Pratiche e abusi di Israele sui minori palestinesi detenuti

Posizione di tortura nota con il nome di "banana".

PressTv. Un recente documento rinforza la tesi secondo la quale i minori palestinesi detenuti in Israele sono sottoposti ad abusi psico-fisici dalle guardie israeliane. Questo fenomeno sarebbe provato, in particolare, all’interno della prigione di al-Jalame, nel nord di Israele (Territori palestinesi occupati nel ’48, ndr).

Questa volta è stato The Guardian a pubblicare un video sui minori palestinesi detenuti in isolamento nella cella n° 36 di al-Jalame. E’ qui che bambini e ragazzini palestinesi subiscono l’inferno tra interrogatorio e abusi.

Ma la cella n.36 è solo una delle tante dei penitenziari israeliani dove i bambini palestinesi vengono detenuti in isolamento per “giorni, per settimane”.

“Ogni anno Israele arresta tra i 500 e i 700 bambini palestinesi” e, nella gran parte dei casi, la “ragione israeliana” è il lancio di pietre a soldati dell’occupazione o a coloni israeliani.

Soltanto di rado questi bambini vengono sottoposti ad interrogatorio alla presenza di un genitore, ed è usuale vietare loro di incontrare l’avvocato prima dell’interrogatorio.

Ad al-Jalame, i minori vengono legati con mani e piedi alle sedie, per ore, mentre sono interrogati.

Dal 2008, The Defense for Children International (Dci), organizzazione non governativa indipendente, ha raccolto le testimonianze di 426 minori palestinesi detenuti nelle prigioni in Israele.

Le testimonianze parlano di “arresti condotti di notte, mani legate con fili di plastica, abusi di natura fisica e verbale e minacce”.

I gruppi per i Diritti Umani sono preoccupati per l’impatto a lungo termine che il trattamento israeliano produce “sull’infanzia palestinese detenuta da Israele”.

 

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