Riconciliazione nazionale: dialogo Hamas-Fatah alla fase finale?

Gaza – Infopal. Fonti speciali palestinesi hanno riferito che “il dialogo nazionale palestinese al Cairo, dopo il quinto incontro, è arrivato alla sua fase finale avanzata”, e che “Hamas e Fatah sono riusciti a rimuovere i grandi ostacoli che impedivano l’accordo”.

Le fonti hanno infatti rivelato al corrispondente di Infopal.it che le delegazioni dei due movimenti hanno concordato ieri notte la formazione di un unico organo di sicurezza nella Striscia di Gaza, composto dalla polizia del governo di Hamas e da alcuni dei servizi di sicurezza dell'Autorità nazionale palestinese, e affidato al controllo congiunto panarabo-egiziano. Il suo obiettivo sarà quello di proteggere la regione, supervisionare la totalità degli affari interni e “sorvegliare i passaggi palestinesi, in particolare il valico di Rafah”. 

Da parte sua, Nabil Sha‘th, membro del Comitato centrale di Fatah, ha dichiarato ieri sera che “le riunioni bilaterali per il dialogo tra Fatah e Hamas termineranno lunedì, dopodiché i vari interlocutori torneranno ad incontrarsi a luglio per discutere il documento finale, risultato dal lavoro delle cinque commissioni”.

Sha‘th ha precisato che l’accordo collettivo sarà discusso dai rappresentanti delle fazioni il 5 luglio, e verrà firmato il 7 dello stesso mese, alla presenza dei segretari generali di tutti i movimenti politici palestinesi. Lo stesso 7 luglio, “l'Egitto invierà a Gaza un gruppo composto da ufficiali arabi, egiziani e non, allo scopo di sorvegliare l'attuazione dell’accordo”. 

E' previsto intanto fra una settimana il ritorno delle cinque commissioni di lavoro per completare le questioni rimaste in sospeso e definire la forma finale di quelle discusse. 

Riguardo all’argomento degli ultimi negoziati, un funzionario palestinese, in una precedente dichiarazione al corrispondente di Infopal.it, aveva affermato che “nel quinto giro di trattative tenuto ieri al Cairo tra Fatah e Hamas non sono stati affrontati nel dettaglio il problema della sicurezza e del governo, ma è stata discussa la questione elettorale”. Lo stesso funzionario aveva chiarito che “Il Cairo ha proposto la formazione di un grupo per la sicurezza nella Striscia di Gaza, stimato in circa diecimila persone, divise equamente tra il controllo di Fatah e di Hamas”. Quest’ultimo avrebbe osservato che una soluzione simile andrebbe adottata in Cisgiordania. 

Mushir al-Masri, membro del Consiglio legislativo palestinese di Hamas, ha dichiarato che il suo movimento è pronto ad accettare “nel giro di un minuto” le proposte avanzate, purché Fatah non ponga più il riconoscimento d’Israele come condizione per l’accordo. 

L’analista politico Hani al-Masri ha invece commentato che “l'Egitto è in grado d’imporre una conciliazione tra le fazioni palestinesi grazie alle sue relazioni e al suo peso nella zona, in particolare se riesce a mantenere la propria imparzialità”. 

Secondo lo studioso, il proseguimento delle divisioni porterebbe ad una catastrofe ancor più grande di quelle che si sono viste finora: “L'Egitto, grazie al fatto che la sua stessa sicurezza viene minacciata dalla situazione in Medio Oriente, è in grado di portare a termine il dialogo nazionale, e crea quindi le condizioni necessarie per portarlo avanti: la strada del dialogo è dunque aperta alle leadership delle varie fazioni palestinesi, al presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen) e a Khaled Mish‘al, perché saranno loro a prendere l’ultima decisione”.

 

 

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