Prodi incontra Abbas dopo l''esame' da Olmert.

Dopo aver ribadito la ‘grande vicinanza’ tra il governo
italiano e quello israeliano, durante la visita di ieri a Gerusalemme,
e aver tenuto fra le mani uno dei razzi che la resistenza palestinese
lancia quasi quotidianamente contro la cittadina di Sderot, oltre il
confine con la Striscia di Gaza, il premier italiano Romano Prodi oggi
si è recato in visita a Ramallah.

Prodi ha incontrato il
presidente dell’Anp Mahmoud Abbas e ha espresso il riconoscimento
italiano del governo di emergenza, e "moderato", guidato dal suo
collega economista, ex dirigente della Banca Mondiale, Salam Fayyad.

Da
parte sua, Abu Mazen, durante la conferenza stampa a Ramallah, ha
ribadito la richiesta dell’intervento di un contingente internazionale
nella Striscia di Gaza "per assicurare il flusso di aiuti umanitari e
il transito da e per Gaza, nel tentativo di fermare la sofferenza dei
cittadini bloccati al valico di Rafah".

Forte
dell’appoggio internazionale all’esecutivo da lui creato, e certo che
la comunità internazionale non lo condannerà per le quotidiane
violazioni dei diritti umani nella West Bank, Abbas ha ribadito il
rifuto a trattare con Hamas: "La nostra posizione nei confronti dei
golpisti è che si ritorni alla situazione precedente, altimenti non ci
sarà dialogo".

Rafah

Per ciò che riguarda il
valico di Rafah, dove da un mese sono intrappolate, in condizioni
disumane, migliaia di persone, e dove già 28 sono decedute per mancanza
di cure mediche, il presidente dell’Anp ha ribadito che la riapertura
del passaggio e il ritorno degli osservatori europei avverrà solo a
condizione che sia gestito dalle Guardie presidenziali.
 
La ripresa di un processo di pace

Abu
Mazen ha apprezzato "il sostegno del governo italiano al popolo e
all’Autorità palestinese, e ha lodato gli sforzi dell’Italia per
rivitalizzare il processo di pace con Israele e il progetto di due
stati-due popoli".

Da www.repubblica.it del 10 luglio

Ramallah, il premier replica alla richiesta del leader palestinese
"I tempi
non sono maturi, in Libano c’era l’accordo di tutti".

Gaza, Abu Mazen chiede forza di pace

Prodi
frena: "Non ci sono le condizioni"

RAMALLAH
(Cisgiordania)
– La drammatica situazione nella striscia di Gaza induce il
presidente palestinese Abu Mazen a chiedere ancora una volta l’invio di una
forza internazionale. Ma per Romano Prodi, a Ramallah nel terzo e ultimo giorno
della sua visita
in Medio Oriente
, non ci sono le condizioni per un intervento di questo
tipo.

Il presidente del Consiglio ha incontrato Abu Mazen e il primo
ministro del governo di emergenza Salam Fayyad. E, al termine dei colloqui, il
presidente dell’Anp ha detto di aver ”insistito sulla necessità di dispiegare
una forza internazionale nella Striscia di Gaza per garantire la consegna di
aiuti umanitari e per consentire ai cittadini di entrare e uscire liberamente”.

Ma Prodi ha frenato sulla richiesta di Abu Mazen. "Non ritengo oggi
maturo questo problema. Per avere una forza multinazionale occorre un accordo
stretto tra tutte le parti in causa e un accordo sul mandato. Non siamo ancora
arrivati a questo punto. Oggi non ci sono le condizioni". Il clima di tensione,
creato dal recente scontro tra Hamas e Fatah, è infatti profondamente fiverso da
quello che, un anno fa, ha caratterizzato il Libano.

Allora l’Unione
Europea votò una risoluzione per inviare una forza mutinazionale sul territorio
di confine tra Libano e Israele. Ma, ha spiegato Prodi, "lì c’era una comune
richiesta da parte di tutti. Ora qui non c’è una situazione di questo genere".

Prodi. Tuttavia il premier italiano ha sottolineato il sostegno
al governo palestinese: "Gli sforzi di Abu Mazen e del governo Fayyd – ha detto
– vanno sostenuti con convinzione. Devono essere in grado di poter mostrare al
popolo palestinese che c’è una luce alla fine del tunnel". Luce resa possibile
solo se non verrà meno "la determinazione a promuovere i negoziati di pace,
basati sulla soluzione di due stati. Il popolo palestinese deve rimanere unito
nell’obiettivo condiviso di uno stato indipendente, democratico, che possa
operare in pace e sicurezza con Israele e con gli altri stati vicini". Prodi ha
inoltre chiesto un approccio "più forte e assertivo del quartetto", vale a dire
di Onu, Ue, Russia e Usa, e ha detto di confidare nel ruolo di Tony Blair,
appena nominato mediatore per il Medio Oriente.

Da www.repubblica.it del 9 luglio

Il presidente del Consiglio incontra Olmert: "La Shoah è stata il sonno della
ragione"
Colloqui con i vertici politici ed istituzionali. Poi al museo
dell’Olocausto e a Sderot

Prodi in visita in Israele
"Non si può più
rimandare la pace"

"L’Italia è vicina al popolo ebraico,
indipendentemente dal colore del suo governo"
Il premier israeliano: "Grazie
ai soldati italiani". Il Professore: "Se l’Onu lo chiede, cambiamo le regole
d’ingaggio
"

GERUSALEMME – "Non
si può rinviare ulteriormente, dopo sessanta anni, il momento della pace". Così
si è espresso il presidente del Consiglio durante la cerimonia di benvenuto per
la sua visita ufficiale in Israele. Nel suo breve discorso alla presenza del
primo ministro israeliano Ehud Olmert, prima dell’incontro bilaterale, Prodi ha
anche ricordato la Shoah. E"’ stata il sonno della ragione" ha detto. "Si levano
voci terribili ad evocare scenari di sterminio. Il governo italiano reagisce
indignato e lavora perché queste voci non abbiano diritto di cittadinanza nel
consorzio delle Nazioni. Con altrettanto vigore condanniamo senza riserve chi
nega la Shoah". Poi, dopo l’incontro, l’annuncio: "Se l’Onu ce lo chiede
potremmo anche cambiare le regole d’ingaggio nella missione Unifil in Libano".
Tre i principali capitoli in agenda: la situazione in Libano, la pace tra
Israele e Palestina e la minaccia nucleare dall’Iran.

La missione in
Libano e le regole d’ingaggio –
Le regole d’ingaggio "hanno funzionato bene,
ma se ci dovesse essere un invito dell’Onu, siamo pronti a cambiarle" ha detto
Romano Prodi durante la conferenza stampa alla fine del bilaterale con il primo
ministro israeliano Ehud Olmert. Il dossier Libano appartiene in tutto e per
tutto al più vasto capitolo del percorso di pace tra Israele e palestina. Il
contingente italiano è schierato in prima fila in Libano dopo la guerra della
scorsa estate tra Libano e Israele. Prodi spiega anche che "il rinnovo della
missione è la via più naturale che si presenta davanti e noi siamo pronti alla
massima collaborazione per giungere rapidamente al rinnovo del mandato della
missione Unifil in Libano". E se l’Onu dovesse ritenerlo necessario "siamo
disposti a cambiare le regole. Finora hanno funzionato bene, ma – ribadisce – se
ci fosse l’invito Onu siamo pronti a cambiarle. Il mio giudizio è che per ora
abbiano funzionato".

“La necessità della pace tra Israele e Palestina” –
Il presidente del Consiglio ha parlato della necessità della pace tra Israele e
Palestina “come garanzia per i popoli della Regione e per Israele ad esistere
come stato ebraico”. “L’Italia, indipendentemente dal colore del suo governo è
vicina al popolo ebraico, che ha attraversato prove durissime, a partire dalla
tragedia della Shoah” ha detto ancora Prodi parlando di fianco ad Olmert. Il
presidente del Consiglio ha aggiunto che Israele ha “il diritto di vivere in
pace e in sicurezza con i paesi vicini”. E spiega che il processo di pace deve
portare ad un accordo “per due Stati sovrani, contigui ed indipendenti per i
due popoli che si affacciano in queste terre”.

Olmert: “So che abbiamo un amico a Roma”. Parlando con Prodi prima del
bilaterale, Olmert ha riconosciuto l’impegno dell’Italia sul territorio. “I
2500 soldati italiani della missione Unifil svolgono un lavoro importante
secondo il mandato ONU. Sono sicuro che continueranno ad agire efficacemente
contro Hezbollah e che la frontiera rimarrà tranquilla”, ha detto Olmert a
Prodi. Rivolgendosi al presidente del Consiglio, il premier israeliano gli ha
anche riconosciuto gli ha riconosciuto di essere stato “il primo leader
mondiale a rivolgersi a me dopo la guerra in Libano per l’invio di un
contingente militare multinazionale in Libano”.

”So che lo Stato di Israele ha un amico stretto in Italia, con cui promuovere
interessi comuni”, ha detto ancora Olmert, chiamando Prodi per nome e dicendo
di attendere con emozione l’incontro diretto “durante il quale discuteremo di
rapporti bilaterali, della minaccia iraniana, della situazione in Libano e
Siria e della nuova situazione con l’Autorità palestinese”.

L’agenda – La visita di Prodi prevede una serie fitta di incontri con i
vertici istituzionali e politici. Questa mattina, prima di trasferirsi nell’ufficio
di Olmert, il presidente del Consiglio ha incontrato all’Hotel King David il
leader dell’opposizione e il presidente del partito Likud Benjamin Netanyahu e,
a seguire, il ministro della Difesa e presidente del partito Laburista Ehud
Barak.

Dopo una visita al museo dell’Olocausto, nel pomeriggio il
premier si sposterà al villaggio di Sderot, colpito dai lanci dei razzi Qassam,
dove incontrerà il ministro degli Esteri, la signora Tzipi Livni. In serata la
cena ufficiale con il presidente di Israele Shimon Peres Tel Aviv e domani la
visita nei Territori palestinesi.

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