Rapporto settimanale del Pchr sulle violazioni israeliane

Palestinian Centre for Human Rights (Pchr) 

Violazioni israeliane alla legislazione internazionale umanitaria nei Territori palestinesi occupati. Periodo di riferimenti del rapporto 10-16 marzo 2011. 

Continuano gli attacchi delle forze d'occupazione israeliane contro civili e proprietà palestinesi nei Territori palestinesi occupati 

Due cittadini palestinesi sono stati uccisi dalle forze d'occupazione israeliane nella Striscia di Gaza. Nello stesso attacco sono stati feriti due operai e tre edifici sono stati distrutti. 

Escalation negli attacchi di civili e proprietà palestinesi da parte dei coloni israeliani in Cisgiordania:

– Il Pchr ha riportato 40 attacchi dei coloni israeliani in Cisgiordania;

– coloni israeliani hanno incendiato 4 automobili e un trattore. Altre sette autovetture sono state danneggiate;

– negli scontri con i coloni israeliani, diversi cittadini palestinesi sono rimasti intossicati dai gas lacrimogeni lanciati loro dalle forze d'occupazione israeliane;

– le forze d'occupazione hanno sradicato 400 alberi d'ulivo nel villaggio ad est di Nablus di Beit Dajan. 

Operai, agricoltori e pescatori continuano ad essere bersaglio dei militai israeliani nella Striscia di Gaza:

– un pescatore è stato ferito a Gaza. 

Le forze d'occupazione israeliane hanno represso ancora le manifestazioni non violente in Cisgiordania:

– diversi manifestanti sono rimasti intossicati dai gas lacrimogeni;

– due attivisti per i diritti umani sono stati arrestati dalle forze d'occupazione israeliane. 

47 incursioni dei soldati israeliani sono state condotte ai danni di comunità palestinesi in Cisgiordania:

– 66 civili – tra cui 6 bambini – sono stati arrestati dai soldati d'occupazione;

– 52 palestinesi sono arrestati dal villaggio di Awarta (sud est di Nablus). 

Continua l'assedio assoluto di Israele sulla Striscia di Gaza che resta separata dal resto del mondo e dei Territori palestinesi occupati:

– checkpoint militari sono stati eretti lungo tutta la Cisgiordania occupata. Qui è stato fermato e arrestato un civile palestinese. 

Violazioni israeliane alla legislazione internazionale umanitaria nei Territori palestinesi occupati. Periodo di riferimenti del rapporto 10-16 marzo 2011.

Riepilogo

Ricorso ad arma da fuoco. Due palestinesi sono stati uccisi, altre 3 feriti nella Striscia di Gaza dalle forze d'occupazione israeliane:

– in un attacco aereo, il 16 marzo, 3 missili vengono sganciati contro una postazione delle Forze della sicurezza nazionale (Gaza City sud). Una guardia del sito e un membro delle brigate al-Qassam (braccio militare di Hamas) sono stati uccisi. Nello stesso episodio, due impiegati del ministero per Lavori pubblici che si trovavano a circa 20 mt dal sito bombardato dall'Aviazione israeliana sono stati feriti. Tre edifici sono stati distrutti. 

– A nord di Gaza, lo stesso giorno, un pescatore è stato ferito dalle forze d'occupazione israeliane. 

Nelle manifestazioni non violente contro Muro d'Apartheid e illegali colonie israeliane, una decina di attivisti sono rimasti intossicati dai gas lacrimogeni usati dai soldati israeliani per disperdere la folla. Tra gli attivisti, due attivisti per i diritti umani sono stati arrestati. 

Incursioni. Nella settimana di riferimento i soldati israeliani conducono 47 incursioni in Cisgiordania. In queste operazioni, 66 palestinesi sono stati arrestati, tra di essi anche 6 bambini. 

– Nella vasta operazione che ha investito Awarta (Nablus) sono stati arrestati 52, tutti civili;

– Nella Striscia di Gaza, sono state condotte incursioni presso il campo profughi di al-Burej dove terra palestinese è stata spianata e devastata. 

Restrizioni alla libertà di movimento. Le misure di controllo e i divieti hanno interessato entrambe le aree territoriali palestinesi (Cisgiordania e Striscia di Gaza).

Striscia di Gaza. Continua il blocco imposto da Israele. Da giugno 2007 l'assedio è totale e l'impatto umanitario ed economico disastroso:

– L'illegale chiusura ha portato una crisi umanitaria a Gaza, ma anche un peggioramento dello stato dei diritti umani e della dignità umana della popolazione assediata. Restano vaghe le misure sull'allentamento del blocco sostenute da Israele. Si tratta di propaganda che devia le reali cause della crisi le quali invece, devono essere affrontate direttamente con l'apertura immediata degli ingressi di Gaza, la rottura dell'assedio, il ripristino della libertà del movimento della popolazione e la ripresa delle esportazioni della produzione locale. 

Il Pchr sostiene che si tratta un tentativo israeliano di ridisegnare l'assedio fino alla sua istituzionalizzazione. “Non si può più permettere che i palestinesi vivano nell'insufficienza alimentare o restino economicamente dipendenti e incapaci di autonomia socio-culturale, economia, accademica e isolati da resto del mondo”:

– l'estensione della lista di beni proibiti a Gaza è di per sé una violazione alla legge internazionale di cui Israele, in qualità di membro contraente convenzioni come quella sui Diritti civili e politici, ha l'obbligo di osservare, oltre ai doveri derivanti dal proprio status di “potenza occupante”; 

– le dichiarazioni israeliane sono mendaci e servono ad eludere le la comunità internazionale. Queste quantità di beni non potranno soddisfare i bisogni della popolazione di Gaza;  

– vige ancora il totale divieto all'ingresso a Gaza di materiali da costruzione ed è totale quello sulle esportazioni;    

– il valico di Beit Hanoun (Eretz) resta chiuso per decisione israeliana. I civili che devono spostarsi per ragioni personali o i malati che devono sottoporsi a trattamenti medici sono ostaggi e vittime di questa decisione;  

– altre restrizioni sono state rivolte da Israele a diplomatici internazionali, giornalisti e operatori umanitari. Inoltre, diverse organizzazioni umanitarie che non hanno potuto avvedere a Gaza; 

– deterioramento dello standard di vita dei palestinesi: livelli di povertà e disoccupazione sono in grave aumento.    

Cisgiordania. Anche qui vigono restrizioni e divieti di movimento nei confronti dei palestinesi della Cisgiordania e a Gerusalemme est. La Città santa resta proibita a migliaia di palestinesi di entrambe le aree territoriali (Cisgiordania e Striscia di Gaza):  

– i posti di blocco intorno a Gerusalemme e varie misure di restrizione accesso sono frequenti insieme ai divieti imposti ai fedeli di raggiungere la moschea di al-Aqsa;  

– attualmente, si contano circa 585 checkpoint in Cisgiordania tra quegli permanenti e quegli temporanei.

Muro d'Apartheid. Una volta completato con i suoi 724 Km isolerà l'intera popolazione della Cisgiordania. 350 km sono stati già completati. Circa il 99% del Muro è stato costruito in pieno territorio palestinese, confiscando terra.

Viabilità. Almeno il 65% delle principali strade che collegano 18 comunità palestinesi in Cisgiordania sono state chiuse o sono sotto il pieno e permanente controllo dell'esercito israeliano: 

– 500 km è la lunghezza cumulativa delle strade ad accesso ridotto (1/3 della Cisgiordania), compresa Gerusalemme est occupata. Queste restano vietate ai palestinesi e i permessi per percorrerle sono estremamente difficili da ottenere, a decidere è sempre l'esercito israeliano; 

– i manifestanti che si ritrovano per protestare contro colonie e Muro d'Apartheid vengono puntualmente aggrediti, feriti e arrestati dai soldati dell'occupazione; 

– a Gerusalemme, queste politiche di violenza riguardano i civili palestinesi, costantemente fermati per strada, sottoposti a perquisizioni e umiliazioni di ogni tipo. 

Il rapporto in versione integrale

 

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