Pulizia etnica: entro il 2020 tutti i palestinesi fuori da Gerusalemme.

Gerusalemme.  Shaykh Ra‘ed Salah, leader del Movimento islamico in territorio israeliano, ha reso noto che le autorità di occupazione israeliane progettano di demolire il 70% delle case palestinesi nella Gerusalemme occupata.

In un report pubblicato ieri dal giornale Khalij, Salah ha infatti dichiarato che Israele avrebbe già fissato al 2020 la data finale per lo sgombero di tutti i palestinesi dalla Città Vecchia di Gerusalemme, e al 2050 l’evacuazione di tutti gli arabi dall’intera città.

Lo shaykh ha affermato che l’occupazione israeliana starebbe persino accelerando il progetto di ebraicizzazione, sperando di completarlo in dieci mesi piuttosto che in dieci anni.

Ha poi ricordato che più di 100 sinagoghe sono già state costruite intorno alla moschea di al-Aqsa, e ha sottolineato l’esistenza di una società sionista pronta a pagare 2,2 milioni di dollari per ogni metro quadro in alcune aree importanti della Città Santa.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu potrebbe voler demolire la moschea pur di costruire il mitico Tempio ebraico.

Nel frattempo, ieri, i parlamentari di Hamas a Nablus hanno pubblicato una dichiarazione evidenziando come l’unico modo di liberare Gerusalemme dall’occupazione sia la Resistenza.

Nel comunicato, emesso in occasione del 42˚ anniversario dell’occupazione della città, i deputati hanno ribadito la pericolosità delle crescenti pratiche di giudaizzazione israeliane, chiedendo ai paesi arabi e musulmani di assumersi le proprie responsabilità verso la Palestina in generale, e Gerusalemme in particolare.

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