Report congiunto B’Tselem – HaMoked: denunciati gli abusi dello Shin Bet

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(foto da Press TV)

Imemc, InfoPal. Secondo un report pubblicato ieri dalle associazioni umanitarie B'Tselem e HaMoked, i palestinesi fermati dai servizi di sicurezza israeliani dello Shin Bet vengono detenuti in cattive condizioni e spesso soffrono di abusi.

Come ha riportato Ha'aretz, l'inchiesta condotta dalle due organizzazioni rivela che 645 detenuti hanno sporto denuncia per il modo in cui sono stati incarcerati o interrogati: in nessuno di questi casi, tuttavia, il regime israeliano ha avviato un'indagine criminale.

Il report si basa sulle interviste fatte a 121 palestinesi rinchiusi lo scorso anno nel centro di detenzione dell'intelligence israeliana a Petah Tikva. Tra gli intervistati vi sono quattro donne (una delle quali aveva 63 anni al momento dell'intervista) e diciotto minorenni. Alcuni di loro rivelano di essere stati arrestati la mattina presto, senza che gli sia stato permesso di portare con loro degli effetti personali o – talvolta – persino di vestirsi o mettersi le scarpe.

Un quarto degli ex detenuti che hanno raccontato le proprie esperienze riferiscono che le loro case sono state danneggiate al momento dell'arresto, e un terzo di loro denuncia l'uso di metodi violenti nei suoi confronti durante gli interrogatori. Tre quarti degli intervistati hanno subito il confino solitario, all'interno di piccole celle senza finestre, con una luce molto luminosa tenuta accesa a tutte le ore e un odore putrido proveniente dai servizi igienici. Come se non bastasse, non era permesso né pulire le celle né cambiare i materassi.

Secondo le testimonianze, alcuni detenuti venivano legati ad una sedia di metallo per ore durante gli interrogatori, con brevi pause per mangiare o andare in bagno. Metà dei detenuti hanno affermato di essere stati costretti a confessare per poter lasciare il confino solitario, o chiamare le loro famiglie.

L'avvocato Hila Tene-Gilad, del dipartimento del ministero di Giustizia israeliano per gli Accordi e le contese internazionali, ha sminuito il contenuto del report, che a suo parere consiste di “affermazioni generali, prive di fondamento, alcune delle quali sono estremamente gravi”. Ha quindi assicurato che i funzionari del ministero visitano regolarmente le strutture di detenzione dello Shin Bet, riferendo che gli interrogatori vengono condotti seguendo gli standard legali e con il patrocinio degli organi competenti, e che i detenuti hanno il diritto di sporgere denuncia in caso di trattamenti inappropriati o illegali.

Ogni anno, il centro interrogatori di Petah Tikva ospita centinaia di persone. Alcune di loro sono poi trasferite nelle carceri dello Shin Bet in attesa del processo, mentre altre vengono rilasciate senza accuse a loro carico.

 

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