Piccoli xenofobi crescono: bambini degli avamposti coloniali illegali cantano ‘Morte agli Arabi’.

 

Cisgiordania. Un gruppo di giovani coloni israeliani, che abitano nei pressi del villaggio palestinese di Bayt Ummar (vicino a Hebron, nel sud della Cisgiordania), hanno chiesto ai militari israelini di appostarsi nell’area per impedire a un gruppo di contadini arabi – accompagnati da attivisti umanitari israeliani e non – di accedere ai terreni.

Gli agricoltori, di Bayt Ummar, sono i padroni degli appezzamenti di terra che si trovano nelle vicinanze della colonia di Bet Ayin, costruita su un’ex proprietà palestinese, confiscata illegalmente dai coloni.

Il colonialismo sionista si sta espandendo sempre di più in terra palestinese, e i contadini che possiedono dei campi nelle vicinanze degli insediamenti israeliani sono vittime di continue angherie.

Ecco i particolari dell’accaduto: mentre alcuni bambini cantavano “morte a tutti gli Arabi”, i soldati israeliani mostravano agli agricoltori e ai loro accompagnatori un ordine che dichiarava che le loro terre erano diventate “zona militare chiusa”, costringendoli quindi ad andarsene sotto la minaccia delle armi.

Non è il primo episodio di arroganza anti-palestinese che si verifica nella zona: lo scorso 26 aprile, due anziani contadini sono stati picchiati selvaggiamente da un gruppo di coloni israeliani dal volto coperto. Una delle due vittime, ‘Abdullah Solaybi, 80 anni, ha riportato diverse ferite alla testa, quando 30 soldati l’hanno bloccato e colpito usando delle pietre come arma.

 

 

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