Proseguono i crimini di guerra contro la Striscia. Bilancio attuale: 990 morti, 4550 feriti.

 

Gaza – Infopal, mercoledì 14 gennaio, ore 15

Continuano gli attacchi israeliani contro la Striscia di Gaza: questo pomeriggio sono stati uccisi 7 palestinesi. Il bilancio delle vittime di 19 giorni di massacri è salito a 990.

Nonostante la tregua di tre ore, che Israele sostiene di effettuare, proseguono i bombardamenti di cielo, terra e mare.

Fonti mediche hanno riferito l’uccisione di 7 cittadini palestinesi e il ferimento di un ottavo.

Il dott. Mu’awiya Hasanen, direttore del pronto soccorso di Gaza, ha dichiarato che un palestinese è stato ucciso e altri 4 feriti a seguito dei bombardamenti dell’artiglieria israeliana contro la zona di ash-Shaima, a nord di Beit Lahiya, mentre nella zona al-Tawam, a nord della città di Gaza, sono state uccise altre due persone.

Nella città di Khuza’a, a est di Khan Yunes, è stato ucciso un combattente delle brigate al-Quds, Alaa Abu Reda.

Nel primo pomeriggio, fonti mediche nell’ospedale Kamal Odwan, hanno riferito l’arrivo di tre cadaveri – due donne e una bambina -, a seguito del bombardamento della torre al-Sultan, a nord della Striscia di Gaza.

Inoltre l’artiglieria israeliana ha bombardato massicciamente la zona est della cittadina di Jabalia e il nord di Beit Lahiya. Carrarmati hanno aperto il fuoco contro le case dei cittadini.

L’artiglieria continua a bombardare all’impazzata le abitazioni civili e le zone abitate nelle diverse province.

Il numero dei morti è salito ad almeno 990, mentre i feriti superano i 4550.

……………

Ore 10. All’alba di oggi, 19° giorno di guerra contro la Striscia di Gaza sigillata e assediata, l’aviazione da guerra israeliana ha bombardato il cimitero di Shaikh Radwan, al centro della città di Gaza, creando un cratere. Contemporaneamente, ha colpito una casa, uccidendo un cittadino, Osama Abu Jihab, e ferendone altri dieci.

Sempre questa mattina, gli aerei da combattimento hanno lanciato decine di bombe contro il centro della città di Gaza: il cielo si è coperto di un fumo bianco che ha provocato sintomi di asfissia in molte persone.

Oltre 48 palestinesi sono stati uccisi nelle ultime 24 ore in tutta la Striscia di Gaza – 11, a Khaza’a, bersaglio di un pesante bombardamento con armi chimiche -, e a Khan Younis, dove circa 40 abitazioni sono state distrutte.

Bombardamenti a tappeto. Le brigate an-Naser Salah-Iddin, ala militare dei Comitati di Resistenza popolare, hanno reso nota l’uccisione di due loro combattenti, a seguito di un attacco aereo contro la zona a est di Rafah. Le vittime sono Mohammad e Munir Abu Snenah. 

Un altro giovane, Mohammad Abu Duqqa, militante delle brigate al-Quds, ala armata del Jihad islamico, è stato gravemente ferito da un missile che l’ha colpito mentre viaggiava in moto, a Khan Yunes, nel sud della Striscia.

Gli aerei da guerra israeliani hanno bombardato la zona di frontiera a ridosso di Rafah. Testimoni oculari hanno confermato che 40 missili israeliani si sono abbattuti nell’area tra il valico di Rafah e Taal Zaarab, a ovest, distruggendo diverse abitazioni.

Bilancio del genocidio: 980 palestinesi uccisi
Il numero delle vittime, dal 27 dicembre, data di inizio dell’operazione “Piombo fuso”, a questa mattina, è salito a oltre 980 morti e a 4500 feriti.

Il dott. Mu’awiya Hasanen, direttore del pronto soccorso di Gaza, in un collegamento telefonico con il corrispondente di Infopal.it, ha confermato il numero delle vittime, sottolineando che 311 sono bambini e 98 donne. La maggior parte degli altri morti erano civili. Il gran numero di vittime è causato dal fatto che i bombardamenti israeliani si concentrano su quartieri e abitazioni affollate.

La guerra contro i bambini e il personale di soccorso. Il dott. Hasanen ha aggiunto che tra i 4500 feriti, 375 versano in gravi condizioni, e che ben 1500 sono bambini e 690 donne.

Hasanen ha riferito che sono stati uccisi anche 13 soccorritori, feriti altri 32, e 15 ambulanze sono state distrutte insieme ad altre vetture della protezione civile.

…………..

 

Nella Striscia di Gaza nemmeno la bandiera bianca è bastata per mettere al riparo una famiglia palestinese dai proiettili israeliani. La denuncia è venuta da ‘B’tselem’, gruppo pacifista dello Stato ebraico, secondo il quale ieri, durante un attacco al villaggio di Khuza, nel settore centrale dell’enclave, soldati di Tsahal hanno deliberatamente sparato contro una donna e tre uomini che, mostrando appunto una bandiera bianca, stavano tentando di abbandonare la loro casa. A informare gli attivisti di ‘B’tselem’ è stato Munir a-Najar, un vicino di casa e parente dei fuggiaschi, riuscito invece a sottrarsi al fuoco dei soldati. Nessuno sa che cosa ne sia stato dei quattro, ha raccontato Najar.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.