ordina l’allargamento delle operazioni militari nella Striscia di Gaza.

Dal nostro corrispondente.

Amir Perez, ministro della  Difesa israeliano, durante la seduta della commissione esteri e di sicurezza della Kneset, lunedì sera, ha dichiarato di aver dato ordine all’esercito di estendere le operazioni militari nella Striscia di Gaza, con la scusa di “fermare l’armamento delle organizzazioni palestinesi”.

E ha aggiunto che l’esercito “opererà dal cielo, dalla terra e sotto terra – alla ricerca di passaggi e gallerie -, e non farà distinzioni tra le differenti organizzazioni palestinesi”.

Peretz ha dichiarato: “Non accettiamo di trasformare Gaza in un ‘sud del Libano’. Non faremo l’esame a chi lancia i missili, bombarderemo tutti”.

E parlando della possibilità della riuscita di un’operazione su vasta scala da parte dell’esercito, il ministro della Difesa ha chiarito che si seguiranno le raccomandazioni dell’esercito stesso e dei servizi di sicurezza. E ha aggiunto che nessuno è contento di dare il via a un’invasione di terra a Gaza, e che sarebbe meglio promuovere “azioni politiche”.

 

Durante la seduta, un alto ufficiale dei servizi segreti militari ha comunicato che le notizie che giungono da Gaza evidenziano un’attività illegale di contrabbando di missili anti-carro e armi sofisticate da parte delle organizzazioni palestinesi.

 

Questo tipo di attività, sottolineano i rapporti militari, sono aumentate dopo la fine della guerra contro il Libano. Le armi proverrebbero da Siria e Iran.

Il direttore dei servizi di sicurezza, gen. Yofal Deskin, ha dichiarato che il rafforzamento delle organizzazioni palestinesi nella Striscia rappresenta un problema strategico per Israele. E ha aggiunto che le organizzazioni palestinesi hanno appreso la lezione dal Libano.

 

Qualche giorno fa, Israele ha accusato Hamas di procurarsi armi moderne anticarro, ma il movimento ha smentito queste accuse e ha sottolineato che si tratta di scuse per esercitare pressioni sul governo e farlo cadere.

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