Report di Amnesty International sui crimini israeliani.

Cisgiordania. Il report annuale di Amnesty international pubblicato giovedì a Londra riferisce che l'offensiva delle forze di occupazione israeliane contro la Striscia di Gaza, scatenata tra dicembre e gennaio, ha portato le condizioni umanitarie nella Striscia sulla soglia del disastro.

Nel rapport si afferma che l'economia locale era già paralizzata dalla riduzione delle importazioni e dall'embargo delle esportazioni prima della recente guerra, a causa dell'assedio e delle restrizioni imposte da Israele.

Il report afferma che l'80% della popolazione di Gaza è dipendente dagli aiuti internazionali e aggiunge che le restrizioni alla libertà di movimento hanno impedito il trasferimento di centinaia di palestinesi gravemente malati, oltre a privare gli studenti della possibilità di completare i propri studi all'estero.

Di seguito alcuni estratti dal reporti di AI.
Il 27 dicembre, l'esercito israeliano ha lanciato un'offensiva senza precedenti – “Operazione Piombo Fuso” – contro la Striscia di Gaza, uccidendo molti civili e distruggendo case e altre proprietà.

All'inizio dell'anno, in Israele e nei territori occupati, si era assistito a una marcata recrudescenza di uccisioni di civili sia da parte delle forze israeliane sia da parte di gruppi palestinesi armati, prima che in giugno si giungesse a un cessate il fuoco.
Tra le 425 vittime palestinesi uccise nella prima metà dell'anno, 70 sono bambini. Oltre alla enorme distruzione di case e proprietà nella Striscia di Gaza, le forze israeliane hanno distrutto un numero considerevole di abitazioni in Cisgiordania e nei villaggi beduini del sud di Israele.
Durante l'anno, l'esercito israeliano ha continuato ad imporre serie restrizioni alla libertà di movimento dei palestinesi dei TO, incluso il blocco della Striscia che ha causato un disastro umanitario senza precedenti imprigionando, di fatto, un'intera popolazione di 1,5 milioni di persone.

La situazione è stata poi esacerbata dall'offensiva lanciata il 27 dicembre scorso. E' stato negato il trasferimento a centinaia di pazienti in gravi condizioni, bisognosi di cure non disponibili negli ospedali locali, e molti di loro sono morti.
Centinaia di studenti non hanno potuto recarsi nelle loro università all'estero a causa della chiusura dei valichi di Gaza.

La maggior parte della popolazione dipendente dagli aiuti internazionali, ma i blocchi imposti da Israele hanno ostacolato le attività di assistenza e i servizi delle agenzie Onu.

La libertà di movimento dei palestinesi in Cisgiordania è stata gravemente ridotta dai circa 600 check-point e barriere e dai 700 km di Muro che l'esercito israeliano continua a costruire all'interno della regione. L'espansione dgli insediamenti illegali sulla terra sequestrata ai palestinesi ha raggiunto livelli che non si vedevano dal 2001.
I soldati israeliani e i coloni, responsabili di gravi violenze nei confronti dei palestinesi, come l'uccisione e l'assalto alla proprietà, nella maggior parte dei casi sono restati impuniti.
Centinaia di palestinesi sono stati arrestati dalle forze israeliane: racconti di torture e altre vessazioni sono frequenti, ma le indagini giudiziarie sono rare. Circa 8000 palestinesi rimangono nelle carceri israeliane, molti dopo ingiusti processi militari.

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