Potenziali rischi per la popolazione bombardata con bombe al fosforo bianco a Gaza

Riceviamo e pubblichiamo.

Prof. Paola Manduca, prof. Mario Barbieri, prof. Maurizio Barbieri e Newweapons Research Group

E’ appena arrivata la risposta israeliana alla Commissione Goldstone su Gaza, con un documento del Military Advocate General dell'Israeli Defense Force (1), l’esercito. Questo documento è in buona parte dedicato a giustificare che le indagini sull’operato durante la guerra siano state affidate alle commissioni legali dell’IDF e non alla giurisdizione civile.

Inoltre questo documento informa che l’Advocate General ha scelto di riconoscere 150 denunce da varie fonti, e che alcune accuse sono state già ritenute infondate o non meritorie di ulteriore indagine, mentre per altre la decisione è in corso. Al momento non ci sono colpevolezze accertate. Un dettaglio indica la credibilità di questo documento: vi si asserisce che il bombardamento della unica fabbrica di farina di Gaza sia stata una azione non programmata ed effettuata con tanks durante una azione di difesa. Questa asserzione è stata subito dimostrata falsa sulla base di prove documentali della UN, riportate dal Guardian il 2 febbraio, che certificano che di attacco areo con due bombe, quindi ripetuto, si trattò. 

In particolare, nel documento dell’IDF tra le denunce ritenute non fondate c’è quella che munizioni al fosforo bianco siano state usate sulla popolazione civile, mentre si riconosce il loro uso ma si dice che fu nei limiti delle regole internazionali.

Munizioni al Fosforo bianco (WP), THS89D112-003 155MM M825E1, costruite da Thiokol Aerospace, Stati Uniti, sono state utilizzate durante l'ultima aggressione di Israele sulla Striscia di Gaza, come confermato dal’IDF (1, pag. 32).

Israele era consapevole dei rischi per la salute connessi al loro uso (2).

Vi è un'ampia documentazione visiva dell’uso prolungato e massiccio di queste munizioni su aggregati fortemente urbanizzati nella striscia di Gaza ed un gran numero di proiettili esplosi sul terreno in città conferma queste immagini video.

Possiamo pensare che munizioni al WP siano state usate in gran numero ed una stima conservativa indica l’ordine di grandezza in parecchie migliaia (3), mentre una indagine indipendente suggerisce il rifornimento di scorte di queste munizioni in disponibilità ad Israele avvenuto durante la aggressione a Gaza (4). 

Noi ci soffermiamo qui proprio sulla questione di queste munizioni al Fosforo Bianco (WP), per sottolineare un aspetto importante e non noto che richiede urgenti approfondimenti, cioè la composizione di queste munizioni. 

I dati da noi presentati il 17 Dicembre 2009 e pubblicati sul nostro sito (5) spostano la discussione sulla colpevolezza e consapevolezza dell’uso di queste munizioni, dando diversa sostanza alle accuse di crimini di guerra rivolte al Governo di Israele.

I dati infatti dimostrano che queste munizioni contengono oltre al WP altre componenti tossiche e carcinogene e mandano un segnale di allarme sulla potenziale contaminazione da metalli nel territorio della Striscia di Gaza, identificando il contributo che a questa hanno dato i bombardamenti con munizioni al fosforo bianco.  

Supponendo che gli effetti del pesante bombardamento di Gaza, con le munizioni al WP potesse non essere soltanto una pioggia di Fosforo incendiario, abbiamo raccolto e testato per 35 metalli il deposito di polvere attaccata alla parte interna di una munizione (quella nella foto in basso), esplosa il 6 gennaio vicino all’Ospedale Al Wafa, conservata lì e da noi raccolta il 20 Gennaio. La polvere è stata raschiata con un cucchiaio di plastica e un pezzo di vetro, dai lati e la parte inferiore della munizione ed abbiamo analizzato per ICP / MS, una metodologia analitica con grande risoluzione per la quantificazione di metalli.

La munizione da cui è stato prelevato il campione

THS89D112-003 155MM M82561 prodotta in Luisiana, USA da Thiokol Aereospace

I metalli che provocano allarme per la loro tossicità e che abbiamo identificato in questa polvere sono:

Quantità rilevanti di Molibdeno (660 ppb, che è 200 volte il contenuto medio del suolo di Gaza (6)), Tungsteno (352,000 ppb che è 41 volte il contenuti del suolo) e di Mercurio (1620 ppb che è 160 volte il contenuto del suolo).

Il Molibdeno è un componente noto di leghe con vari metalli, anche componenti di armi, è tossico per gli spermatozoi e in alti livelli è teratogeno (produce malformazioni alla nascita o durante la crescita in utero) negli animali (7,8).

Tungsteno e Mercurio sono metalli che hanno gravi effetti tossici e cancerogeni sull'uomo a medio-alte concentrazioni (8-9). In particolare il Mercurio è un agente cancerogeno che si trasferisce dalla pelle della madre al feto ed è tossica per il feto negli animali (10). Tungsteno e leghe di tungsteno sono genotossici e sospetti fetotossici, e a più basse concentrazioni causano patologie respiratorie e neurocomportamentali.

Inoltre è stato trovato Alluminio in quantità elevate (218000-524000 ppb). Un eccesso di assunzione di Alluminio è correlato con malattie degenerative del sistema nervoso. L’Alluminio assunto per via cutanea passa al feto e produce fetotossicità (10-12).

Questo significa che le munizioni al WP producono un carico ambientale di metalli tossici e carcinogenici. Suggerisce inoltre che il loro uso in esplosioni all'aria aperta ed ad una certa altezza comporti la diffusione di questi metalli su un ampio raggio del territorio, insieme a quella del WP.

E’ ragionevole pensare che l’utilizzatore di queste armi debba conoscere il contenuto potenzialmente tossico, oltre che il loro effetto pirogeno e l’effetto tossico del WP per sé, e che abbia la responsabilità dunque per il loro uso sulla popolazione di Gaza.

La persistente situazione a Gaza dove migliaia di persone vivono ancora in tende favorisce enormemente la possibilità di assumere contaminanti dispersi sul suolo e crea preoccupazione per il possibile verificarsi di intossicazioni croniche.

E’ urgente che si facciano indagini sull’effettivo livello di assunzione di metalli nella popolazione di Gaza, a maggior ragione poiché è possibile prevenire/curare eventuali intossicazioni da metalli con le conoscenze attualmente disponibili ai medici, e con farmaci accessibili e con scarsi effetti collaterali negativi, e preservare quindi la salute già fragile di questa popolazione.

Avendo fornito queste informazioni alla Commissione dei Diritti Umani dell’ONU, sollecitiamo tutti a tenere alta la attenzione e verificare se una politica di accertamenti e prevenzione sanitaria verrà adottata per Gaza e se sanzioni verranno imposte e riparazioni richieste ad Israele.

Note
1-
http://www.mfa.gov.il/MFA/Terrorism-+Obstacle+to+Peace/Hamas+war+against+Israel/Gaza_Operation_Investigations_Update_Jan_2010.htm

2- ref 4 in http://www.hrw.org/en/node/81726/section/4 e http://www.fas.org/man/dod-101/sys/land/smoke.htm

3 – Barbara Rome del “Defense News” magazine almeno 3500 munizioni al WP sono state lanciate su Gaza durante gli attacchi del 2009.

4 – Il Manifesto, 20/01/2010, pag 20 a cura di Peter Danssaert, Sergio Finardi, Pavlos Nerantzis, Carlo Tombola e i l contributo di Mike Lewis della OmegaFoundation di Manchester

5- www.Newweapons.org dal 18 Dicembre 2009

6- Geochemical features of topsoils in the Gaza Strip: Natural occurrence and anthropogenic inputs. B.H. Shomar, G. Müller and A. Yahya. Environmental Research 98, July 2005, Pages 372-382

7- Meeker JD, Rossano MG, Protas B, Diamond MP, Puscheck E, Daly D, Paneth N, Wirth JJ. Cadmium, lead, and other metals in relation to semen quality: human evidence for molybdenum as a male reproductive toxicant. Environ Health Perspect. 2008 Nov;116(11):1473-9.

8- ATSDR Agency for Toxic Substances and Disease Registry www.atsdr.cdc.gov/

9 – International Agency for Research on Cancer. Overall Evaluations of Carcinogenicity. IARC Monographs on the Evaluation of Carcinogenic Risk of Chemicals to Humans 1987; Supplement 7. 440 pp. at www.iarc.fr/. Accessed October 15, 2009

10 – Gilani SH, Alibhai Y J. Teratogenicity of metals to chick embryos. Toxicol Environ Health. 1990; 30: 23–31.

11- Clayton RM, Sedowofia SK, Rankin JM, Manning A. Long-term effects of aluminium on the fetal mouse brain. Life Sci. 1992;51:1921-8.

12 – Anane R, Bonini M, Creppy EE. Transplacental passage of aluminum from pregnant mice to fetus organs after maternal transcutaneous exposure. Hum Exp Toxicol. 1997; 16:501-4.

Gli autori sono Paola Manduca, Prof. Genetica, Università degli Studi di Genova, Italia-Neweapons, Mario Barbieri, Prof. Geochemistry, CNR, Roma, Italia
Prof. Maurizio Barbieri, Prof. Geochimica Ambientale, Università La Sapienza, Roma, Italia.

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