Rapporto settimanale del Pchr sulle violazioni israeliane

Palestinian Center for Human Rights

Rapporto settimanale: 13-19 gennaio 2011 

Nel suo rapporto settimanale sulle violazioni dei diritti umani nei Territori Palestinesi nella settimana dal 13 al 19 gennaio 2011, il Centro palestinese per i diritti umani (Pchr) riporta che le forze israeliane hanno ucciso un civile palestinese e ferito altri quattro nella Striscia di Gaza. Altri quattro civili, tra cui un minorenne e due osservatori umanitari internazionali sono stati feriti dalle forze israeliane in Cisgiordania.

Nelle aree di confine della Striscia, le truppe israeliane continuano a prendere di mira gli operai, i contadini e i pescatori palestinesi: nella settimana documentata nel rapporto, quattro pescatori palestinesi (tra cui minori di 18 anni) sono stati catturati dai militari.

Attacchi nella Striscia di Gaza. Domenica 16 gennaio, intorno alle 7 del mattino, i soldati israeliani appostati sulle torri di guardia a nord della città di Bayt Lahiya, al confine settentrionale della Striscia di Gaza, hanno sparato contro diversi operai palestinesi intenti a raccogliere resti di materiali edilizi nel sito dove sorgeva la colonia israeliana di Elli Sinai. Un operaio, Adham Ramadan Subeh, 22 anni, è stato ferito alla gamba sinistra da un proiettile, a circa 150 Mt dal confine.

Il 18 gennaio, intorno alle 2 del pomeriggio, le forze israeliane, che dalle 8 del mattino erano impegnati ad invadere la parte est di di Jabaliya (Striscia di Gaza nord), hanno sparato sette missili contro altri raccoglitori di scarti edili a sud-est della città di Bayt Hanoun, a quasi 600 Mt dal confine tra la Striscia di Gaza e Israele. Amjad Sami Ahmad az-Za'anin, 18 anni, è stato ucciso all'istante; altri due operai hanno riportato ferite.

Il 19 gennaio, alla stessa ora, i soldati delle torri di guardia hanno sparato agli operai che lavoravano a est del “Cimitero dei martiri”, nel nord del territorio palestinese assediato. L'attacco ha causato il ferimento alla gamba sinistra di Ahmad Nemer al-'Er, 22 anni di Jabaliyya, a 300 Mt dal confine.

Intanto, Israele continua a tenere chiusi tutti i passaggi di frontiera della Striscia di Gaza da più di tre anni. Lillegale assedio, costantemente inasprito dal giugno 2007, sta producendo un impatto disastroso sulla situazione economica e umanitaria di Gaza.

Nell'ambito delle politiche di embargo, le forze israeliane vietano l'importazione di materie prime per l'edilizia, costringendo molti palestinesi a ricorrere alla raccolta e al riciclo di pezzi di metallo e di calcinaccio rinvenuti fra le rovine. Come se non bastasse, le forze israeliane bloccano anche tutte le esportazioni dalla Striscia.

Come alle merci, così ai civili palestinesi viene impedito di attraversare il passaggio di Bayt Hanoun/Erez per essere curati, motivi d'affari o per fare visite a parenti e amici in Cisgiordania o all'interno di Israele.

Attacchi in Cisgiordania. Le forze israeliane hanno condotto 54 incursioni ai danni delle comunità palestinesi in Cisgiordania, durante le quali hanno catturato 21 civili e 6 d'età inferiore ai 18 anni. Inoltre, due civili palestinesi sono stati sequestrati nel periodo di riferimento del rapporto dai militari di stanza ai checkpoint.

Per fornire solo un esempio delle tante incursioni effettuate dalle forze israeliane, il 14 gennaio, alle 3:30 circa del mattino, queste sono penetrate nel villaggio di Zabouba, a nord-ovest di Jenin, pattugliando le strade e catturando 'Omar Mahmud Abu Zaytun, di 16 anni. Le truppe hanno inoltre invaso un centro Internet e fotografato tutti coloro che si trovavano al suo interno, prima di ritirarsi dalla zona.

Il 13 gennaio, un civile palestinese in età avanzata è stato ferito nel villaggio di Qasra, a sud di Nablus, quando le forze israeliane sono intervenute per proteggere i coloni israeliani intenti ad aggredire un agricoltore palestinese.

A Gerusalemme, Israele continua ad adottare misure volte a creare una maggioranza demografica ebraica. I soldati israeliani hanno piazzato checkpoint sia all'interno della città sia nelle periferie, limitando severamente l'accesso dei palestinesi. Ai civili palestinesi viene inoltre proibito con frequenza di pregare nella moschea di al-Aqsa.

Attualmente, in tutta la Cisgiordania, ci sono circa 585 tra blocchi stradali permanenti e checkpoint attivi o abbandonati.

Una volta terminato, l'illegale Muro d'Apartheid si estenderà per 724 Km intorno alla Cisgiordania, isolando ulteriormente l'intera popolazione. Una porzione lunga 350 km è già stata ultimata, e il 99% p stata eretta all'interno della Cisgiordania, sottraendo altre terre ai palestinesi.

Almeno il 65% delle strade principali che portano a 18  comunità palestinesi è stato chiuso, o vive sotto totale controllo delle forze israeliane.

Attività coloniali. Le forze israeliane proseguono nelle attività coloniali in Cisgiordania, e i coloni israeliani continuano ad attaccare i civili e le proprietà palestinesi.

Questa settimana, il governo israeliano ha approvato la costruzione di 32 nuove unità residenziali nella colonia di Pisgat Ze'ev.

Il 13 gennaio, alcuni coloni hanno ristabilito la loro presenza in un avamposto coloniale evacuato il giorno prima dalle forze israeliane; nella stessa operazione hanno attaccato il cittadino Fathi Fayez Hasan, mentre stava coltivano la sua terra nell'area di Baslata, a sud di Qasra. Poco dopo, alcuni civili palestinesi hanno richiamato gli abitanti del villaggio per fermare i coloni, che stavano per attaccare il piccolo centro.

Decine di civili si sono così radunati, dirigendosi verso l'area interessata. Immediatamente, le forze israeliane sono giunte nell'area per proteggere i coloni, sparando proiettili di metallo ricoperti di gomma e gas lacrimogeni e picchiando diversi palestinesi. Di conseguenza, un uomo in età avanzata è stato gravemente ferito alla coscia destra da un lacrimogeno. Insieme a lui, altri due civili sono stati feriti.

Il 17 gennaio, le truppe sono entrate nel villaggio di Nazlat 'Isa, a nord di Tulkarem, consegnando sette avvisi di demolizione o d'interruzione dei lavori nei riguardi di alcune case, un negozio di falegnameria e una caserma.

Il 19 gennaio, le forze israeliane hanno consegnato cinque avvisi ad alcuni civili dell'area di Susiya, a est del villaggio di Yatta (provincia di al-Khalil/Hebron), ordinando lo smantellamento delle tende in cui vivevano.

Muro d'Apartheid. Subito dopo le preghiere di venerdì 14 gennaio, decine di civili palestinesi e di attivisti umanitari israeliani e internazionali hanno organizzato dimostrazioni pacifiche contro la costruzione del Muro e le attività coloniali in Cisgiordania. Nel villaggio di Bil'in (a ovest di Ramallah), i soldati israeliani appostati nell'area hanno sparato proiettili di metallo ricoperti di gomma, bombe suono e gas lacrimogeni contro i manifestanti, provocando diversi feriti: 'Oday Falah Abu Rahma, palestinese di 13 anni, è stato colpito da un lacrimogeno alla gamba sinistra; Margret, attivista olandese di 21 anni, al piede destro; Noam, attivista israeliano di 36 anni, alla mano destra. Altri due civili palestinesi hanno riportato ferite simili, e decine di persone hanno sofferto per il gas lacrimogeno respirato e i pestaggi dei soldati.

A Ni'lin, sempre a ovest di Ramallah, le truppe d'ispezione lungo il Muro hanno utilizzato gli stessi mezzi anti-sommossa, ferendo alla testa Ya'qub Muhammad 'Amira, di 20 anni. Altri attivisti hanno sofferto per il gas inalato.

A Nabi Saleh, a nord-ovest di Ramallah, i dimostranti hanno voluto ricordare il defunto presidente Yasser 'Arafat e hanno protestato contro le confische di terra nell'area di Wad ar-Raya, tra Nabi Saleh e Deir Nizam. Quando i manifestanti hanno tentato di raggiungere i terreni sottratti dai coloni dell'insediamento israeliano di Halmish, le truppe hanno iniziato ad usare i mezzi anti-sommossa, intossicando i dimostranti con i lacrimogeni.

A Bayt 'Ummar (Hebron), alle 12.30 circa del 15 gennaio, un'altra manifestazione ha visto i partecipanti muoversi in direzione delle terre confiscate dalla colonia di Karmi Tsur, in direzione sud. La violenta risposta dei militari israeliani ha causato il ferimento di Hassan Yusef 'Alqam, colpito dalle schegge di una bomba suono.

Le raccomandazioni del Pchr rivolte alla comunità internazionale. Il livello delle violazioni israeliane dei diritti umani registrate nella settimana di riferimento (in termini di casistica e gravità), il Pchr ha rivolto diverse raccomandazioni alla comunità internazionale:

– Applicare l'articolo 2 dell'Accordo di associazione euro-israeliana, il quale prescrive che Israele deve rispettare i diritti umani come precondizione per la cooperazione economica con gli Stati dell'Unione Europea (Ue);

– Ai Paesi dell'Ue, il Pchr chiede di rifiutarsi di importare i beni prodotti nelle illegali colonie israeliane costruite nella Cisgiordania occupata.

Il report settimanale di Pchr in versione integrale

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