Report da ‘Hope’, Free Gaza: ‘Gaza Libera.

GAZA LIBERA

Dal nostro inviato.

Siamo ancora nella città di Zenone. Ma sembra che domani sera o,
al massimo, lunedì, salperemo finalmente per Gaza. E’ cosa certa:
l’entità sionista sta facendo tutto il possibile contro il nostro
viaggio. Per superare più velocememnte le difficoltà burocratiche
di cui parlavo, gli organizzatori di Free Gaza hanno cercato in questi
giorni di affittare – persino di comprare – un’altra piccola nave.
Tre di loro sono volati ieri a Beirut per trattare di persona con
diversi proprietari. Dappertutto un muro di gomma, rimandi, richieste
chimeriche, tergiversazioni, sì, no, forse, risentiamoci, vedremo…
Il fatto è che la forza d’animo e la determinazione degli
attivisti che hanno organizzato il primo viaggio e’ ancora la stessa,
intatta… semmai più forte. Alla faccia di tutti i despoti e dei parolai.
Così, proprio oggi è arrivata la notizia che potremo ri-utilizzare una
delle due navi di proprietà di Free Gaza, proprio quella con lo stesso
loro nome. In Grecia, dove verranno firmate le ultime carte, il lavoro
indefesso di alcuni amici ha fatto sì che i nuovi e definitivi
documenti legali di intestazione siano gia’ ultimati, con eccezionale anticipo sui tempi previsti. A questo punto l’imbarcazione sarà perfettamente in grado di riprendere il mare. Domattina andremo a dipingerla e a rimetterla a nuovo. Se non arriva una tempesta (immagino ci sia qualche necrocabbalista che sta operando pure in questo
senso), Free Gaza navigherà molto presto verso il suo destino.
Ecco i nomi dei passeggeri (l’elenco è ufficiale e aggiornato alle
ore 21,21):

Al Jabar Ali, Qatar, Al Jazeera,

Alshubashi Mohammed, Germania/Palestina, medico, neurochirurgo
Abourashed Amin, Olanda, attivista diritti umani
Arraf Huwaida, Palestina/Usa, NVDA/International, Human
rights, portavoce legale internazionale di FGM
Barghouti Mustafa, Palestina, parlamentare, Presidente Mubarda Party, Boulous Nicolas, Grecia, Chimici, Ingegnere navale
Butterly Caiomhe, Irlanda, Voices in Wilderness, PSC
Cox Rod, Gran Bretagna, Pal Solidarity, Chester, UK
Al Hams Walid,  Palestina/Svezia, Medico, medicina interna
Ernshire Eliza, Australia/Gran Bretagna, attivista per i diritti umani
Fallisi Joe, Italia, tenore, compositore, inviato Infopal.it
Graham Derek, Irlanda, marinaio, elettricista
Hamami Ibrahim, Palestina/Gran Bretagna, medico, medicina di famiglia
Klontzas George, Grecia, capitano di marina

Kysia Ramzi, Usa/Libano, scrittore, portavoce, organizzatore
Maguire Mairead, Irlanda, pacifista, premio Nobel per la Pace
Masarwa Lubna, Palestina ’48/Israele, Jerusalem Alternative Intormation
Center, Al Quds University
McDermott Theresa, Scozia, attivista per i diritti umani
Mohammed Amir, Sudan, Al Jazeera
Wall Sylvia, Gran Bretagna, attivista per i diritti umani
Zahalka Jamal, Israele, membro della Knesset

Ieri pomeriggio sono andato, insieme con Mairead Maguire, piccola
donna dall’animo grande quanto la Gran Bretagna e l’Irlanda messe
insieme, a visitare uno degli ammalati gravi che la prima missione
di Free Gaza ha portato in salvo a Cipro.

Si chiama Saed Khaled Mahmud Musleh, ha 16 anni e il viso, gli occhi che sorridono come stelle, di tutti i ragazzini palestinesi. A Gaza i delinquenti sionisti gli hanno sparato addosso, da dieci metri, un missile, spappolandogli la gamba sinistra e ferendolo gravemente alll’addome. Siccome la cancrena
avanzava, quella povera gamba i medici hanno dovuto amputargliela,
tagliando altissimo, fin sopra il bacino. Ora sembra sia finalmente
fuori pericolo. Ma ha bisogno di protesi speciali adatte al suo
caso estremo. Suo padre, Khaled Musleh, dignitosissimo come Saed, ne ha altri 11 di figli. Sarà questa forza incrollabile e indomabile della vita a
ridare un giorno ai Palestinesi eroici la loro libertà.

Joe Fallisi, Larnaca, giovedì 25 settembre 2008

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