Ramallah, la cronaca dell’orrore: soldati israeliani sparano a un ragazzo che lanciava pietre e lo lasciano sanguinare a morte.

Ramallah -Infopal. Continua a crescere il numero delle vittime della violenza militare israeliana: all’alba di oggi, è deceduto il giovane Aziz Arar (20 anni), della cittadina di Kufr Malek, a est di Ramallah, in Cisgiordania, ucciso a sangue freddo dai soldati israeliani. Un altro è stato ferito a distanza di pochi metri, perché “tentava di lanciare pietre contro le volanti dell’esercito israeliano”.Testimoni oculari hanno riferito che alle tre del mattino un grande spiegamento di forze dell’esercito di occupazione ha invaso la zona ovest della cittadina, nei pressi del campo militare “Taal al-Asfur”, costruito su terreni palestinesi. Alcuni giovani, scoprendo che le truppe israeliane si stavano dirigendo verso il paese, le hanno bersagliate con pietre, nel tentativo di impedire l’assalto.I testimoni, che si trovavano insieme alla vittima, il giovane Arar, hanno confermato che i militari israeliani, nascosti in un’area buia, a pochi metri dal gruppo, hanno sparato a bruciapelo ferendo Aziz, che è deceduto poco dopo. Anche Shadi Salih Sulaiman è rimasto ferito.

Secondo i testimoni, i soldati avrebbero potuto arrestare senza alcun problema il gruppo di ragazzi, armati di sole pietre, ma hanno preferito sparare, uccidendo.

Le fonti hanno riferito che Sulaiman è riuscito a strisciare verso un’altra zona e a raggiungere un’auto; invece Aziz, gravemente ferito, è stato preso dai soldati, legato, e lasciato sanguinare per oltre un’ora e mezza, finché è sopraggiunta la morte.

All’ambulanza, arrivata sul posto, è stato impedito fino al mattino di recuperare il ferito sanguinante. All’ospedale statale di Ramallah i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

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