Rapporto Pchr sulle violazioni israeliane.

Palestina 27 maggio – 2 giugno 2010

Settimana di riferimento del rapporto: 27 maggio – 2 giugno 2010

Tra le violazioni israeliane ai diritti umani si riportano: l'uccisione di cinque combattenti palestinesi da parte delle forze israeliane nella Striscia di Gaza e sei civili palestinesi feriti.

Tra i feriti: un'anziana donna palestinese, un bambino e due giornalisti.

Nel presente rapporto, non si annoverano le nove vittime dell'assalto israeliano, eseguito lo scorso lunedì, in acque internazionali contro il convoglio umanitario della Gaza Freedom Flotilla.

Nella settimana presa qui in esame: l'aviazione israeliana ha bombardato aree civili e paramilitari nella Striscia di Gaza; un'officina e vari edifici dell'Aeroporto Internazionale di Gaza sono stati distrutti.

Le forze israeliane continuano a reprimere qualunque protesta non violenta organizzata in Cisgiordania. Sei civili sono stati feriti dalle forze israeliane durante una protesta non violenta contro la costruzione del Muro di annessione e contro le attività coloniali. Si tratta di un bambino e due giornalisti (di cui uno statunitense).

Nella settimana di interesse del rapporto: ci sono state nove incursioni militari in villaggi palestinesi. Dodici civili palestinesi, tra cui quattro bambini, sono stati arrestati.

Due famiglie di al-Khalil (Hebron) e al-Quds (Gerusalemme) hanno subito molestie e minacce da parte dei coloni.

Un altro checkpoint è stato allestito in Cisgiordania, dove cinque civili palestinesi sono stati rapiti. Tra i rapiti vi sono anche due bambini.

Striscia di Gaza:

– 1 giugno – frontiera tra la Striscia di Gaza e Israele: in due attacchi distinti, le forze israeliane hanno assassinato cinque militanti palestinesi;

– 1 giugno – Rafah (Striscia di Gaza sud): un'anziana donna palestinese è stata ferita dal fuoco israeliano;

– 2 maggio – Gaza est: due civili palestinesi sono rimasti feriti dal fuoco dell'artiglieria israeliana;

– 2 giugno – Striscia di Gaza nord: un operaio palestinese è stato ferito dal fuoco israeliano mentre raccoglieva mattoni e ferro tra i detriti degli edifici devastati;

– Un'officina e altri edifici dell'Aeroporto Internazionale di Gaza sono stati distrutti;

– I militari israeliani hanno condotto un'incursione ad est di Khan Younis, devastando terreni palestinesi, già attaccati in passato.

– Le forze israeliane continuano a prendere di mira operai e contadini palestinesi a lavoro sul confine con Israele e a sparare sui pescherecci palestinesi.

Attività coloniali israeliane : proseguono in tutta la Cisgiordania insieme agli ordinari attacchi da parte di coloni contro i civili palestinesi.

– 28 maggio: un colono israeliano della colonia “Beit Jonathan”, vicino a  Silwan (Gerusalemme sud), ha molestato alcune donne palestinesi. Come conseguenza, sono scoppiati scontri, e sono intervenute le forze israeliane, che hanno picchiato 'Essam Da'na, 48 anni, e Riham Ussama al-Rjabi, 20 anni. Riham era incinta e a causa degli attacchi ha avuto un aborto spontaneo;

– Lo stesso giorno, coloni israeliani provenienti dall'agglomerato di colonie “Karni Shmoron”, in vicinanza della strada Qalqiliya-Nablus, ad est della città di Qalqiliya, hanno spinto in gruppo un enorme sasso mirando ad un'automobile palestinese: quattro civili sono rimasti feriti;

– 29 maggio: ancora a Silwan, le guardie della colonia “Beit Jonathan” hanno aggredito un gruppo di bambini palestinesi che giocavano. Le forze israeliane sono giunte sul posto picchiando i palestinesi Noura al-Rajabi, Mohammed e Ahmed Gazzawi.

Muro di annessione d'Israele : in modo spropositato, le forze israeliane hanno fatto ricorso alla violenza contro le manifestazioni non violente organizzate puntualmente per protestare contro il muro e le attività coloniali. In questi episodi:

– sei civili sono stati feriti. Tra questi anche un bambino e due giornalisti (di cui uno americano). Il resto dei manifestanti è rimasto intossicato dai gas lacrimogeni;

– Dopo la preghiera di venerdì 28 maggio, decine tra attivisti internazionali, palestinesi e israeliani hanno organizzato una protesta contro il muro a Bil'in, villaggio ad ovest di Ramallah. 

Le forze israeliane hanno risposto sparando, lanciando gas lacrimogeni e bombe sonore, durante gli scontri in un campo: quanttro israeliani, di cui uno anziano, sono stati arrestati;

– Stesse dinamiche negli scontri a Nil'in e a Nabi Saleh. In quest'ultimo villaggio i manifestanti protestavano contro la confisca di terre nell'area di Wadi al-Raya, tra Nabi Saleh e il villaggio di Deir Nizam.

Due palestinesi, di cui un bambino, sono rimasti feriti quando le forze israeliane hanno ostacolato con la forza i manifestanti, impedendo loro di avvicinarsi alla colonia “Halmish”.

– Nei pressi del villaggio Iraq Bourin (Nablus) ha avuto luogo un'altra protesta contro la confisca di un 'area nei pressi della colonia “Barkha”.

Insieme a 'Imad Qadous, 19 anni, anche Ayman Ameen al-Noubani, 24 anni, fotografo e reporter di “Wafa” (Palestine News Agency) è rimasto ferito dal lancio di gas lacrimogeni;

– 31 maggio: in segno di protesta contro l'assalto dei commando israeliani dello scorso lunedì, attivisti palestinesi ed internazionali si sono riuniti presso  il checkpoint di Qalandiya (Gerusalemme nord).

La giornalista americana Emily Henochowicz, 25 anni, ha perso un occhio a causa del lancio di un proiettile contenente gas lacrimogeno.

Appello del PCHR alla comunità internazionale:

Fare pressioni su Israele perché si ponga fine all'illegale embargo sulla Striscia di Gaza.

Monitorare e assicurare che Israele non proibisca l'ingresso nei Territori Palestinesi Occupati alle organizzazioni internazionali per i diritti umani.

Il PCHR ribadisce che qualunque disputa politica che non faccia riferimento alla legislazione internazionale sui diritti umani e su quella umanitaria, non potrà condurre le parti ad una giusta soluzione della “questione palestinese”.

Al contrario, soluzioni avventate o che non considerino la legalità internazionale, produrranno soltanto un'ulteriore instabilità nella regione.

Pertanto si conclude che qualsiasi accordo o “processo di pace” venga condotto nel pieno rispetto della legge internazionale, di cui quella che regola i diritti umani e quella umanitaria sono parte.

Il testo integrale del rapporto è disponibile qua:

http://www.pchrgaza.org/portal/en/index.php?option=com_…d=183

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