Refaat Alareer: la voce di Gaza che non morirà mai

Gaza. Un paio di giorni fa, Israele ha ucciso la voce di Gaza, il dottor Refaat Al-Areer, in un vigliacco attacco aereo sulla casa di sua sorella. Anche suo fratello, sua sorella e i suoi quattro figli sono stati uccisi nel sanguinoso attacco.

Il dottor Refaat Alareer è stato un accademico, editore, poeta, scrittore e conferenziere. È autore di numerosi libri e decine di racconti su Gaza, inclusa l’antologia del 2014 Gaza Writes Back: Short Stories from Young Writers in Gaza, Palestine, pubblicata da Just World Books.

Ha anche contribuito a Light in Gaza: Writings Born of Fire, a cura di Jehad Abusalim, Jennifer Bing e Michael Merryman-Lotze, pubblicato nel 2022 da Haymarket Books.

Refaat è stato cofondatore di We Are Not Numbers, un progetto lanciato a Gaza dopo l’attacco israeliano del 2014, per guidare e sostenere i giovani scrittori nel territorio assediato nel raccontare le loro storie al mondo.

Nel suo contributo a Light in Gaza, intitolato “Gaza Asks: When Shall this Pass?”, Refaat scrive:

“Passerà, continuo a sperare. Passerà, continuo a dire. A volte lo dico sul serio. A volte no. E mentre Gaza continua ad ansimare per la vita, lottiamo perché passi, non abbiamo altra scelta che reagire e raccontare le sue storie. Per la Palestina”.

Anche il Centro d’informazione palestinese (PIC) ha pianto con dolore e orgoglio il dottor Refaat Al-Areer, descrivendolo come uno dei pilastri del sito in lingua inglese di PIC e il fondatore e manager del suo dipartimento di social media.

È stato pianto da centinaia di utenti di social media da tutto il mondo.

Migliaia di tweet hanno condiviso le concise citazioni del dottor Refaat sulla vita di Gaza, sull’aggressione e sull’occupazione israeliana.

Il direttore dell’Euro-Med Monitor, Ramy Abdo, ha condiviso una sua foto insieme al dr. Refaat con una didascalia: “Abbiamo iniziato a sognare insieme. Ti hanno ucciso. Continueremo, amico mio, finché non ci incontreremo di nuovo.

Electronic Intifada ha anche espresso shock, rabbia e profonda tristezza per la sua perdita, descrivendolo come “un orgoglioso figlio del distretto di al-Shujaiya della città di Gaza”.

Durante tutto questo genocidio, Refaat non ha mai smesso di scrivere, di sostenere i suoi studenti e di portare la voce di Gaza nel mondo. Faremo in modo che la notizia continui a farsi sentire, ha affermato la pubblicazione online con sede a Chicago sulla piattaforma X.

Il giornalista palestinese Ahmed Alnauq ha dichiarato in un post su X: “L’assassinio di Refaat è tragico, doloroso e oltraggioso. È una perdita enorme”.

Refaat è stato immortalato dalle sue parole e attraverso i suoi studenti, che portano avanti la sua eredità di lotta per la verità e la liberazione.

(Fonti: PIC e Electronic Intifada).