Rapporto dell'Onu: il mese scorso, gli occupanti sionisti hanno cacciato dalle loro case decine di bambini

Ramallah – Pal-Info. Un rapporto dell'ufficio Affari umanitari delle Nazioni Unite nei territori palestinesi occupati (OCHA) rivela che il governo sionista ha emesso ordini di sgombero, dal 25 al 31 agosto, per cinque tende abitate da famiglie beduine in cui vivono almeno 50 persone, tra cui 39 bambini, poste vicine al villaggio di Duma (a Nablus, in Cisgiordania), con il pretesto che le tende si trovano su una regione classificata dalle autorità israeliane come “chiusa” per motivi militari.

Nel rapporto, distribuito ieri al Cairo, si riferisce che gli occupanti sionisti, dall'inizio dell'anno, hanno demolito 247 edifici di proprietà palestinese nella zona C, sottoposta all'occupazione. Le demolizioni sono state eseguite soprattutto a luglio, con il conseguente allontanamento forzato di 282 persone. Nello stesso periodo dello scorso anno erano invece stati demoliti 183 edifici ed allontanate 319 persone.

Il medesimo rapporto sottolinea che le autorità israeliane, nella terza settimana di Ramadan, hanno eseguito 79 ispezioni, con arresti, nelle cittadine, nei villaggi e nei campi profughi, mentre dall'inizio dell'anno il totale dello stesso tipo di operazioni ammonta a 95, per la maggior parte nel sud della Cisgiordania.

I militari d'Israele – ricorda sempre il rapporto – hanno ferito due palestinesi della Striscia di Gaza che stavano raccogliendo rottami metallici e macerie vicino alla linea di confine: sono 35 i palestinesi feriti in questo modo dall'inizio dell'anno.

Per non parlare delle restrizioni imposte alle attività di pesca oltre le 3 miglia marittime dalla costa: la Marina israeliana ha più volte sparato per “avvertimento” contro le barche dei pescatori palestinesi, costretti così a tornare a riva.

Il rapporto indica inoltre che sebbene le settimane scorse abbiano visto un aumento delle merci introdotte nella Striscia di Gaza, gli sforzi per la ricostruzione e il miglioramento dello standard di vita nella Striscia restano forzatamente limitati a causa delle restrizioni imposte dallo Stato israeliano occupante sui materiali da costruzione ed anche sulle esportazioni.

Nel frattempo, è stato concesso l'ingresso di 1.080 camion carichi di merci, che però rappresentano solo il 38% della media settimanale del carico trasportato dai camion che entravano nella Striscia di Gaza durante i primi cinque mesi del 2007, ovvero prima dell'imposizione dell'attuale blocco.

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