Qaddura: ‘Dialogo nazionale praticamente fallito’.

 

Ramallah – Infopal. Fares Qaddura, dirigente di spicco di al-Fatah, ha affermato che “il dialogo, che dovrebbe riprendere al Cairo il 26 aprile, è praticamente fallito, e non resta che ammetterlo”.

Il dirigente, in una dichiarazione ai media, ha espresso il proprio dispiacere per aver perso un’altra occasione per mettere fine alle divisioni politiche tra Cisgiordania e Striscia di Gaza: “Io personalmente non ho partecipato al dialogo nazionale al Cairo, ma, attraverso i miei colloqui con un certo numero di persone che vi erano presenti, ho avuto la conferma che le trattative non avranno sbocco: manca solo un annuncio ufficiale che lo dichiari”.

Ha poi proseguito dicendo che “questo non è solo il fallimento di Hamas e di al-Fatah, ma di tutti noi. Il primo ministro israeliano Netanyahu può essere soddisfatto di questo risultato”.

Fares ha allontanato la possibilità che il dialogo nazionale possa riprendere: “La gente segue i propri capi – ha detto con scetticismo -,  i dirigenti dei partiti e delle fazioni sono riusciti a trasformare le organizzazioni politiche in tribù, con la piccola differenza che al posto del capo tribù abbiamo dei dottori: per questo il nostro cammino verso la pacificazione è ancora lungo”.

Condizioni infelici. Parallelamente, il dirigente ha criticato anche le dichiarazioni del Segretario di Stato americano Hillary Clinton, che ha chiesto a Hamas di abbandonare la violenza, riconoscere la parte israeliana e impegnarsi negli accordi presi in precedenza: una posizione “fossilizzata sulle stesse richieste infelici degli israeliani: speravamo in un cambiamento nella linea americana verso le fazioni palestinesi, e di conseguenza nella revisione delle condizioni che ostacolano l’accordo con l’Anp”.

Ha poi continuato: “Speravamo che la Clinton chiedesse il rispetto delle leggi internazionali e delle risoluzioni Onu. Avrebbe potuto almeno legare la sua richiesta di rispettare le condizioni del Quartetto al rispetto da parte d’Israele dei diritti palestinesi e alla fine del colonialismo, ma purtroppo questo non è accaduto. Ciò dimostra come il Segretario di Stato americano insista sulle sue posizioni pro-Israele: un segnale negativo”.

 

 

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