Rapporto Goldstone su Piombo Fuso: il giudice ritratta

Gaza – InfoPal. “Oggi sappiamo di più su quanto accadde nella guerra contro Gaza tra il 2008 e il 2009, quando presiedevo la missione d'indagine del Consiglio Onu per i diritti umani, dalla quale scaturì il documento noto come 'Rapporto Goldstone'. Se all'epoca fossi stato in possesso di quanto so oggi, allora il risultato sarebbero stato un altro documento”.

Le forti affermazioni dell'ex giudice Richard Goldstone sono apparse in un articolo pubblicato dal Washington Post e seguono la pubblicazione del rapporto della commissione Onu di esperti indipendenti con a capo l'ex giudice McGowan Davis.

Dalle nuove conclusioni si afferma che, “mentre Israele ha fornito risorse e prove utili rispondendo a 400 accuse mossegli contro, Hamas non ha condotto alcun'indagine né una prova”. E' questa la base della nuova posizione di Goldstone per il quale, oggi, Israele non è più direttamente responsabile di crimini di guerra come invece resta Hamas, con riferimento al lancio di razzi che deliberatamente mirano ai civili.

Le operazioni di Israele, come quella contro la famiglia as-Sammuni, dove palestinesi 29 persero la vita, fu un errore per il quale un soldato israeliano è stato imputato. Ma oltre a questo, le nuove posizioni di Goldstone equivalgono ad una sconfessione delle oltre 1.400 vittime palestinesi di quella guerra.

Richard Goldstone non è il primo a subire questa sorte, e non sono solo i commenti che seguono a riportare alla mente le possibilità che l'ex giudice sudafricano sia stato vittima di pressioni da ambienti politici e militari israeliani, come anche da parte delle realtà sioniste in Sudafrica.
Episodi come questi, infatti, ricordano l'assassinio dell'inviato Onu Conte Bernadotte nel 1948 e, in tempi più recenti, l'ostracismo verso i pareri di Richard Falk, Navi Pillay e della Lega araba.

Soddisfatto Israele nelle parole del ministro degli Esteri Lieberman, del presidente Shimon Peres e del premier Benjamin Netanyahu che parlano di “debolezza delle tesi d'accusa del Rapporto Goldstone, e che oggi ne chiedono la cancellazione assoluta al foro Onu”.

Un'altra disfatta storica per il popolo palestinese.
Nabil Sha'at, membro del comitato centrale di Fatah ha dichiarato:  “E' evidente che Goldstone ha ceduto al terrore israeliano nelle sue varie forme ed esteso anche ai suoi familiari.

Non sono passate inosservate le azioni di boicottaggio della divulgazione del Rapporto Goldstone, dalle sinagoghe ai centri di ritrovo ebraico israeliani nel mondo. Gli hanno impedito di presentarlo in Europa, Negli Usa e in Sudafrica”.

“Sebbene Richard Goldstone abbia presieduto la Commissione d'indagine, l'iter per operare una modica o una variazione del rapporto Onu è sottoposto ad un protocollo specifico. Dobbiamo fare affidamento sulla presenza del resto dei membri della Commissione”.

Questo è quanto ha affermato Nabil ar-Ramlawi, responsabile delle relazioni internazionali di Fatah e, rimasto da solo sul banco degli imputati, stesso parere è stato espresso da Hamas che chiede di fare le dovute distinzioni tra l'ufficialità degli esiti di un'indagine Onu e le personali posizioni politiche di Goldstone.

E mentre il Fronte popolare di liberazione della Palestina (Fplp) chiede al Segretario generale Onu, Ban Ki-moon di intervenire per sventare una totale eliminazione del documento, a garanzia della giustizia internazionale, dall'Europa, Ramy Abdu, membro della European Campaign to end the siege on Gaza (Ecesg), con sede a Bruxelles, ha dichiarato “Se Israele avesse cooperato seriamente, non avremmo assistito a questa 'metamorfosi'”.

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