Premio Nobel bandito da Israele

Tell er-Rabi' (Tel Aviv) – Ma'an. Il premio Nobel per la pace Mairéad Maguire si è vista negare due giorni fa il permesso di entrata in Israele, ed è stata trattenuta dalle autorità israeliane all'aeroporto internazionale di Ben Gurion.

Maguire, pacifista irlandese e co-fondatore della Nobel women's initiative, era in viaggio verso Israele e la Cisgiordania come membro di una delegazione, allo scopo di raccogliere informazioni sul lavoro delle donne ebree ed arabe per la pace e la convivenza.

Dedicare la propria vita alla pace non dovrebbe rappresentare una minaccia alla sicurezza nazionale”, aveva dichiarato uno dei sei fondatori dell'associazione, Jody Williams, prima di salire sul suo volo per Tel Aviv.

Maguire ha lottato contro le deportazioni fin da subito, con l'aiuto di Adalah, un'Ong locale a difesa dei diritti dei cittadini israeliano-palestinesi.

Crediamo che la decisione di negare l'entrata a Maguire sia basata su illegittime, irrilevanti e arbitrarie considerazioni politiche – ha commentato il rappresentante legale di Adalah, Fatmeh al-Aju – Tutto il suo lavoro [in Israele e Palestina] si è sempre svolto in maniera pacifica e non-violenta, e andrebbe quindi protetto dal diritto alla libertà di opinione”.

Maguire ha criticato esplicitamente le politiche israeliane nei confronti dei palestinesi, compreso l'assedio su Gaza. Lo scorso maggio partecipò alla Freedom Flotilla, il convoglio di aiuti umanitari diretto a Gaza e assaltato dai commando israeliani, con un raid che costò la vita a nove attivisti. Maguire non era però presente all'assalto, poiché venne arrestata sulla Rachel Corrie, la nave salpata nei giorni successivi alla strage ed abbordata e confiscata pacificamente dall'esercito israeliano. Una volta rilasciato, il premio Nobel venne rimandato in patria.

Essere espulsi da Israele vuol dire spesso non poter ritornarvi per i dieci anni successivi. Maguire, ha riferito al-Aju, era però talmente preoccupata che il suo rimpatrio le impedisse di ritornare in Israele e nei Territori Palestinesi occupati che in giugno, ritornata in Irlanda, contattò le autorità israeliane; queste le garantirono l'annullamento del divieto.

Ieri, tuttavia, alla sua collega – anche lei ex membro della Flotilla – è stato permesso di entrare in Israele, mentre a Maguire è stato negato l'ingresso a causa della sua partecipazione alla spedizione umanitaria.

Sabine Haddad, portavoce del ministero dell'Interno, ha commentato in una dichiarazione pubblicata dall'Huffington Post: “Qualche mese fa, [Maguire] si trovava sulla Rachel Corrie. Quindi venne deportata. Per questo motivo sa bene che non può venire in Israele. Lei sostiene di aver contattato l'ambasciata prima di partire, ma non è vero”. Haddad ha negato anche che l'arresto del premio Nobel abbia motivazioni politiche, o che sia collegato al sostegno dato ai palestinesi. “Non è una persona speciale, ok? – ha aggiunto – “Deve solo rispettare la legge d'Israele”.

Riguardo a questa presa di posizione, tuttavia, al-Aju ha semplicemente commentato: “È solo una scusa”.

Che cosa dimostra lo Stato israeliano quando arresta il vincitore di un premio Nobel per la pace? È forse uno sciopero contro la libertà di parola? È un castigo per aver appoggiato i palestinesi?

“Entrambe le cose” risponde al-Aju, aggiungendo che Maguire è stata presa di mira per il suo “impegno nell'alleviare le sofferenze del popolo di Gaza, e per le sue attività ad ampio raggio in cerca della pace e della giustizia”.

Anche ad altri personaggi illustri, critici della politica israeliana nei confronti dei palestinesi, è stato impedito di fare ingresso nel Paese. Lo scorso maggio era toccato a Noam Chomsky. Il professor Richard Falk, relatore speciale dell'Onu sui Diritti umani nei Territori Palestinesi, venne invece arrestato nel 2008 al suo (tentato) ingresso in Israele, e fu quindi deportato in patria.

L'arresto di Maguire è giunto appena due giorni dopo la fine dello stop alle colonie, il che mette a rischio le trattative di pace appena avviate. L'espansione edilizia riprende. Un premio Nobel viene fermato. Entrambe le mosse suscitano seri dubbi sull'impegno d'Israele nel puntare alla pace.

Mya Guarnieri è un collaboratore regolare del National (Abu Dhabi), dell'Huffington Post e del Jerusalem Post.

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