Reazioni per la liberazione del giornalista britannico Johnston.

Reazioni per la liberazione del giornalista britannico Johnston.

Hamas: "I sequestri o le minacce ai giornalisti palestinesi e stranieri fanno parte del passato".
Il movimento di Hamas ha confermato che le operazioni di sequestro e di minacce ai giornalisti palestinesi e stranieri ora fanno parte del passato. In un comunicato ha dichiarato che il movimento è impegnato a proteggere la libertà di espressione, a semplificare il compito dei giornalisti e dei mezzi di informazioni e garantire il clima adatto.

Hamas ha apprezzato gli sforzi del governo di Ismail Haniyah, le Brigate Al-Qassam e le Forze Esecutive per la chiusura del caso del giornalista Alan Johnston, liberato all’alba di oggi.

L’Autorità palestinese apprezza la liberazione di Johnston e accusa Hamas di far parte dei sequestratori
Yasser Abedrabbo, consigliere del presidente palestinese Mahmud Abbas, in una dichiarazione, ha affermato: “Facciamo gli auguri a Johnston e alla sua famiglia. Ci scusiamo per quanto hanno commesso le bande criminali di Gaza. Il sequestro ha danneggiato l’immagine del popolo palestinese davanti al mondo”.
Abedrabbo ha accusato Hamas di essere complice del sequestro e di tentare di "lucidare la sua immagine a livello internazionale attraverso l’operazione di liberazione".

La radio israeliana ha espresso felicità per la liberazione del giornalista.
La portavoce di Olmert ha dichiarato: "Israele spera nella liberazione del suo soldato sequestrato".
Altri dirigenti israeliani, che hanno chiesto l’anonimato, hanno commentato il rilascio di Johnston sottolineando che Hamas "è in grado di imporre l’ordine a Gaza".

Abu Zuhri: "La liberazione di Johnston rappresenta un colpo per l’Autorità palestinese ed è un importante messaggio alla comunità internazionale".
In una dichiarazione alla stampa, Sami Abu Zuhri ha dichiarato che, a livello interno, "questa liberazione riflette il clima di sicurezza crescente e le possibilità, da parte di Hamas, di proteggere l’ordine nella Striscia di Gaza. Questo passo ha confermato la serietà del movimento sia per le sue promesse di risolvere il caso Johnson sia per quanto riguarda le sue posizioni relative alla democrazia, al diritto di espressione, la libertà di stampa e il rispetto dello straniero. Il grave errore in cui è caduta la comunità internazionale, proseguendo il suo assedio al popolo palestinese e al movimento di Hamas, è di aver ignorato la legittimità che l’ha portata al governo. Questa liberazione è anche un messaggio all’occupazione israeliana: Hamas è pronto a chiudere la questione del soldato Shalit se c’è la volontà di uno scambio di detenuti tra le due parti".

Invece, per quanto riguarda l’Autorità palestinese, Abu Zuhri ha chiarito che "questo evento è un’altra dimostrazione che le forze di sicurezza appartenenti al presidente Mahmoud Abbas erano la causa dell’illegalità, e che la calma sta tornando gradualmente dopo la cacciata dei gruppi criminali e dei loro capi. Questa liberazione è un colpo molto forte alla dirigenza dell’Autorità palestinese, che, invece di riconoscere il suo fallimento, tenta per bocca di Yasser Abedrabbo di rovesciare i fatti accusando Hamas di essere il responsabile del sequestro. Se sono vere le dichiarazioni di Abedrabbo, allora perché il presidente palestinese non si è affrettato a liberarlo, visto che sapeva dove si trovava? Ciò dimostra che erano le sue forze di sicurezza a coprire e appoggiare il sequestro del giornalista".

Abu Zuhri ha sottolineato che il messaggio più importante è "l’invito a tutti gli stranieri – giornalisti e operatori delle associazioni internazionali – di tornare a Gaza per proseguire il loro lavoro con rispetto, libertà e sicurezza dopo la partenza dei gruppi criminali da Gaza".

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