Resistenza non-violenta: sei feriti, due sequestrati dai soldati israeliani in Cisgiordania

Cisgiordania – Imemc & PnnSei civili sono stati feriti, altri due sono stati sequestrati dalle forze d'occupazione israeliane durante le manifestazioni settimanali contro la costruzione del Muro d'Apartheid israeliano. Le manifestazioni si svolgono tutti i venerdì nei villaggi palestinesi di Bil'in, Nil'in e Nabi Saleh e ad al-Ma'sara (Cisgiordania centrale e meridionale). 

A Bil'in, cinque civili sono stati colpiti dai proiettili sparati dai soldati israeliani. Sono proiettili rivestiti di gomma, ma dal cuore di acciaio. Attivisti internazionali e israeliani si sono uniti ai residenti palestinesi e, dopo l'orario di preghiera, hanno marciato insieme fino all'ingresso del Muro d'Apartheid israeliano che separa questi palestinesi dalle proprie terre. 

Appostati all'ingresso del Muro d'Apartheid israeliano, i soldati hanno attaccato i manifestanti della resistenza non-violenta con l'uso di lacrimogeni e proiettili d'acciaio rivestiti di gomma. Inoltre, le truppe hanno gettato sui manifestanti delle sostanze chimiche, conosciute con il nome di “skunk”. Molti sono rimasti intossicati dalle inalazioni dei gas lacrimogeni. 

Il Comitato popolare di Bil'in contro il Muro d'Apartheid ha riferito che molti attivisti israeliani e internazionali hanno partecipato alla protesta, alla quale, poco dopo, si sono aggregati i giovani palestinesi del Movimento 15 marzo per la “fine delle divisioni interne e per l'unità”.

 
I manifestanti hanno sfilato esibendo le foto di Bassam e Jawaher Abu Rahmah, assassinati dall'esercito israeliano nel corso di una delle tante proteste contro il Muro d'Apartheid israeliano, e hanno gridato slogan inneggianti la fine delle divisioni. 

A proposito degli scontri, sul sito Internet del Comitato popolare si legge: “Nel momento in cui i manifestanti sono arrivati all'ingresso est del Muro, i soldati hanno attaccato con gas lacrimogeni, proiettili d'acciaio rivestiti di gomma, bombe sonore e spray chimici. Come conseguenza, cinque residenti sono stati feriti: Nashmi Abu Rahmah, 16 anni, colpito alla mano destra; Iyad Burnat, 38 anni, capo del Comitato popolare, colpito alla testa; Mohammed al-Khatib, 17 anni, colpito alla gamba. Tutti sono stati raggiunti dal lancio dei candelotti dei lacrimogeni. Asia, un 'attivista italiana di 27 anni, ha subito la distorsione alla caviglia sinistra mentre cercava di fuggire via dagli attacchi dei soldati d'occupazione israeliani”. 

Il Comitato ha raccontato poi che i soldati israeliani hanno mirato – deliberatamente – alla parte superiore del corpo dei manifestanti e al capo. Questo ha scatenato la reazione di alcuni attivisti. 

Nel vicino villaggio palestinese di Ni'lin, i residenti e i loro sostenitori hanno marciato fino all'ingresso del Muro d'Apartheid che separa i contadini locali dalle proprie terre. 

I soldati hanno attaccato i manifestanti con gas lacrimogeni. Gli attivisti sono rimasti intossicati. 

Anche nel villaggio palestinese di Nabi Saleh, al centro della Cisgiordania, i soldati hanno lanciato gas lacrimogeni e sparato proiettili d'acciaio rivestiti di gomma contro i manifestanti. Un ragazzo di 23 anni è stato ferito. 

Alle prime ore di venerdì, i soldati avevano chiuso tutte le strade che portano al villaggio, impedendone l'accesso ai giornalisti. 

Durante le proteste, le truppe israeliane hanno tentato di bloccare coloro che volevano uscire dal villaggio, obbligando tutti a tornare nel villaggio. Nabi Saleh è stata dichiarata “zona militare chiusa” ed è stato imposto il coprifuoco. 

Ancora, due attivisti internazionali sono stati arrestati dalle truppe israeliane nel villaggio di Ma'sara (Betlemme). 

Le forze d'occupazione israeliane hanno impedito ai manifestanti di lasciare il villaggio per raggiungere le terre palestinesi confiscate dall'esercito israeliano per la costruzione del Muro d'Apartheid. 

I soldati d'occupazione israeliani hanno fatto uso dei gas lacrimogeni per costringere la gente a tornare nel villaggio. E in molti hanno inalato le sostanze tossiche, restando intossicati.

(Foto: Imemc).

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