Rassegna stampa del 2 e 3 aprile.

Rassegna stamp del 2 e 3 aprile.

A cura di Chiara Purgato.

http://www.loccidentale.it/

M.O. Raid a gaza, nuovo braccio di ferro tra Hamas e Israele

Dopo mesi di calma relativa, Hamas ed Israele tornano a saggiarsi a vicenda. Nelle dichiarazioni dei rispettivi dirigenti ciascun lato assicura di essere interessato a mantenere la calma ed imputa all'avversario la responsabilità di una serie di violenze che di settimana in settimana è sempre più fitta.

Che la situazione stia degenerando ormai la avvertono in molti. Fra questi il ministro degli esteri russi Sergei Lavrov, che ieri ha discusso della situazione di Gaza con il leader politico di Hamas Khaled Meshal, e il ministero degli esteri britannico che ha affermato di seguire gli sviluppi con preoccupazione. Difficile ormai dipanare la fitta sequela di attacchi e di ritorsioni.

In ordine cronologico, al lancio di un razzo sparato ieri da Gaza verso il Neghev sono seguiti diversi raid israeliani con cui – afferma un portavoce militare a Tel Aviv – sono stati colpiti quattro obiettivi nella Striscia di Gaza: due fabbriche di armi e due depositi militari. Da parte sua la agenzia di stampa palestinese Maan sintetizza così gli edifici colpiti nella Striscia: a Khan Yunes, un edificio che ospita la stazione televisiva al-Aqsa di Hamas; a Gaza, nel rione Sabra, la fabbrica di latticini Daloul; nel campo profughi Nusseirat, una stazione di polizia; a Gaza City, una compagna di telecomunicazioni. Fonti mediche hanno precisato che schegge delle bombe israeliane hanno ferito tre bambini: Malak al-Arabid (un anno); il fratello Saad (4) e Abdul Rahm Sarsur (11).

Oggi ad Ashqelon (un porto israeliano a Nord di Gaza) le sirene hanno risuonato a lungo. La radio militare ha riferito che un razzo palestinese era caduto nelle sue vicinanze, ma in seguito ha corretto la informazione precisando che si era trattato di un falso allarme. Per la popolazione del Neghev, che ormai quotidianamente avverte il suono delle sirene, il logorio psicologico è crescente. Oggi il capo dell'esecutivo di Hamas, Ismai Haniyeh, ha riferito che Hamas ha intrapreso contatti con le altre fazioni armate palestinesi per concordare una unica linea di comportamento di fronte all'inasprirsi della situazione. Secondo la agenzia di stampa Maan, Hamas da un lato vorrebbe tenere alta la bandiera della “lotta ad oltranza” contro Israele, ma al tempo stesso vorrebbe anche evitare di andare ad un confronto generale con Israele.

In Israele si avanza una distinzione diversa: Hamas, viene spiegato, si oppone solo al lancio di razzi dalla Striscia verso il Neghev, mentre ritiene legittimi i continui attacchi alle pattuglie di confine e i tentativi di infiltrazione armata in Israele. A destabilizzare la situazione si aggiungono le attività di gruppuscoli palestinesi che si ispirano ad al-Qaida e che seguono una logica propria. Nelle ultime settimane hanno più volte attaccato obiettivi israeliani anche con tecniche “importate” da altri scenari di conflitto. In un comunicato delle forze armate israeliane si legge che comunque Israele non fa distinzioni di affiliazione politica: visto che Hamas è di fatto il padrone della situazione a Gaza, è sua responsabilità – conclude il comunicato – impedire qualsiasi tipo di attacco.


 

 

http://pl-it.prensa-latina.cu/index.php

Palestinesi chiedono fermezza all'Europa di fronte ad atrocità dell'Israele

 

Madrid, 2 apr (Prensa Latina) Il delegato della Palestina in Spagna, Musa Amer Odeh, ha reclamato oggi a Madrid all'Unione Europea (UE) un ruolo più attivo di fronte a quello che ha qualificato di apartheid dell'Israele contro il suo popolo. Il massimo rappresentante dell'Autorità Nazionale Palestina (ANP) a Madrid ha sollecitato ai 27 paesi membri dell'UE a passare delle parole ai fatti ed assumere una posizione più firmi per mettere limite al fanatismo del regime sionista.  

  In intervista all'agenzia statale di notizie EFE, Odeh ha considerato una vergogna che la comunità internazionale non denunci le violazioni dei diritti umani perpetrati per il governo di Tel Aviv nei territori palestinesi occupati.  

  Ha avvertito del danno che supporrebbe che il blocco comunitario sia disposto a sottoscrivere con l’esecutivo di Benjamín Netanyahu un miglioramento della cornice di relazione bilaterale, senza prima constatare avanzamenti nel processo di pace e nel riconoscimento dello Stato palestinese.  

  “L'UE non può fare credere ad Israele che sta al di sopra della legge. Dargli un trattamento privilegiato sarebbe legittimare la politica del suo attuale governo, quando a quello che contribuisce è ad alimentare l'estremismo”, ha denunciato il dirigente dell'ANP.  

  Ha accusato a Netanyahu di intestare il regime più fanatico in tutta la storia dello Stato ebreo e di mettere in pericolo la stabilità in Medio Oriente.  

  L'Israele non è una democrazia, è un'apartheid, ha rimarcato Odeh, in allusione al sistema di discriminazione razziale imperante in Sudafrica tra 1948 e 1994.  

  Come esempi di quella segregazione ha menzionato il muro di separazione costruito per Tel Aviv, i posti di controllo del suo esercito e che si impedisca ai palestinesi di andare a pregare a Gerusalemme in Settimana Santa.  

  Al suo giudizio, negare che l'anche conosciuta come Città Santa è parte e capitale del territorio palestinese e posto sacro per cristiani, ebrei e musulmani, è “come non riconoscere al Vaticano come Stato proprio o a La Meca come posto situato in territorio saudita”.  

  Ha insistito in che i leader europei devono esigere alle autorità sioniste la sospensione dell'usurpazione illegale di Gerusalemme Ovest e della costruzione di nuovi insediamenti ebrei.  

  Si è pronunciato perché il piano spinto per i ministri di Esterni della Spagna, Miguel Angel Moratinos, e della Francia, Bernard Kouchner, di fare vitale uno Stato palestinese prima di due anni si porti ancora a termine senza contare sul beneplacito di Netanyahu.  

  Non è giusto che i nostri diritti e la nostra indipendenza stiano in mani della potenza ocupatrice che fa impossibile la soluzione dei due Stati, dichiarò.  

  Siamo preparati per essere una nazione moderna e democratica che sarebbe riconosciuta per più di 100 paesi, ha concluso.  

  

http://www.adnkronos.com/IGN/News

M.O.: Via Crucis a Gerusalemme, massime misure sicurezza di polizia israeliana

Gerusalemme, 2 apr. (Adnkronos) – Massime misure di sicurezza da parte della polizia israeliana oggi a Gerusalemme dove migliaia di pellegrini parteciperanno alla Via Crucis che si concludera' alla chiesa del Santo Sepolcro. Secondo un portavoce della polizia israeliana, Mickey Rosenfeld, ha detto che sono stati schierati 2500 agenti, soprattutto nella citta' vecchia e a Gerusalemme est, con l'obiettivo di “mantenere l'ordine”.

 

http://www.ansa.it/

Israele, aperture a stato palestinese

'Processo giusto, ma solo se negoziato e concordato'

03 aprile, 14:50

(ANSA) – GERUSALEMME, 3 APR – La costituzione di uno stato palestinese in Cisgiordania 'e' un processo giusto' ma solo se negoziato con Israele. Lo ha detto il presidente della commissione esteri e difesa della Knesset, Tzhahi Hanegbi.In un'intervista alla radio pubblica israeliana, Haneghi ha cosi' risposto alle dichiarazioni del premier palestinese Salam Fayyad che al quotidiano Haaretz di ieri aveva detto che l'unilaterale proclamazione di uno stato palestinese potrebbe avvenire gia' nel 2011.

Cisgiordania, italiano sordo arrestato e rilasciato

Bloccato da israeliani in raduno anti-muro

03 aprile, 22:14

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BETLEMME (CISGIORDANIA) – Un ragazzo italiano, la cui identità non è stata resa nota, è stato arrestato ieri dalle forze israeliane nel villaggio di Al Maasara (nord di Betlemme) e rilasciato dopo alcune ore a margine di uno dei consueti raduni di protesta del venerdì contro la barriera fra Israele e Cisgiordania. Lo si apprende oggi da fonti palestinesi secondo le quali il giovane, non udente, non s'era accorto degli avvertimenti dei militari. 

Il fermo è avvenuto mentre il ragazzo si stava avvicinando a una pattuglia per leggere l'ordine di sgombero che i soldati stavano mostrando, ha raccontato all'ANSA Mahmoud Zahrwe, sindaco di Al Maasara e tra i leader del comitato popolare per la lotta al muro e agli insediamenti in Cisgiordania. Secondo Zahrwe, i militari avrebbero scambiato il suo movimento per un atto potenzialmente ostile. In un video girato dagli stessi dimostranti (http://www.youtube.com/watch?v=mdFkeSI0yAE) si vedono alcuni soldati che trascinano di peso il giovane sul ciglio della strada, mentre alcuni fra i presenti urlano in italiano e inglese: “E' sordo, non ci sente”. Il rilascio sarebbe poi avvenuto solo a tarda sera. I raduni di ieri – coincisi con la protesta contro le limitazioni imposte dalla sicurezza israeliana all'accesso dei palestinesi a Gerusalemme per i riti pasquali di questa settimana e animati anche da attivisti occidentali – hanno avuto diversi momenti di tensione. Nella zona di Betlemme, in particolare, si sono registrati scontri fra alcuni dimostranti, che hanno lanciato pietre, e militari, che hanno sparato lacrimogeni e proiettili di gomma.

 

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