Rapporto Goldstone ottiene maggioranza assoluta al Consiglio per i Diritti umani dell’Onu. Voti contrari: Italia, Israele e Usa.

Ginevra – Infopal. E' passata con la maggioranza assoluta la risoluzione che prevede l'adozione del Rapporto Goldstone sui crimini di guerra israeliani a Gaza: 25 voti a favore su 47. E' stata votata oggi durante la seduta straordinaria del Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite.

Tra i 6 voti contrari, com'era prevedibile, quello degli Usa, di Israele e del nostro Paese, che si riconferma drammaticamente nel suo ruolo di colonia statunitense al pari di altri staterelli, e non come nazione sovrana rispettosa della legalità internazionale e del diritto umanitario.

11 nazioni le nazioni che si sono astenute. Il Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite è formato da 47 nazioni aderenti.

La bozza di risoluzione era stata presentata dalla Palestina, dall'Egitto, dalla Nigeria, dal Pakistan e dalla Tunisia, per conto dei paesi africani e del mondo arabo e islamico.

Il Rapporto Goldstone, che accusa l'esercito israeliano di “uso sproporzionato della forza” e di crimini di guerra compiuti dalle forze di occupazione israeliane e da Hamas, chiede al Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, di “verificare se Israele e Hamas condurranno indagini credibili” sulla guerra scoppiata quest'inverno. Nel caso le due parti dovessero fallire, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu dovrebbe deferire le accuse alla Corte criminale internazionale.

L'Anp di Ramallah, nella sessione di due settimane fa, su sollecitazione statunitense e israeliana, aveva deciso di rimandare il voto a marzo del 2010, scatenando un'ondata di proteste in tutto il mondo arabo e islamico e in Palestina. L'Autorità palestinese, in questi giorni, era dunque stata costretta dalle forti pressioni nazionali e arabe a ritornare sui propri passi e a chiedere una nuova seduta al Consiglio per i Diritti umani dell'Onu.

I “contrari”. Dura la reazione statunitense: l'ambasciatore alle Nazioni Unite, Alejandro Wolff, ha definito la risoluzione “deplorevole”.

Il governo israeliano, dal canto suo, ha espresso il timore che il Rapporto Goldstone possa fornire la base giuridica per l'incriminazione dei militari e dei dirigenti israeliani responsabili dell'operazione “Piombo Fuso” contro la Striscia di Gaza, che ha provocato 1400 morti, 5000 feriti, e enorme distruzione.

La votazione era stata rimandata di diverse ore, e ciò ha permesso a una ventina di Stati e a 30 Ong (Organizzazioni non governative), tra cui il Pchr (Palestinian Center for Human rights), Adalah, Ad-Dameer, di presentare interventi e relazioni al Consiglio.

La condanna delle politiche israeliane. La Risoluzione del Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite ha inoltre fortemente condannato “tutte le politiche e i mezzi adottati da Israele, potenza occupante, comprese quelli che limitano l'accesso dei palestinesi alle proprietà e ai luoghi santi”.

Essa chiede anche a Israele la fine degli scavi intorno e sotto alla moschea di al-Aqsa e in altri luoghi sacri dell'islam e del cristianesimo.

Come hanno votato i 47 Paesi membri del Consiglio:

A Favore: Argentina, Brazil, China, Russia, Bahrain, Bangladesh, Bolivia, Chile, Cuba, Djbouti, Egypt, Ghana, India, Indonesia, Jordan, Mauritius, Nicaragua, Nigeria, Pakistan, Philippines, Qatar, Saudi Arabia, Senegal, South Africa and Zambia

Contrari: US, Hungary, Italy, Netherlands, Slovakia and Ukraine

Astenuti: Belgium, Bosnia, Burkina-Faso, Cameroon, Gabon, Japan, Mexico, Norway, South Korea, Slovenia and Uruguay

Non hanno votato: UK, France, Madagascar, Kyrgyzstan and Angola

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