Prigionieri palestinesi gerosolimitani: vittime del doppio standard di Israele

Al-Quds (Gerusalemme) – Pal-Info. Le autorità israeliane hanno sempre gestito la questione del prigionieri palestinesi, residenti ad al-Quds (Gerusalemme), come un affare interno.

Essi sono titolari di un “documento d'identità blu”, ovvero possiedono una carta d'identità israeliana. Ma niente di più.

Nei loro confronti, infatti, il governo israeliano ha sempre applicato un doppio standard di procedure e trattamenti a seconda delle funzionalità da svolgere.

Nel caso delle detenzioni, Israele intende evitare interferenze esterne nel loro trattamento (legale-giuridico ed esecutivo – la pena).

Se da un lato Israele segue questo ragionamento, considerandoli cittadini israeliani, dall'altro, restano pur sempre palestinesi, pertanto, anche nel loro status di prigionieri, sono sottoposti agli standard illegali usati da Israele verso i prigionieri palestinesi provenienti dai Territori occupati.

Non sono titolari di diritti umani e, come gli altri palestinesi, sono sottoposti a violazioni, privazioni e abusi.

I prigionieri gerosolimitani in numeri. Fino al 2009, i palestinesi gerosolimitani detenuti da Israele erano 315. Quattro erano donne e 12 minori (d'età inferiore ai 12 anni). Quasi tutti erano stati arrestati nel corso degli scontri esplosi all'inizio dell'Intifada al-Aqsa (2000).

Le condanne emesse dalla giustizia israeliana nei loro confronti si sono distinte per l'estensione temporale. La metà di essi sta scontando pene detentive che superano 10 anni; 20 palestinesi di Gerusalemme sono in prigione da oltre 20 anni (sono i “decani della pazienza”). 44 sono detenuti in Israele dal periodo precedente al 1993, anno d'avvio degli accordi di Oslo (con la Dichiarazione dei Principi, conosciuta anche come Oslo I, ndr) e sono in prigione da oltre 16 anni. Questi ultimi sono stati definiti “prigionieri gerosolimitani anziani”.

I prigionieri gerosolimitani deceduti nelle prigioni di Israele. Come il resto dei connazionali palestinesi, anche i prigionieri provenienti da Gerusalemme hanno partecipato alle forme di lotta e protesta all'interno delle prigioni di Israele e, allo stesso modo, sono stati vittime di violenza da parte degli ufficiali carcerari. Spesso hanno perso la vita in prigione.

Fino al 2009, 14 di essi sono deceduti in prigione. Se ne ricordano alcuni: Qasim Abu 'Aker, 'Omar al-Qasim, Moustafa al-'Ekawi, Mohammed Abu Hadwan, Majdi Mousa.

Prigionieri di Gerusalemme nelle trattative di liberazione/scambio. In via di principio, Israele si è sempre rifiutato di includere questi soggetti nelle liste per gli scambi di prigionieri.

Quei prigionieri palestinesi che, in base all'accusa mossa dalla giustizia israeliana, sono coinvolti in uccisioni di cittadini israeliani, non potrebbero rientrare nelle liste dei detenuti da liberare in trattative nelle quali, a volte, si negozia pure uno scambio di prigionieri.

Tuttavia, nella storia di queste negoziazioni, alcuni prigionieri palestinesi di Gerusalemme sono stati rilasciati da Israele.

E' accaduto con l'Autorità nazionale palestinese (Anp), ma anche ben prima della sua istituzione. Nel 1985 Israele condusse una trattativa con il Comando generale del Fronte di liberazione della Palestina (Cg-Fplp) e nel 2004 lo fece con la resistenza libanese di Hezbollah.

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