Rassegna stampa del 31 marzo.

Rassegna stampa del 31 marzo.

A cura di Chiara Purgato.

http://www.rinascita.eu/index.php

L’esercito israeliano uccide un quindicenne a Gaza

 

 

L'articolo qui riprodotto è in forma ridotta sará disponibile dal giorno 31 Marzo 2010 12:00:00
Sale la tensione in Palestina. Un ragazzo di 15 anni è stato ucciso ieri durante le manifestazioni organizzate a Gaza per il “Giorno della terra”, la commemorazione nella quale da ormai 34 anni la popolazione della Striscia ricorda le sei persone massacrate dalle forze armate israeliane nel 1976 mentre protestavano ad al Jalil contro il furto delle loro terre. Il giovane è stato ucciso da alcuni colpi d’arma da fuoco esplosi dai militari di Tel Aviv mentre, alla testa di un corteo pacifico, si avvicinava alla barriera che separa il territorio dell’enclave palestinese da quello dell’entità sionista nei pressi del valico di Rafah. 

 

 

http://www.loccidentale.it/

MO. Stampa: Usa chiedono rinvio di Gerusalemme est per 4 mesi

31 Marzo 2010

Il congelamento dei progetti edili ebraici a Gerusalemme est per un periodo di almeno 4 mesi è stato richiesto la settimana scorsa dal presidente statunitense Barack Obama nel corso di un incontro con il premier israeliano Benyamin Netanyahu.

Lo riferisce il quotidiano Haaretz secondo cui questa richiesta è inclusa in una lista più lunga di provvedimenti che secondo gli Stati Uniti Israele dovrebbe adottare per rilanciare negoziati con i palestinesi.

Il giornale aggiunge che fra i sei ministri più vicini a Netanyahu la linea prevalente per il momento è impostata a rigidità. Dopo due lunghe consultazioni con loro, Netanyahu ne prevede una terza dopo le vacanze della Pasqua ebraica, ossia ai primi di aprile.

 

 

http://www.agenziami.it/index.php

Medio Oriente, la Pasqua blindata di Gerusalemme e la poca agibilità concessa ai cristiani

Chiusi tutti i check point in entrata e in uscita con la West Bank

Calma apparente nella città vecchia di Gerusalemme in occasione della pasqua ebraica. La polizia presidia tutte le entrate e attua le solite misure restrittive contro i palestinesi. Chiusi anche tutti i check point in entrata e uscita con la Cisgiordania. Così viene impedito ai cristiani di Betlemme di raggiungere i luoghi sacri e, allo stesso tempo, non viene concesso ai turisti di recarsi nei Territori. Un ennesimo colpo alla già martoriata economia palestinese e uno sgarbo alla comunità cristiana. Per l'Ami la corrispondenza audio del fotoreporter Eduardo Castaldo.

Prima l'annuncio di nuovo colonie, poi l'apertura di una sinagoga di recente costruzione nella città vecchia di Gerusalemme. I palestinesi della città più contesa non trovano pace nei giorni della pasqua ebraica prima e di quella cristiana poi. «Si respira un'aria di calma apparente», riferisce il fotoreporter Eduardo Castaldo. Una calma naturalmente imposta e vigilata dalla polizia israeliana. Uniforme blu e camice azzurrine in questo centro storico sono preferiti alle divise verde olive di Tshal. Imposte le misure restrizione di agibilità per i palestinesi ogni qual volta deve essere garantita la calma apparente: nella Spianata delle Moschee l'ingresso viene limitato ai fedeli islamici di età superiore ai 50 anni. I valichi fra Israele e Cisgiordania sono e rimarrano chiusi per l'intera settimana. L'altro ieri lo sceicco Ikrama Sabri, una delle massime autorità religiose palestinesi, ha esortato i fedeli al presidio della moschea al-Aqsa, al fine di scongiurare qualunque «provocazione» da parte ebraica. A preoccupare la comunità islamica le reclame affisse da una organizzazione religiosa ebraica sugli autobus di Gerusalemme che esortano l'immediata costruzione di un tempio ebraico sulla Spianata. 

«L'interesse del governo israeliano e che tutto proceda meglio per il turismo», racconta Eduardo Castaldo. «Durante la pasqua ebraica si abbandona ogni attività ostile, sembra crearsi una parentesi di tregua nonostante l'uccisione di due soldati israeliani al confine di Gaza. Tutto fa pensare che le ostilità israeliane riprendano da lunedì o da martedì». Una calma apparente si respira nella città vecchia. Ma la guerra a bassa intensità condotta ogni giorno dalla potenza occupante prevede anche la gestione dei flussi in entrata e uscita con la West Bank. Chiusi tutti gli accessi che da Gerusalemme portano a Betlemme o Ramallah. «Un problema per i cristiani palestinesi in Cisgiordania. Da Betlemme sono impossibilitati a raggiungere i luoghi sacri per la pasqua. Ma anche ai turisti è impedito di raggiungere Betlemme. Centinaia di tassisti sono fermi ai check point, un colpo all'economia palestinese ma anche alla chiesa».

 

 

 

 

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M. O.: A ROMA INCONTRO TRIBUNALE RUSSEL PER LA PALESTINA

(AGI) – Roma, 30 mar. -Appuntamento oggi a Roma con l'associazione 'Action for Peace' per discutere i risultati della prima sessione del Tribunale Russel per la Palestina, che si e' svolta a Barcellona nei giorni scorsi. Il Tribunale, organo della Fondazione internazionale Lelio Basso, e' un tribunale di opinione costituito da un gruppo esteso di personalita' indipendenti che accettano di essere giudici nelle diverse sessioni. L'incontro, che avra' luogo alla sede del Parlamento europeo in via quattro novembre 149 alle 17, offrira' anche l'occasione per discutere sul voto del Parlamento Europeo a favore del Rapporto Goldstone sulle operazioni militari israeliane dello scorso anno nella Striscia di Gaza. Interverranno Gianni Tognoni del Tribunale Permanente dei Popoli e Niccolo' Rinaldi, parlamentare europeo, coordina i lavori Luisa Morgantini. Aderiscono all'iniziativa ARCI, Associazione per la Pace, Berretti Bianchi, CGIL, Piattaforma Italiana Ong per il Medio Oriente, Donne in nero, FIOM, IPRI, Rete CCP, WILPF, Un ponte per, U.S. Citizens for Peace & Justice, Rete ebrei contro l'occupazione, Rete Radie' Resh.
 

 

http://www.terranews.it/

Palestina Kairos, l’appello

DOCUMENTO. Lo scritto sulla Palestina per la prima volta vede riunite tutte e tredici le chiese cristiane presenti in Israele.

Noi, i Patriarchi e i Capi delle Chiese di Gerusalemme, abbiamo ascoltato il grido di speranza che i nostri figli hanno lanciato in questi tempi difficili che stiamo vivendo in questa Terra Santa”. Comincia così lo storico documento sulla Palestina che, per la prima volta, vede riunite tutte e tredici le chiese cristiane presenti in Israele: da quella cattolica romana a quella ortodossa, dall’anglicana alla luterana.
 
L’appello dal significativo nome Kairos Palestina rievoca il documento Kairos Sudafrica sottoscritto nel 1985 in cui si denunciarono le ingiustizie dell’apartheid e che costituì, sia in chiave internazionale che interna, un valido strumento contro l’oppressione. Ricordiamo che la parola greca Kairos, tuttora adoperata nelle liturgie per definire il momento in cui Dio agisce, significa “tempo” ma inteso come “occasione giusta per fare qualcosa”. Kairos Palestina chiede “alla comunità internazionale di sostenere il popolo Palestinese, che ha affrontato oppressione, spostamenti forzati, sofferenza e l’apartheid chiara per oltre sei decenni.
 
La sofferenza continua, mentre la comunità internazionale guarda in silenzio lo Stato occupante, Israele. La nostra parola è un grido di speranza, con amore, la preghiera e la fede in Dio. Ci rivolgiamo prima di tutto a noi stessi e poi a tutte le Chiese ed i cristiani nel mondo, chiedendo loro di prendere posizione contro l’ingiustizia e l’apartheid, spingendoli a lavorare per una pace giusta nella nostra regione, chiedendo loro di rivedere teologie che giustificano i crimini perpetrati contro la nostra gente e l’espropriazione della terra”.
 
“Noi Cristiani Palestinesi dichiariamo che l’occupazione militare della nostra terra è un peccato contro Dio e contro l’umanità, e che ogni teologia che legittima l’occupazione è ben lungi dagli insegnamenti cristiani, perché la vera teologia cristiana è una teologia di amore e di solidarietà con gli oppressi, un appello per la giustizia e l’uguaglianza tra i popoli.”
 
“Come Cristiani Palestinesi ci auguriamo che questo documento possa rappresentare il punto di svolta per concentrare gli sforzi di tutti i popoli amanti della pace nel mondo”. Kairos si chiude con un forte appello ad impegnarsi contro “l’oppressione e l’occupazione. Noi crediamo che la liberazione dall’occupazione sia nell’interesse di tutti i popoli della regione, perché il problema non è solo politico, in questo caso vengono distrutti i diritti di esseri umani”. Kairos sarà presentato ufficialmente in Italia il 12 aprile, al teatro dell’istituto Montanari di Verona, da padre Raed Abushalia, del patriarcato di Gerusalemme.
 
Nel sito web 
www.kairospalestine.ps potete scaricare l’appello nelle principali lingue del mondo e leggere il lungo elenco dei firmatari. 

 

 

http://www.valori.it/italian/index.php

L’israeliana Elbit System in lista nera anche in Svezia – 30/03/2010

Quattro fondi pensioni governativi della Svezia, che vantano asset complessivi pari a 800 miliardi di corone (81,8 miliardi di euro), hanno deciso di seguire le orme del Norwegian Government Pension Fund…

Quattro fondi pensioni governativi della Svezia, che vantano asset complessivi pari a 800 miliardi di corone (81,8 miliardi di euro), hanno deciso di seguire le orme del Norwegian Government Pension Fund. Hanno infatti posto in lista nera l’israeliana Elbit Systems, che nel settembre scorso era stata esclusa dal ministro delle Finanze di Oslo per aver perpetrato nel tempo «un comportamento tale da costituire un inaccettabile contributo ad una serie di violazioni delle fondamentali norme etiche, in particolare per quanto concerne il coinvolgimento nella costruzione della barriera di separazione nei territori occupati, voluta dal governo di Gerusalemme». 

Il muro di West Bank, dunque, costituisce un motivo di messa al bando anche per gli svedesi, che seguono così anche le indicazioni della Corte di giustizia internazionale che nel 2004 aveva dichiarato illegittima la costruzione della barriera. Una sentenza che il governo israeliano aveva snobbato. 

Difficile, tuttavia, che la scelta di Stoccolma possa influenzare anche gli attuali più grandi azionisti della Elbit System, che secondo quanto riportato dal sito Responsible Investors sono attualmente Migdal Insurance, BlackRock Institutional Trust Co. e l’hedge fund Renaissance Technologies.

 

 

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