Rapporto del mese di novembre: 36 morti, più di 30 case demolite e luoghi sacri

Rapporto del mese di novembre: 36 morti, più di 30 case demolite e luoghi sacri.

Il rapporto mensile dell’Associazione di Solidarietà Internazionale per i Diritti Umani (at-Tadamon) ha riferito che le forze di occupazione israeliane hanno ucciso durante il mese scorso 36 cittadini palestinesi, di cui diciannove eliminati illegalmente e tre al di sotto dei diciotto anni di età.

Secondo il rapporto, solo nella Striscia di Gaza sono stati uccisi 33 cittadini palestinesi, un grande numero dovuto alla politica di eliminazione fisica dei mujahidin e degli attivisti dell’Intifada che viene portata avanti dalle forze di occupazione israeliane, e che ha comportato l’uccisione di 19 delle 33 vittime delle operazioni militari. Questo dimostra chiaramente l’escalation delle esecuzioni “fuori legge” ai danni dei Palestinesi.

Tra le vittime di queste esecuzioni, il cittadino Ziyad Abd ar-Rashid Abu Awwad – 52 anni, della città di Ramallah – Birzait – è deceduto per essere stato picchiato il 24/11/2007 dalle forze di occupazione, che avevano invaso la cittadina, e il cittadino Mohammad Zaki Qozah – 24 anni, del campo profughi di Balata vicino a Tulkarem – per le pallottole sparategli dalle forze speciali in data 25/11/2007.

Le forze di occupazione israeliane, proseguendo con la loro politica aggressiva contro il popolo palestinese, hanno demolito decine di abitazioni sulla base della loro presunta abusività, oppure della loro, sempre presunta, appartenenza ad attivisti palestinesi ricercati, e questo “secondo una politica volta a costringere gli abitanti ad abbandonare le loro terre e le loro case”.

Il rapporto ha anche riportato il proseguimento della politica aggressiva dell’occupazione contro i luoghi sacri e di preghiera, un atteggiamento che viene considerato contraddittorio coi principi minimi dei diritti umani e chiaramente irrispettoso dei diritti dei musulmani in Palestina.

 

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