Rassegna stampa del 7 febbraio

Rassegna stampa del 7 febbraio.
A cura di Chiara Purgato (*)

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Mo: Shalit spostato in altro nascondiglio

Fonta Hamas, portato in luogo piu' sicuro striscia di Gaza

07 febbraio, 14:46

(ANSA)- IL CAIRO, 7 FEB – Ghilad Shalit, il soldato israeliano prigioniero dal 2006 e' stato spostato in un nuovo nascondiglio piu' sicuro nella striscia di Gaza. Lo scrive il settimanale cairota El Arabi citando un alto responsabile del movimento Hamas. 'La persona responsabile della guardia e della protezione di Shalit ha deciso di spostarlo recentemente in un luogo piu' sicuro – precisa – nessuno dei dirigenti di Hamas, compreso il primo ministro, conosce il nuovo nascondiglio '.

 

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Hamas ritratta le scuse per i danni provocati dai razzi lanciati su Israele

Feb 7th, 2010

Il governo di Hamas nella Striscia di Gaza, contraddicendosi, prende le distanze da una sua stessa affermazione, contenuta nella lettera di scuse inviata alle Nazioni Unite, in cui esprime rammarico per avere provocato danni ai civili con l’attacco di razzi.

Le scuse sono contenute nella risposta al rapporto del capo della missione delle Nazioni Unite, il giudice Richard Goldstone, il quale accusa sia Hamas, sia Israele, di aver commessocrimini di guerra durante l’offensiva di Gaza nello scorso inverno.

In particolare, il resoconto ONU incolpa Hamas di aver lanciato indiscriminatamente razzi sui civili Israeliani. Hamas, in risposta alle accuse, ha scritto alle Nazioni Unite e, riferendosi ai lanci in questione, ha aggiunto: “Ci scusiamo per qualsiasi danno possiamo aver causato ai civili Israeliani”. Però poi, nella stessa lettera, riafferma il diritto di resistere all’occupazione Israeliana. Il governo di Gaza ha ora confermato quest’ultimo diritto, ma non ha ammesso che la relazione contenga scuse.

Come è noto, a seguito della Battaglia di Gaza (2007) Hamas ha preso il controllo completo dell’omonima striscia, che si trova ai confini tra l’Egitto eIsraele e si affaccia sul Mar Mediterraneo.

Nell’inverno a cavallo tra il 2008 e il 2009, allo scadere del ‘cessate il fuoco’ siglato sei mesi prima tra Israele e Hamas, non avendo le due parti raggiunto l’accordo per una sua estensione, Israele ha chiuso i confini bloccando gli aiuti umanitari diretti nella Striscia di Gaza.

Questo ha provocato la reazione dei Palestinesi che hanno attaccato con razziIsraele che, a sua volta, ha risposto al fuoco con attacchi aerei provocando ingenti danni. Hamas in risposta ha intensificato i lanci colpendo bersagli civili e, per la prima volta, le città di Beersheba e Ashold.

La guerra, nota come ‘Operazione Colata di Piombo‘ (Operation Cast Lead), ma meglio conosciuta come il ‘massacro di Gaza‘, è durata tre settimane. E’ terminata il 18 gennaio 2009 con il ritiro delle truppe Israeliane e la dichiarazione, inizialmente unilaterale, del “cessate il fuoco” subito seguita daHamas.

I dati del conflitto sono impressionanti. In meno di due mesi sono morti circa 1.500 palestinesi (il dato numerico non è certo, ma si stima che sia compreso tra i 1.167 e 1.417) e 13 israeliani; 400 mila abitanti della Striscia di Gaza sono stati lasciati senz’acqua, 4 mila case distrutte o seriamente danneggiate e decine di migliaia di persone senza tetto.
 
La missione ONU, guidata dal giudice Richard Goldstone, istituita nell’aprile del 2009, dopo cinque mesi di indagini ha prodotto un rapporto in cui accusano sia i Palestinesi, sia gli Israeliani di crimini di guerra e di possibili crimini contro l’umanità, proponendo che di tali responsabilità le due parti siano giudicate da un apposito tribunale. Il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Uniteha approvato il rapporto con 25 voti a favore, 6 contrari e 16 astenuti/voti nulli, ma biasimando esclusivamente Israele, senza menzionare ad Hamas.

Vito Di Ventura

 

 

Israele, nave guerra naviga canale Suez

Tv, missione e' combattere traffico armi da Iran verso Gaza

06 febbraio, 21:53

(ANSA) – TEL AVIV, 6 FEB – Una nave da guerra israeliana, la lancia-missili Ahi-Hanit, ha attraversato il canale di Suez, diretta verso il Mar Rosso.

Lo ha riferito la televisione commerciale israeliana Canale 10, citando 'fonti di Hamas'. L'emittente ha aggiunto che la marina militare israeliana non ha voluto invece commentare la notizia.

Secondo la televisione e' presumibile che la missione della nave da guerra sia di combattere contro il traffico di armi dall'Iran verso la striscia di Gaza.

 

Netanyahu,vogliamo pace con palestinesi

Premier, 'e anche con Siria, ma trattative senza precondizioni'

07 febbraio, 10:08

(ANSA) – GERUSALEMME, 7 FEB -'Israele vuole accordi di pace con i suoi vicini. Come con Egitto e Giordania, possiamo farlo con Siria e palestinesi'. Cosi' Netanyahu Il premier israeliano aggiunge pero' 'che le trattative devono svolgersi senza precondizioni, il cui significato sarebbe di rinunce considerevoli in partenza da parte di Israele, e che ogni accordo sia accompagnato da accorgimenti di sicurezza che durino decine di anni, per generazioni'.

 

 

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STRETTA DEL PRESIDENTE PALESTINESE NEI CONFRONTI DI HAMAS

La prima donna al governo di Ramallah

La 35enne Leila Ghannam, sin da giovanissima nei ranghi di al-Fatah, nominata da Abu Mazen

MILANO – Ex membro dell'intelligence palestinese, è diventata la prima donna governatrice dell'Anp. Si chiama Leila Ghannam, ha 35 anni, è single e senza figli, e Abu Mazen (impegnato in un giro di vite nei confronti di Hamas) l'ha recentemente voluta alla guida di Ramallah, la capitale non ufficiale della Cisgiordania.

IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE – La Ghannam, che può vantare un dottorato in psicologia, è nata nel villaggio di Deir Dibwan ed è entrata da giovanissima nei ranghi di al-Fatah, arrivando negli anni ad occupare un ruolo di prestigio nell'organizzazione che fa parte dell'Olp. Ora, in qualità di governatore, la giovane Leila ha anche il comando di tutte le forze armate di Ramallah. La sua nomina è considerata una mossa tattica di Abu Mazen. In una città in cui molte donne indossano jeans e minigonne, (e che non a caso in passato è stata definita la «Parigi della Cisgiordania»), lei indossa sempre un hijab e proviene da una famiglia religiosa. «La sua nomina è un doppio messaggio che Abu Mazen invia – sostiene sul Times Matti Steinberg, esperto di questioni palestinesi -. In primo luogo, dice ai sostenitori di Hamas che si può essere religiosi, ma non necessariamente fondamentalisti. In secondo luogo invia un messaggio alle donne musulmane in Cisgiordania: “Se lei è riuscita, tutte potete farlo: andate a lavorare e migliorate il vostro tenore di vita”». La nomina di Ghannam è indice di un approccio «più moderno» da parte di Abu Mazen», ha sottolineato anche Ahmad Tibi, un membro arabo della Knesset israeliana che conosce bene il presidente palestinese.

Redazione online 
07 febbraio 2010

 

News dalle Pubbliche Amministrazioni della Provincia di Firenze

Regione Toscana
A FIRENZE TORNANO LE ONG DI PALESTINA E ISRAELE PER LA PACE
All'istituto Stensen due giorni di lavori con delegati da Medioriente ed Europa
Toschi: «Abbiamo dimostrato il valore del dialogo con progetti concreti»
Tornano in Toscana le Ong del Forum per la Pace fra Israele e Palestina. Vengono da Israele e dalla Palestina, ma anche dall'Europa e dall'Italia per la loro “Terza Conferenza Internazionale”. L'evento, che si terrà all'Istituto Stensen di Firenze nei giorni 8 e 9 febbraio, sarà l'occasione per presentare il lavoro comune, svolto in questi anni, porre le basi per il futuro, continuare il dialogo sul tema della pace e sul ruolo della società civile come protagonista nel processo di peace-keeping. 
A presiedere i lavori, che cominceranno con l'assemblea plenaria di tutti i partecipanti (rappresentanti di una cinquantina di Ong, fra palestinesi, israeliane ed europee, oltre quelle italiane) sarà l'assessore regionale Massimo Toschi. «E' questo il terzo incontro del Forum delle Ong che si tiene in Toscana – sott olinea l'assessore – dopo quelli del 2007 e del 2008. Questa conferenza, che è l'atto conclusivo dell'assessorato, dimostra il valore politico del dialogo In Medioriente, come è stato confermato anche dall'ultimo viaggio del Presidente del Consiglio Berlusconi, perchè dà il senso della continuazione del dialogo attraverso le relazioni con la società civile di Israele, della Palestina e dell'Europa. Abbiamo dimostrato che si può dialogare non con la retorica delle parole, ma con la concretezza dei progetti di cooperazione che hanno visto la Toscana protagonista in questi anni». L'assessore Toschi ricorda in proposito anche le altre iniziative, sulle quali la Toscana è impegnata, quali Med-Cooperation, i campi estivi per ragazzi allestiti a Gaza e Sderot, le visite che lo stesso Toschi ha compiuto a Gaza, le iniziative nel campo della salute, come la “Medicina al servizio della pace”. «Sia il Governo Palestinese che quello Israeliano – rileva l'assessore – ci accreditano come co-protagonisti in un grande processo di dialogo e di riconciliazione, e abbiamo motivo di ritenere che negli ultimi colloqui che hanno visto di fronte il Presidente Perez e il Presidente Berlusconi, si sia parlato della qualità della cooperazione toscana». 
Sulla prossima conferenza Toschi aggiunge: «E' un fatto importante che a Firenze ci saranno protagonisti di primissimo piano, che si sono distinti per la serietà della loro azione. Questo dimostra – conclude Toschi – che non si fanno solo spot sulla cooperazione, ma si attuano processi condivisi che rappresentano la sfida per il futuro. Qualcuno vorrebbe cancellare questo, ma chi pensa queste cose è come la moglie di Lot, che rimase pietrificata perchè si voltava indietro». 
I lavori della Terza Conferenza del Forum delle Ong si apriranno luned&igrav e; mattina (orario previsto 9,30) con l'introduzione dell'assessore Toschi. Seguiranno gli interventi dei due capi delegazione, Saman Khoury, palestinese, e Ron Pundak, israeliano. Dopodiché il programma prevede gli interventi di autorevoli esponenti della politica, della cultura e del giornalismo, sia palestinesi che israeliani ed europei e delle università di Firenze e Siena. I lavori proseguiranno anche nel pomeriggio e nella mattinata del 9 febbraio. Dopo che i delegati si saranno riuniti in sessioni tematiche, la conclusione, nella tarda mattinata del 9 febbraio, avverrà nuovamente in plenaria con la presentazione dei risultati del lavoro svolto in collaborazione fra le Ong. I temi sono quelli della protezione dei diritti umani, dei mass media e della sensibilizzazione dell'opinione pubblica, dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile e, sul piano istituzionale, la formazione di giovani come assistenti parlamentari sia in Palestina che Israele. Il finanziamento previsto per queste attività è complessivamente di 300 mila euro.

07/02/2010 16:30 
Regione Toscana

(*) Presidente dell'associazione editrice Infopal

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