Rete europea per i prigionieri: ‘L’accordo di scambio dà l’impeto per un’azione internazionale’

Bruxelles – InfoPal. La Rete europea per la difesa dei diritti dei prigionieri palestinesi ha espresso apprezzamento per l'accordo di scambio di prigionieri raggiunto tra Hamas e Israele.

Un accordo definito “una mossa positiva perché allevierà la sofferenza dei detenuti”, mentre si è ricordato che altri prigionieri, quelli esclusi dall'accordo, continueranno a patire l'inferno nelle prigioni di Israele.

La Rete, con sede ad Oslo, ha anche fatto sapere che “il raggiungimento di un accordo di questa portata, per il rilascio di 1.027 prigionieri, comprese le donne, i bambini, e centinaia di prigionieri condannati a pluri-ergastoli, è da considerarsi una grande conquista”, esprimendo allo stesso tempo delusione per il fallimento della diplomazia e dei negoziati politici per il rilascio do altri detenuti, molti dei quali hanno trascorso più di trent'anni in carcere.

In un comunicato stampa diffuso dalla Rete si afferma che “la rinuncia delle autorità israeliane per ciò che in passato si ostinavano a definire “punti non negoziabili” – il rilascio dei detenuti condannati all'ergastolo, l'aver accettato di scendere a patti con i responsabili della detenzione del caporale israeliano Shalit, il rilascio dei detenuti di al-Quds (Gerusalemme), dei Territori occupati nel 1948 (Israele, ndr), delle Alture occupate del Golan siriano, oltre alla Cisgiordania e alla Striscia di Gaza -, è un messaggio per la comunità internazionale, a dimostrazione che le scarcerazioni sono possibili.

“L'accordo dimostra che tutti gli ostacoli posti da Tel Aviv ai vari tentativi internazionali di liberare i detenuti palestinesi sono risolvibili, se esistono intenzione e volontà”.

La Rete ha invitato tutte le organizzazioni internazionali umanitarie e per i diritti umani “a intraprendere ogni via legale per chiedere la liberazione di tutti i palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane: detenuti che hanno proclamato uno sciopero della fame ad oltranza”.
E' stato chiesto altresì di fare accedere organizzazioni per i diritti umani e media di alle carceri concedendo loro la possibilità di monitorare la situazione dei detenuti, permettere ai parenti di visitarli, e soprattutto, di astenersi dal praticare forme di abusi.

La Rete ha ricordato al pubblico la propria campagna informativa lanciata per esporre le continue violazioni dei diritti umani nelle carceri israeliane, avviata in concomitanza con lo sciopero dei prigionieri giunto al suo sedicesimo giorno consecutivo.

“La campagna continuerà in tutto il continente Europeo”, hanno concluso dalla Rete europea.

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