Reazioni alla decisione dei ministeri degli esteri arabi di prolungare il mandato di Abbas

Infopal. I ministri degli esteri dei Paesi arabi, riunitisi al Cairo, hanno deciso di sostenere il prolungamento del mandato di Abbas come presidente dell’Anp, finché non verrà raggiunta la pacificazione interna e non termineranno le divisioni tra al-Fatah e Hamas. 

Hamas: solo i Palestinesi possono prolungare il mandato di Abbas

Riguardo all’incontro coi ministri, il dott. Salah al-Bardawil, dirigente di Hamas, ha dichiarato in una conferenza stampa che il suo movimento “apprezza qualsiasi sforzo arabo a sostegno della questione palestinese, della ricucitura della divisione interna e dell’interruzione dell’assedio”.

Ha poi proseguito: “L’atteggiamento favorevole dei Paesi arabi si può misurare osservando quanto essi rispettino la particolarità delle condizioni dei Palestinesi, oltre che i risultati delle elezioni legittime e la legge palestinese (…) Alla luce di queste misure noi definiamo la nostra posizione verso le decisioni dei ministri degli esteri arabi, ovvero osservando se essi danno il giusto peso alla democrazia palestinese, e se lavorano a supporto del popolo palestinese per rimuovere l’assedio: se questo è il loro atteggiamento, sono i benvenuti.”

Per quanto riguarda il prolungamento del mandato di Abbas, al-Bardawil ha invece precisato che questo è solo competenza del popolo palestinese, che può deciderlo tramite il suo Consiglio Legislativo in armonia con la legge di base; e ha dichiarato che non è possibile prolungare il mandato di Abbas in disaccordo con questa legge. Secondo il dirigente di Hamas, inoltre, il prolungamento del mandato di Abbas e tutte le altre questioni in sospeso formano un tutt’uno: se non si risolveranno prima le seconde, non sarà possibile approvare il primo.

Jihad Islamico: nessuna speranza concreta dai ministri

Secondo il movimento del Jihad Islamico, non si sarebbero dovute nutrire grandi speranze nell’incontro dei ministri degli esteri arabi. I risultati, stando a quanto afferma il movimento, non sono al livello delle sfide che i suoi partecipanti si erano posti, in quanto gli arabi potrebbero compiere grandi passi per sciogliere l’assedio imposto al popolo palestinese.

Il dirigente del movimento, Nafith Azzam, ha dichiarato: “Da questo tipo di riunioni non sono mai emerse disposizioni che fossero all’altezza delle sfide affrontate attualmente dai Palestinesi e dagli Arabi. Tuttavia, vista la situazione, le sfide esterne, le aggressioni, l’occupazione e la crisi interna palestinese, ci s’immaginava che saltasse fuori qualcosa di serio.” Azzam ha precisato di aver già detto in precedenza che dare la colpa ad una fazione contro un’altra non aiuterà a risolvere il problema.

Nafith Azzam ha comunque individuato un elemento positivo nella decisione di fornire aiuti alla Striscia di Gaza assediata, anche se questo semplice sussidio, secondo il dirigente, non basterà ad apportare miglioramenti decisivi alla causa palestinese.

 

 

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