Rassegna stampa del 26 aprile.

Rassegna stampa del 26 aprile.

A cura di Chiara Purgato.

http://italian.cri.cn/index.htm

Possibile attivazione dei colloqui indiretti tra Palestina e Israele

Il 25 aprile, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che nei prossimi giorni sarà deciso se verranno attivati o meno i colloqui indiretti tra Palestina e Israele.

Durante l'ordinaria conferenza stampa settimanale dello stesso giorno, Netanyahu ha affermato che il colloquio con l'inviato statunitense per il Medio Oriente, George Mitchell, è risultato molto positivo, e che entrambi auspicano la riattivazione immediata dei colloqui indiretti.

 

 

http://www.lastampa.it/

Israele, dietrofront sugli insediamenti

 

 

 

«Sospese le case a Gerusalemme Est»

GERUSALEMME
Israele ha congelato i piani per le nuove costruzioni previste a Gerusalemme Est. Lo hanno detto due funzionari israeliani, nonostante il premier israeliano Benjamin Netanyahu abbia dichiarato il contrario. I due hanno precisato che la decisione è stata presa dopo la furiosa reazione di Washington all’annuncio dello scorso 9 marzo del progetto per la realizzazione di 1600 nuove case, dato mentre il vice presidente Usa Joe Biden si trovava in visita in Israele per tentare di rilanciare il processo di pace.
 

I palestinesi rivendicano Gerusalemme Est come capitale del loro futuro Stato, e non intendono tornare al tavolo del negoziato fino a quando Israele non fermerà le costruzioni nei quartieri ebraici del settore orientale della Città santa. Uno dei due funzionari ha detto di aver saputo da fonti del municipio di Gerusalemme che l’ufficio di Netanyahu ha dato verbalmente l’ordine di congelare le costruzioni. Intanto si è conclusa ieri l’ultima missione in Israele dell’inviato Usa George Mitchell, che tornerà la prossima settimana nella regione per un nuovo round di colloqui con il presidente palestinese Abu Mazen. 

Secondo quanto riporta il sito web del quotidiano Haaretz, Netanyahu ha detto a Mitchell di essere pronto a discutere delle questioni chiave del conflitto israelo-palestinese (status di Gerusalemme, confini e sicurezza) nei prossimi colloqui indiretti con i palestinesi. In particolare, Netanyahu ha detto ieri all’emissario Usa che sarà aperto a un «franco scambio di vedute» sui principali dossier. Fonti nell’amministrazione Obama si sono detti a loro volta soddisfatti per i risultati ottenuti dall’iniviato durante la sua ultima missione. «Siamo molto incoraggiati dopo questa visita per i probabili progressi nel processo di pace», hanno detto le fonti.

 

 

http://www.ansa.it/

Israele: in manette signora Shuli Zaken

Ex capo gabinetto Olmert, coinvolta in scandalo edilizio

26 aprile, 17:34(ANSA) – GERUSALEMME, 26 APR – La polizia ha arrestato in Israele l'ex capo di gabinetto dell'ex premier Olmert, signora Shuli Zaken, al suo arrivo dagli Usa. La signora Zaken sara' interrogata in relazione a un grande scandalo edilizio che ha finora portato all'arresto di diverse persone e che vede tra i maggiori indiziati anche Olmert, sospettato di essersi fatto corrompere, quando era sindaco di Gerusalemme negli anni '90.

Nello scandalo risulterebbero coinvolti per corruzione anche attuali ministri.

 

http://www.osservatorioiraq.it/index.php

 

La conferenza di Bilin si chiude con il ferimento di un attivista

 
Si è chiusa con il ferimento grave di un attivista israeliano la
Quinta conferenza internazionale di Bilin sulla resistenza popolare.

Emad Rezqa, arabo originario di Giaffa, è stato colpito in pieno volto da un candelotto lacrimogeno sparato da militari israeliani, ed è stato trasferito d'urgenza prima a Ramallah e poi all'ospedale Haadassa di Gerusalemme, dove tuttora si trova.

L’episodio è avvenuto durante la tradizionale manifestazione del venerdì contro il Muro israeliano, che chiudeva anche la tre giorni di convegno.

Centinaia di palestinesi e attivisti israeliani e internazionali – tra cui il segretario della Palestinian National Initiative Mustapha Barghouthi e la parlamentare Ue Luisa Morgantini – stavano prendendo parte al corteo pacifico di protesta contro la “barriera di sicurezza” israeliana, che taglia in due il villaggio sottraendo ettari di terra ai palestinesi. 

Secondo alcuni giornalisti presenti sul posto, la manifestazione è degenerata quando i manifestanti, partiti dalla moschea del villaggio, sono arrivati nei pressi del Muro: i militari israeliani, distanti solo trenta metri dal corteo, hanno iniziato a sparare lacrimogeni e proiettili di gomma ad altezza uomo.

Oltre a Rezqa, sarebbero rimasti feriti in maniera più lieve altri cinque dimostranti, tra cui un palestinese di 70 anni. Decine di persone sono invece rimaste intossicate per l’inalazione dei gas.

Esattamente un anno fa, un altro attivista anti-Muro, Basem Abu Rahme, venne ferito mortalmente da un candelotto lacrimogeno sparato dai militari israeliani.

 

 

 

 

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