Protesta delle forze di sicurezza per il mancato pagamento degli stipendi. Il ministero degli Interni: "Qualsiasi violenza sarà punita".

Un portavoce del ministro degli Interni, Abu Hilal, ha sollecitato il popolo palestinese a protestare pacificamente contro il ritardo nel pagamento dei salari e a non attaccare le istituzioni palestinesi. 
"E’ a causa dell’occupazione israeliana – ha spiegato Abu Hilal durante una conferenza stampa all’agenzia Ramattan di Gaza- e non dell’Autorità Palestinese, che si è creato il ritardo nei pagamenti degli stipendi". E ha chiesto ai palestinesi di sostenere il governo perché un suo eventuale fallimento porterà alla perdita dei diritti palestinesi. Ha sottolineato inoltre la necessità di evitare l’uso della violenza nelle proteste popolari, e ha spiegato che c’è una sorta di accordo tra il ministro e le fazioni palestinesi per evitare che Israele strumentalizzi la questione dei salari per creare divisioni e tensioni.

Il portavoce ha ammonito contro abusi fisici e verbali da parte delle Forze di sicurezza palestinesi, sostenendo che c’è un piano per punire chi osa violare questa consegna. "Eventuali punizioni saranno decise dai leader sul terreno".
La conferenza stampa si è svolta dopo la protesta scoppiata questa mattina negli uffici del Consiglio legislativo, a Khan Younis, per il ritardo nel pagamento dei salari, ad opera di membri delle Forze di sicurezza palestinesi.

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