Raggiunto accordo su scambio di prigionieri: mille palestinesi liberi contro il rilascio di Shalit

 

Palestina occupata – InfoPal. 1.027 prigionieri palestinesi saranno liberati in due fasi distinte contro il rilascio del caporale israeliano Gilad Shalit.

Rivolgendosi alla Tv “Al-‘Arabiyah”, ieri sera, il leader dell’ufficio politico di Hamas, Khaled Mesha’al, ha rivelato al pubblico i dettagli sullo scambio dei prigionieri, esponendo le modalità con cui è stata condotta circa due settimane fa la transazione con Israele grazie alla mediazione egiziana e tedesca. L’accordo di scambio sarà portato a termine nella capitale egiziana.

Proprio oggi, Mesha’al guiderà al Cairo la “delegazione per i rilasci”, per valutare insieme agli egiziani i termini da adottare ai fini dell’implementazione dell’accordo.

La prima fase inizierà a giorni, ma con tutta probabilità si attenderà il mese di novembre: saranno liberati 450 prigionieri palestinesi nell’arco di una settimana, la seconda fase sarà attuata a due mesi dalla prima e comprenderà il rilascio di 550 prigionieri.

Nel primo round saranno inclusi 315 palestinesi che Israele ha condannato all’ergastolo e 27 detenute palestinesi tra le quali Ahlam at-Tamimi e Qahira as-Sa’idi, entrambe condannate all’ergastolo.

“E’ un accordo che non dimentica nessuno, dalla Striscia di Gaza alla Cisgiordania, da Gerusalemme ai Territori palestinesi occupati nel ’48 alle Alture occupate del Golan. I prigionieri rilasciati da Israele provengono da tutte queste aree.

“E’ stato unanime l’assenso ricevuto dalle fazioni palestinesi”.

Quest’ultimo particolare è stato divulgato dal portavoce delle Brigate al-Qassam, Abu ‘Obeidah, per essere ribadito in Tv da Mesha’al il quale ha voluto aggiungere: “Ammetto che la gioia di oggi si confonde con l’amarezza di non poterli scarcerare tutti nella lotta di liberazione della nostra terra. Nonostante ciò, voglio dire alle madri dei nostri prigionieri: ‘così come oggi usciranno dalle prigioni dell’occupante 1.027, presto saranno liberi tutti i 7mila prigionieri palestinesi'”.

Poi, rivolgendosi alle fazioni della resistenza palestinese responsabili della cattura di Shalit, nel 2006, il leader politico ha posto l’enfasi sugli scambi di prigionieri come metodo valido per il riscatto della terra.

Nella riunione d’emergenza del gabinetto israeliano, ieri sera, si è discussa la transizione con 26 voti a favore e il parere contrario di 3 ministri.

Mentre fonti governative israeliane non si sono espresse sulla notizia riguardante il possibile rilascio dei due leader palestinesi del Fronte popolare (Fplp) e di Fatah, Ahmed Sa’daat e Marwan Barghouthi insieme ad altri 15 leader della resistenza, una fonte palestinese che ha preferito restare nell’anonimato ha voluto affermarne la veridicità. Resta che, in queste ore, tutti media fanno i loro nomi.

Riguardo a quest’ultimo particolare, si attendono chiarimenti e conferme, anche di fronte alla discrezione adottata dalle coniugi di Sa’daat e Barghouthi nel pronunciarsi sul loro possibile rilascio.

Dalle prigioni dell’occupazione israeliana, intanto, non vi sono cedimenti nello sciopero della fame proclamato il 26 settembre scorso da migliaia di detenuti e prigionieri palestinesi, contro abusi e violazioni ai propri diritti all’interno delle prigioni, contro le detenzioni in isolamento e in protesta alla negligenza medica, motivo del peggioramento delle condizioni di salute di molti compagni, tra i quali anche il leader del Fplp Ahmed Sa’daat.

Elisa Gennaro

 

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