Proteste anti-Muro a Bil’in: un ferito e sei arresti.

Ramallah. Ieri, un residente è rimasto ferito e altri sei sono stati arrestati dall'esercito israeliano durante la protesta settimanale anti-Muro svoltasi nella cittadina di Bil'in, in Cisgiordania centrale.

Ai palestinesi si sono uniti attivisti israeliani e internazionali. I dimostranti si sono incamminati verso il Muro sventolando bandiere della Palestina, chiedendo a gran voce l'unità nazionale contro l'occupazione israeliana e le confische di terre e ribadendo il loro rifiuto nei confronti di tutte le procedure militari volte a chiudere il villaggio e impedire agli attivisti di partecipare alle manifestazioni.

I manifestanti sono partiti dalla moschea di Bil'in. Lungo la strada, il corteo ha raccolto altri partecipanti vestiti interamente di nero, che fingevano di trasportare una bara con un cadavere all'interno.

La scena macabra stava a significare la perdita delle terre da parte dei palestinesi durante la Nakba, e l'impossibilità per loro di tornarvi. In particolare, la bara simboleggiava il fatto che ai rifugiati non è permesso nemmeno seppellire i loro defunti nel suolo natale.

Quando la protesta ha raggiunto il Muro, un'unità militare israeliana era appostata dietro un muro di cemento. Il cancello che porta alle terre confiscate era già chiuso, e sbarrato dal filo spinato.

L'esercito ha quindi sparato del gas lacrimogeno, che ha fra l'altro provocato un incendio tra gli oliveti. Un palestinese è stato colpito da uno dei lacrimogeni e trasferito a Ramallah per ricevere soccorso medico.

Sono stati inoltre arrestati tre palestinesi: Ashraf Abu Rahmah, 28 anni, Abed al-Fatah Burnat, 53, e Haitham al-Khatib, 34. La stessa sorte è toccata anche a due attivisti israeliani, Roy Vakner, 37, e Ori Baytmen, 27, e ad uno americano, Stormy, 27.

(Fonti: Imemc e www.bilin-village.org/)

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