Rapporto dell’OIC: Israele uccide 2000 palestinesi al mese nella sua aggressione contro Gaza

Rapporto dell’OIC: Israele uccide 2000 palestinesi al mese nella sua aggressione contro Gaza

Jeddah. L’Osservatorio dei media dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OCI) per i crimini di Israele contro i Palestinesi ha registrato in un rapporto un modello coerente di uccisioni sistematiche contro i Palestinesi nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023, in particolare nei mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio del 2024, ad un ritmo di circa duemila omicidi al mese.

In un rapporto che copre il periodo tra il 4 e il 10 giugno 2024, l’Osservatorio dell’OCI ha documentato l’uccisione di 3.163 palestinesi a febbraio, oltre a 2.790 a marzo, 1.788 ad aprile e 1.780 a maggio.

Ciò riflette l’obiettivo costante di aumentare la pressione sui palestinesi, oltre a trattenere la maggior quantità possibile di aiuti umanitari e a prendere di mira il settore sanitario, si legge nel rapporto.

L’Osservatorio dell’OCI ha evidenziato che le uccisioni hanno raggiunto il picco massimo a ottobre, con 8.635 omicidi, e 6.619 assassinii a novembre, mentre il numero di omicidi a dicembre è arrivato a 7.021 e a 5.031 a gennaio, tutti uccisi durante l’operazione militare israeliana che ha adottato una politica di terra bruciata in preparazione dell’ingresso delle Forze terrestri nei primi quattro mesi dell’aggressione israeliana.

D’altra parte, l’Osservatorio dell’OIC ha monitorato i crimini israeliani nella Striscia di Gaza dal 4 al 9 giugno 2024, dove ha rilevato 605 omicidi e 1.765 feriti.

Il maggior numero di vittime è stato registrato nel massacro del campo di Nuseirat, in cui 283 persone sono state uccise e 816 ferite, tra le massicce distruzioni dovute ai bombardamenti aerei, marittimi e terrestri del campo.

L’Osservatorio ha registrato 37.333 palestinesi uccisi dal 7 ottobre 2023, fino alla stesura di questo rapporto.

Israele ha ammesso di aver ucciso almeno 30 palestinesi nel bombardamento di una scuola affiliata all’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi (UNRWA) che ospitava gli sfollati nel campo di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale, dopo che più di 100 persone erano state uccise in un attacco nella regione centrale della Striscia di Gaza nel giro di 24 ore.

Nel contesto umanitario, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) ha dichiarato che 9 bambini su 10 a Gaza non possono assumere nutrienti sufficienti a garantire una crescita e uno sviluppo sani.

In Cisgiordania, le Forze di occupazione israeliane hanno ucciso 10 palestinesi, la maggior parte dei quali nella città di Jenin, mentre hanno arrestato 166 palestinesi e demolito 13 case a Hebron, Gerusalemme e Jenin, oltre a un edificio di tre piani nella città di Gerusalemme.

Hanno anche demolito 24 strutture commerciali, fienili e locali agricoli in varie aree della Cisgiordania.

Nella Gerusalemme occupata, la moschea di al-Aqsa è stata sottoposta a incursioni quotidiane, mentre le Forze di occupazione israeliane hanno lanciato una massiccia ondata di detenzioni contro i palestinesi in concomitanza con la marcia delle bandiere, guidata dal ministro della Sicurezza israeliano Ben Gvir con diversi ministri israeliani estremisti, nelle aree di Bab al-Amoud e Bab al-Khalil, passando per i quartieri della Città Vecchia di Gerusalemme. Hanno raggiunto piazza al-Buraq, adiacente alla Moschea di al-Aqsa, hanno attaccato diversi palestinesi e giornalisti e hanno scandito slogan razzisti che chiedevano l’uccisione degli arabi e l’incendio delle città palestinesi.

Gli attacchi dei coloni sono aumentati, arrivando a 38 incidenti questa settimana, durante i quali hanno dato fuoco a terreni agricoli di proprietà palestinese a Hebron, Tulkarem e Ramallah, e hanno rubato 120 pecore a Gerusalemme.

Il totale delle violazioni in questo periodo ammonta a circa 3.080 casi, comprese tutte le categorie di crimini quotidiani commessi dalle Forze israeliane contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, compresa la Gerusalemme occupata.

(Fonte: Wafa).

Traduzione per InfoPal di F.L.